L’attesa

Natale candele
Mancano pochi giorni al Natale, ma da un po’ ne sento il profumo.
Quello prenatalizio è per me solitamente un periodo di atmosfera gioiosa e rassicurante, di vie riscaldate dalle luci nonostante il freddo che comincia a essere davvero pungente, di desiderio di incontri.
È bello assaporare questo momento in cui tutto sembra sospeso nell’attesa di un grande avvenimento. Sembra di vivere in una sorta di pausa dell’esistenza.
L’attesa……
Per chi crede, della nascita, o ri-nascita di Cristo; più laicamente, di un fatto importante che sembra essere in questi giorni nella sua fase di incubazione.
Un grande avvenimento ……..
Una svolta nella propria vita lavorativa (è per qualcuno anche periodo di scadenze); l’impulso al cambiamento o al rinnovamento; il recupero di legami affettivi che si sono magari logorati nel tempo per molteplici ragioni; la rinascita di rapporti di amicizia e familiari di cui si era persa l’intensità emotiva.
Oltre al suo intrinseco significato religioso, Natale per me è questo: uscire dal limbo sentimentale, dal torpore mentale, dal lasciarsi vivere.
È come se fosse una “primavera” del cuore e della mente …. e … paradossalmente, vista la stagione!
Ma credo profondamente che le stagioni del nostro io non coincidano con quelle meteorologiche, che il nostro tempo interiore sia dilatato e che ognuno di noi abbia il proprio “natale” non necessariamente il 25 dicembre di ogni anno.
Riflessioni dettate da un buonismo che, volente o nolente, ci contagia in questi giorni e che attutisce, in un’atmosfera ovattata, il rumore talora tragicamente assordante dei problemi della vita?
No, affatto. Semplicemente l’espressione sincera del desiderio di riappropriarsi di sé, di riacquistare energia vitale, di essere positiva e propositiva, di trovare una gioiosa sapienza.
Questa è per me l’attesa del Natale: riflessione, bilancio e progettazione

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