Un giorno, figlia mia, mi chiederai le foto della nostra casa

La guerra non uccide i sentimenti … in chi, nonostante tutto, ha ancora la forza di provarne.
Perché i “signori della guerra” potranno eliminare i corpi ma non faranno mai morire il cuore e la mente.

Diario di Siria

Taftanaz Idlib 10 giugno 201310 giugno 2013, Taftanaz -Idlib

Figlia mia, mentre viene scattata questa foto tu hai pochi mesi; sei troppo piccola per capire cosa accade intorno a te, ma ogni volta che hai un sussulto e piangi spaventata mi rendo conto che stai subendo anche tu le atrocità di questa repressione, che l’amore mio e di tua madre non basta a proteggerti.

Quella dietro di te è la nostra casa … era la nostra casa. Stamattina un razzo l’ha rasa al suolo. Non resta altro che un cumulo di macerie; in mezzo ai detriti è stato seppellito il nostro nido, con i nostri ricordi, i nostri effetti personali. Tante piccole e grandi cose della vita di tutti i giorni cancellate dal crollo.

Ho chiesto di far scattare questa foto pensando a te, a quando diventerai una signorina. Non so dove saremo… quale sarà la nostra casa, dove, cosa ne sarà della Siria……

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