Un evento letterario: Fare fuori la Medusa

Ebbene, abbiamo fatto fuori la Medusa …
Nessun riferimento alla creatura della mitologia greca e nemmeno a un polipo cucinato a dovere.
Si è invece chiuso il sipario sul romanzo di Ben Apfel Fare fuori la Medusa, anzi, mi correggo, sul suo blomanzo.

Per i pochi che non lo sapessero o non avessero mai fatto capolino anche solo un attimo sul sito sopraindicato, ricordo brevemente di cosa si tratta.
Un romanzo a puntate su un blog, sintesi tra la tradizione del romanzo d’appendice o feuilleton e le moderne tecnologie comunicative. Capitoli pubblicati a cadenza settimanale: puntualmente ogni giovedì mattina, a partire dalle 00:01, minuto più minuto meno, i seguaci della “Medusa” potevano godere di una piacevole lettura e aggiungere un nuovo tassello alla trama della storia.

Non intendo per il momento addentrarmi negli aspetti narrativi del blomanzo: personaggi, temi, struttura, stile. Rimando a più tardi questo lavoro che richiede impegno, riflessione e analisi.
A pochi giorni dalla sua conclusione, illustro ciò che ha rappresentato per me, lettrice costante di Ben Apfel.

Giovedì 1° maggio: seduta davanti allo schermo del pc, leggo la parola FINE seguita da una lista interminabile di nomi che scorre quasi all’infinito, accompagnata dalla melodia di una canzone.
“A caldo” penso: termina il film con tanto di titoli di coda e colonna sonora!
Successivamente realizzo.
Mi è sfuggito un dettaglio!! E che dettaglio!! Un monosillabo, una piccola e semplice preposizione, un CON che introduce l’elenco, il nostro elenco. Nickname di blogger e link dei blog corrispondenti: tutta la comunità dei lettori di Fare fuori la Medusa riuniti in una sorta di gobbo elettronico e indicati come coprotagonisti del blomanzo.
“Ma quanti siamo!!” esclamo a voce alta. Impossibile tenere il conto.

La mia reazione si fa ora più riflessiva e inizio a ragionare sul “fenomeno Fare fuori la Medusa”.
Sì, perché per me è definibile come un evento che, in gergo letterario, significa avvenimento, fatto degno di memoria per l’unicità che lo caratterizza.
È “evento letterario” ciò che rompe gli schemi, introduce un elemento di turbolenza nella stagnazione culturale esistente, non propone novità banali, ma spezza equilibri e dà una scudisciata a un universo letterario dormiente.

Fare fuori la Medusa provoca un evidente effetto sorpresa in chi ne è testimone contemporaneo.
La veste del divertissement dall’apparenza semplice, in realtà ben congegnato e intelligentemente piazzato sul mercato dell’editoria spontanea, nasconde elementi comunicativi ed estetici che smuovono una concezione del romanzo vecchia e stantia e modificano l’approccio da parte di chi ne fruisce.

Con la forma che Ben Apfel ha voluto confezionare per la sua creatura, il romanzo diventa un luogo pubblico: lo spazio commenti, presente nei blog in coda ai post ma in questo caso applicato ai capitoli di un libro, fa in modo che il lettore si sieda comodamente à la terrasse d’un café virtuale accolto con cortesia da un inappuntabile garçon e inizi una piacevole conversazione non solo con lui ma anche con chi gli è accanto.
Un caffè letterario con tanti tȇte à tȇte dapprima sommessi e via via sempre più rumorosi, discorsi inizialmente timidi e successivamente più spavaldi.

Fare fuori la Medusa ha trasformato noi lettori/commentatori in un naturale complemento della narrazione: personalità e idee a confronto con l’autore e tra di loro.
Ben Apfel lascia volontariamente la porta aperta al suo lettore; parla con lui, gli assegna un ruolo attivo, crea il clima per interazioni all’interno del gruppo con uno splendido effetto catalizzante che rende, per me, questo blomanzo un autentico evento letterario.

Perché tanto riscontro? Molto semplice, credo.
Viviamo una fase d’impoverimento della narrativa, italiana almeno; le proposte culturali non sono affatto assenti, ma o sono calate dall’alto o sono aride.
La nostra sete è tuttavia intensa e in un simile contesto l’evento risponde e corrisponde a un’attesa.
Per le modalità scelte, espressive e comunicative, Fare fuori la Medusa non può quindi essere una palla che rimbalza contro un muro, ma acqua che penetra in un tessuto poroso, dà linfa e potrà certamente avere  un futuro rigenerante.

Domanda logica e consequenziale: ma la Medusa è stata davvero “fatta fuori” o siamo in presenza di una medusa immortale, secondo la scienza unico animale in grado di ritornare a un nuovo ciclo vitale?
Nulla è impossibile, se considero un particolare non insignificante contenuto nell’ ultimo capitolo del blomanzo.

Non preciso ulteriormente le mie intuizioni; consiglio di cliccare sul link, leggere, trovare l’incognita e risolvere l’equazione. Chissà se qualcuno avrà il mio stesso sentore che altro non è se non l’espressione di un desiderio.
Anzi, già che ci siete iniziate dal prologo “Prima di tutto” ; rimarrete catturati dai tentacoli medusiani, dalle avventure reali e surreali di Luca & Co. passeggiando per una magnifica Roma e sorvolandola pure!

