Stati d’animo

Non amo parlare di me se non attraverso episodi che hanno stuzzicato la mia naturale attitudine alla discussione e alla riflessione; sono estroversa ma al contempo amante della mia privacy e rispettosa di quella degli altri. E non uso questo blog come un diario sentimentale.
Queste sono tuttavia giornate particolari: tempo atmosferico uggioso e triste, contatti personali non molto gratificanti.
Le mie reazioni sono insolite, per me. Combattiva, passionale e appassionata, caparbia, talora testarda e ribelle, raramente dimessa, non avrei mai immaginato di adeguarmi ai mutamenti comportamentali di conoscenti, che credevo essere qualcosa di più, con cui mi trovo a interagire.
Le persone cambiano, eccome!
Normalmente farei notare al mio interlocutore di turno la sua metamorfosi deludente e reagirei con le mie consuete e usuali punzecchiature verbali.
E invece …. strano …. ora “je laisse tomber”, lascio perdere.
Forse sto invecchiando.
Nel mio subconscio, tutto ciò è l’anticamera di un’imminente indifferenza, il “non-sentimento” per eccellenza. Mai pensato che l’avrei provato nei confronti di chi ha condiviso molto con me.
Ecco allora che anche il mio modo di interloquire diventa scarno, essenziale, come sempre schietto e diretto, gentile, ma privo di partecipazione emotiva.
La generosità nei sentimenti molto spesso non paga, l’investimento su un’amicizia pare ora in perdita: malinconiche e amare constatazioni.
Comunque sia, facciamocene una ragione.
Forse sto proprio invecchiando, oppure è solo una questione di buon senso. Già averne “parlato” su e con un foglio mi fa sentire meglio: potere terapeutico della scrittura!
 
 
 
 

8 thoughts on “Stati d’animo

  1. Cara Primula,
    il tuo post è molto interessante. Sai cosa penso? Non stai invecchiando: dal mio punto di vista, stai sviluppando quella preziosa abilità emotiva (ovvero il distacco, il disinteresse… dagli il nome che preferisci) che ti consentirà di non soffrire.
    Di non permettere agli altri di ferirti.
    Ti invidio.

    • Carissima Anna,
      non parlerei di sofferenza, questo mi sembrerebbe eccessivo. Piuttosto di delusione, quella sì. Sai anche qual è il problema? Quando scrivo di me stessa che sto “invecchiando” è che questa condizione di distacco, come tu l’hai giustamente definita, non mi appartiene, non è nel mio DNA. Forse sto “maturando” ….. non è mai troppo tardi!!
      E non invidiarmi!! Continuo a credere che siano meglio l’entusiasmo e il coinvolgimento del disinteresse e dell’indifferenza, anche dopo essermi sfogata in questo post.
      Un abbraccio forte

    • Grazie a te Lorenzo. Ho sempre pensato, e lo penso tuttora, che scrivere sia una “medicina” per l’anima. Su di me funziona, mi piacerebbe confrontarmi con altri e sapere se hanno la mia stessa opinione.
      A presto.

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