Requiem

3 ottobre 2013 – LAMPEDUSA

Salvador Dalì - Etude pour "Le Miel est plus doux que le sang, 1926, huile sur bois

Salvador Dalì – Etude pour “Le Miel est plus doux que le sang, 1926, huile sur bois

Clandestini

Approdano, talvolta.

Nel cuore i compagni perduti
gli affetti spezzati,
nella mente l’ignoto,
negli occhi una strascicata speranza.

Nude mani
come artigli sulla vita,
sottratta alla furia delle onde
alla barbarie
alla fame,
scavano fosse di libertà.

Clandestini sull’arida terra
occultati sotto pietre di silenzio
annegati negli abissi dell’indifferenza.

Spargono tracce di sangue lungo il cammino
inghiottite dalle acque, sorbite dalle zolle,
volatilizzate verso il rosso sole.

Fantasmi…
Impalpabili…. Clandestini….

Come la nostra solidarietà.
Alziamo solo barricate
contro l’uomo.

Il tempo ha sempre sbriciolato
muraglie e civiltà,
depennato confini,
stendendo spesse coltri di pietà
sopra ogni odio.

Pietro Barbera, Il Tempo Sospeso, ed. Thule, Palermo 2003

il Tempo Sospeso

6 thoughts on “Requiem

  1. Cara Primula, mi piace molto l’inizio di questa poesia e l’immagine di questi poveri disperati che approdano alla ricerca di una nuova vita. Ma mi sento di non condividere i versi ”Clandestini………………………..Indifferenza” aggiungendo anche quelli : ”Come la nostra solidarietà……barricate contro l’uomo”. Non ho l’impressione che si alzino barricate o ancor di più ci sia indifferenza . L’accoglienza non deve essere uno scudo di fronte ad un problema così grave come quello vissuto da popolazioni sofferenti per fame e guerre. Le parole sono troppe ed è facile accompagnarle con atteggiamenti perbenisti quando mancano politiche di fatti ed azioni mirate ad arginare un problema di una vastità oggi spaventosa. Tutti si deve collaborare per aiutare gente disperata ma non è solo con l’accoglienza che si darà speranza a queste popolazioni. Per sintetizzare in termini matematici, l’accoglienza è condizione necessaria ma da sola non sufficiente. Un bacio. Isabella

    • Il problema in effetti è enorme. Non bastano certo una poesia e qualche commento a sviscerarlo.
      Non ho dato ai versi la tua stessa chiave di lettura. Ed è un bene poter confrontare opinioni diverse, fa crescere. Personalmente vedo “indifferenza” in molti, persone comuni e istituzioni; quando l’emergenza termina la questione immigrazione sembra improvvisamente non esistere più. Aggiungo l’assurdo comportamento di un’Europa completamente assente. Anzi, due giorni fa ha bocciato l’Italia per una scorretta e inadeguata gestione del problema. E mi chiedo a quando un’Europa della solidarietà, in cui la priorità siano le persone e non le Banche.
      È vero che questa da sola non è sufficiente e che serve una politica organica. Ma mi pare che la volontà sia ancora scarsa.
      Grazie Isabella e buon weekend.
      Primula

  2. Fantasmi… Impalpabili… Clandestini…Vite… perse per sempre nel mare della speranza
    Purtroppo, appena si spegneranno i riflettori, dimenticheremo ancora
    Grazie per la condivisione
    Ti abbraccio
    Mistral

    • Cara Mistral,
      temo tu abbia proprio ragione. La solidarietà dovrebbe (e uso il condizionale non a caso) far parte del nostro DNA, della nostra natura. Purtroppo altri interessi sono entrati in gioco in questa questione e le vittime sono sempre i poveri disperati.
      Ho trovato questa poesia particolarmente efficace per rendere quello che pensavo al riguardo.
      Ricambio l’abbraccio e buona serata.
      Primula

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