Il blomanzo è lì, a uso e consumo di chi non l’ha seguito nel suo divenire, e resta sempre evento letterario proprio per le sue peculiarità.
Perché, se è vero che i contemporanei hanno la fortuna di salutarne l’arrivo, solo chi si unisce successivamente può consacrarlo come tale.

 

20 thoughts on “Un evento letterario: Fare fuori la Medusa

    • Hai proprio ragione Mita. Non solo, ma anche la disponibilità e l’umiltà, qualità molto rare negli scrittori e tipiche delle persone intelligenti.
      Bacione e buona giornata! 🙂
      Primula

  1. Anche tu leggo che non hai sottovalutato quel CON 😉
    Sono d’accordo con te quasi su tutto, specialmente con la concezione di “evento”: come ho appena scritto anche da Ben, sulla sensazione di casa che con il passare delle settimane si respirava (e stando a lui si respirerà ancora) sempre più a pieni polmoni tra le sue mura 🙂
    L’unico aspetto “problematico” (perdonami, non so come meglio chiamarlo) come già in più di un’occasione ho fatto notare a Ben, è l’aspetto fugace del progetto. A me è capitato di leggere i primi 12 capitoli tutti d’un fiato, e di lasciarmene altrettanti indietro tra dicembre e febbraio, e la mia è stata un’altra lettura, dalle sfumature molto più “dense”: il blomanzo risulta perfetto se il lettore vive la tensione dell’attesa tra un capitolo e l’altro, se dopo aver letto interagisce scrivendo la sua senza trovare, come si potrebbe dire, la pappa già pronta, assaporando così anche la piacevolezza della convivialità e delle nuove conoscenze.
    Non dico che non si possa fare, ma che scindendo il carattere istantaneo del blomanzo dai suoi contenuti struttural-narrativi, il lettore non vivrebbe ciò che abbiamo vissuto noi…
    Comunque, oltre alle puntualizzazioni, è certo che è stato un Evento, e spero possano andargli in porto i progetti paralleli nel trasporto di Farefuorilamedusa su un palcoscenico; per conto mio, ci sarebbe il materiale anche per realizzare una bella sit-com 😀
    Rimando eventuali considerazioni e chiarimenti a sabato (vedi mail)
    Ciao

    P.S. Per me la medusa non è morta, e se è morta vuol dire che è una cosa diversa 😉

    • Il CON è stata davvero una grande idea, nonché gentilezza, da parte di Ben. 😉
      Per quanto riguarda “l’aspetto fugace del progetto” come tu lo definisci, non la vedrei proprio così. Sarei d’accordo con te se il blomanzo si trasformasse in romanzo e venisse chiuso, ma il blomanzo rimane sul blog così come è stato concepito. Chi vorrà leggerlo dovrà farlo nella sua forma originale con tanto di commenti “salottieri” a seguito. Questo, secondo me, è uno degli aspetti molto positivi del progetto.
      Onestamente non so cosa Ben ne voglia fare, ma da quanto ho capito credo che le sue intenzioni siano queste. Accanto al libro/ebook penso manterrà anche la forma blog.
      Ne parleremo di persona 🙂
      A prestissimo 😀
      Primula

        • Finalmente ne abbiamo parlato di persona, e ripeto ancora una volta che è stato un incontro piacevolissimo anche se troppo breve :-(, ma non abbiamo risolto il problema…
          W anche Trenitalia dai, che ti ha permesso di raggiungermi a Torino! 🙂
          Un abbraccio
          Primula

          • Come non l’abbiamo risolto?!
            Ahh… ed io che ero sicuro di aver trovato la quadratura sulle nostre rispettive posizioni…! 😉
            Scusa, ho messo la “d” sulla congiunzione (come si chiama?) ma anche se ora so di aver sbagliato dal punto di vista formale, continuo a dar più importanza all’aspetto fonetico 😉
            Ripetendomi anch’io, pollice nel pugno chiuso sulla piacevolezza, pollice verso sulla brevità (uhm, mi vien il dubbio non si capisca: http://it.wikipedia.org/wiki/Pollice_verso) un abbraccio a te!

            E sia, diamogli ‘sto contentino a Trenitalia, anche se per me rimane pessima rispetto alle potenzialità del mezzo!

          • Mi riferivo all’insieme delle questioni sul tappeto, non solo al “caso Ben”, forse l’unico argomento che abbiamo iniziato e terminato! 🙂
            Notte Cris
            Primula

            P. S. La -d si chiama eufonica …

          • 😉
            Cavolo, abbiamo iniziato così tanto, ma ci siamo dimenticati di affrontare il plurilinguismo!
            No, non parlo della mia avversione all’apprendimento dell’inglese 😉 ma delle lingue madri, argomento che ci tenevo a trattare con una poliglotta… Rimandiamo alla prossima: motivo in più per prenderci più tempo e per non aspettare troppo nell’organizzarlo!
            Notte

            N.B. La mia -d eufonica è euforica per la sua esistenza 🙂

  2. Cara Primula, mi unisco ai tuoi apprezzamenti ( mi fido di te), anche se non ho mai letto questo
    romanzo. Mi rimane “pesante” seguire blogger che scrivono racconti a episodi e un po’ lunghi ( anche se onestamente seguo già qualcuno)
    Grazie a te e complimenti a Ben
    Abbraccione
    Mistral

    • Carissima Mistral, grazie della fiducia! ma, credimi, la lettura di Fare fuori la Medusa è stato un vero piacere.
      Ben è davvero un giovane scrittore pieno di risorse. Leggerà sicuramente i tuoi complimenti.
      Bacioni 🙂
      Primula

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