Se la diversità è una vergogna (NATALIA ASPESI).

Una condizione sulla quale dovremmo meditare, tutti, è l’accettazione dell’altro non nella sua diversità ma nella sua peculiarità. Siamo persone, prima ancora che eterosessuali o omosessuali. Questa apertura della mente renderebbe tutto più semplice e più facilmente fattibile, anche la stesura di una legge al riguardo che tuttavia, se non sorretta da un profondo cambiamento nella convivenza umana e civile, non servirebbe da sola a un granché pur nella sua ormai urgente necessità.

Triskel182

UN RAGAZZINO si uccide, come hanno fatto altri, perché omosessuale, perché emarginato e schernito dai compagni in quanto omosessuale, perché non sa come dirlo ai suoi genitori che immagina non lo capirebbero.

Perché alla fine nel mondo, anche nel suo mondo di riferimento adolescenziale, i gay sono sempre di più: belli, celebri, accettati, capiti, amati, venerati, stilisti e registi, cantanti e attori, nuotatori e tennisti, calciatori e politici. Una élite che vive in un contesto privilegiato dove contano le persone e non le loro preferenze sessuali: persone che sono se stesse, che non si nascondono, che vivono in coppia, che fuori dall’Italia si sposano e adottano figli.

View original post 468 altre parole

2 thoughts on “Se la diversità è una vergogna (NATALIA ASPESI).

  1. Non posso accettare che ogni caso di suicidio di ragazzini debba essere rapportato senza ombra di dubbio al fatto che siano omosessuali. A parte il fatto che credo, ma forse mi illudo,che un ragazzino di quattordici anni non possa ancora avere piena consapevolezza della propria sessualità, penso che entrino in gioco diversi fattori .Oggi purtroppo viviamo in una società eterogenea e multietnica,dove i diritti escludono i doveri a volte ben più importanti, dove si cerca sempre più di far passare concetti e comportamenti che alla lunga possono disorientare e fare star male le persone fragili e più esposte come i giovani.Non ci si rende conto mi pare, che rappresentazioni come il Gay Pride,possano essere deleterie per personalità non ancora completate e maturate, e talvolta, non supportate da famiglie assenti, ma ancora di più da una scuola che dimentica di aiutarli. Cerchiamo di dare risposte ai nostri figli aiutandoli nelle loro scelte ma non parliamo in maniera ossessiva sempre di diversità , lasciamo che la vita vada avanti con naturalezza .

    • Ho ribloggato l’articolo di Natalia Aspesi in quanto trovo che l’analisi proposta sia dettata dal buon senso, almeno dal mio punto di vista. Quello che tu chiami “naturalezza” nel mio commento l’ho definito “peculiarità” : credo che il concetto di diversità dovrebbe davvero essere superato, ma da tutti … , e che dovremmo vivere la vita con maggiore serenità verso le caratteristiche peculiari di un essere umano che lo rendono unico, non diverso.
      Tempo fa ho inserito alcune riflessioni al riguardo in due post. Se hai tempo di leggerli, magari mi esprimi la tua opinione.
      Sanremo, musica e non solo
      Un mondo a trovescio #2
      Grazie come sempre di esserti soffermata a leggere e a commentare.
      Buona serata Isabella e a presto.

Se lo desideri, fai una sosta e lascia il tuo pensiero

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...