A proposito di libri …

“In argot francese leggere si dice ligoter che vuole anche dire incatenare.
Nel linguaggio figurato un grosso libro è un mattone.
Sciogliete quelle catene e il mattone diventerà una nuvola.” ¹

Questa è per me un’autentica dichiarazione d’amore che Daniel Pennac dedica AL LIBRO, qualunque libro, nel suo Comme un roman / Come un romanzo.
Ed è con questa bellissima frase che ringrazio Isabella (Isabella Scotti) di avere ricordato la mia passione per la lettura attraverso il Lovely Book Award.

Lovely bokk award

Il testo di Pennac è davvero un must per chi trasforma la lettura in una “piacevole regola” di vita. Con stile vivace e tono spesso ironico, un narratore divertente e divertito affronta senza pedanteria una questione seria come la scelta di quando, come, cosa e se leggere.

“Il verbo leggere non sopporta l’imperativo, avversione che condivide con alcuni altri verbi: il verbo “amare” … il verbo “sognare” …
Naturalmente si può sempre provare. Dai, forza: “Amami!” “Sogna!” “Leggi!” “Leggi! Ma insomma, leggi, diamine, ti ordino di leggere!”
“Sali in camera tua e leggi!”
Risultato?
Niente.
Si è addormentato sul libro.” ¹

È come se io scegliessi un libro facendomi influenzare dalle recensioni, che non vuol dire che non le legga anche prima di acquistarlo, non fosse altro per il gusto di sentenziare che quei giudizi non erano affatto attendibili, almeno per me.

“Care bibliotecarie, custodi del tempio, è una fortuna che tutti i titoli del mondo abbiano trovato il loro alveolo nella perfetta organizzazione delle vostre memorie (come potrei raccapezzarmi, senza di voi, io che ho una memoria che non vale un soldo?), è prodigioso che voi siate al corrente di tutti i soggetti ordinati nelle scaffalature che vi circondano … ma come sarebbe bello, anche, sentirvi raccontare i vostri romanzi preferiti ai visitatori smarriti nella foresta delle letture possibili … come sarebbe bello che faceste loro omaggio dei vostri migliori ricordi di lettura! Narratrici, siate –maghe– e i libri voleranno direttamente dagli scaffali alle mani del lettore.” ¹

Ecco, quando entro in libreria mi piacerebbe molto che la mia interlocutrice o il mio interlocutore non fossero semplici commessi addestrati a fornirmi lo scontrino, ma mi parlassero del libro che sto acquistando, mi mettessero a parte della loro opinione. Sentirei l’atmosfera di un luogo vivo …
Sono incontri rari. Mi ricordo solo di un negozietto di libri a Parigi vicino alla Sorbona e, più recentemente, di una libreria a Milano nei pressi della Stazione Centrale il cui (credo) proprietario è un vero esperto, un abile consigliere. In alcuni casi ha persino evitato di consultare l’archivio sul pc!
In caso contrario, è come acquistare libri on line: ugualmente impersonale, ma più comodo.

“Io spizzico, noi spizzichiamo, lasciamoli spizzicare.
È la libertà che ci concediamo di prendere un volume a caso nella nostra biblioteca, di aprirlo dove capita e di immergercisi un istante, proprio perché solo di quell’istante disponiamo. Alcuni libri si prestano meglio di altri allo spizzicare, fatti come sono di testi brevi e separati: le opere complete di Alphonse Allais o di Woody Allen, i racconti di Kafka o di Saki, i Papiers Collés di Georges Perros, il buon vecchio La Rochefoucault, e la maggior parte dei poeti …
Detto questo, si può benissimo aprire a casaccio Proust, Shakespeare o la Corrispondenza di Raymond Chandler e spizzicare qua e là, senza correre alcun rischio di rimanere delusi.
Quando non si ha né il tempo né i mezzi per concedersi una settimana a Venezia, perché negarsi il diritto di passarvi cinque minuti?” ¹

Anche a me capita di “spizzicare” … bellissimo farlo con le raccolte di poesie! Apro e trovo sempre quei versi che sembrano essere stati scritti per me in quel preciso istante!
Il mio “spizzicare” si traduce anche, in concreto, nel leggere più libri contemporaneamente, nell’acquistarne molti in una volta sola (il mio comodino sta assumendo la struttura di una piramide!) facendo la classica “scorta”.
Libri più brevi accatastati su tomi più corposi: il numero delle pagine non costituisce per me un fattore determinante nella scelta di un libro. Ho letto romanzi di poche pagine ma pesantissimi e altri voluminosi ma leggeri come piume.

“Per lui siamo diventati narratori. Dal primo sbocciare in lui del linguaggio abbiamo incominciato a raccontargli delle storie. Era un talento che ignoravamo di avere. Ma il suo piacere ci ispirava, la sua felicità ci dava le ali. Per lui abbiamo moltiplicato i personaggi, concatenato gli episodi, raffinato gli accorgimenti. Come il vecchio Tolkien con i suoi nipotini, gli abbiamo inventato un mondo. Al confine tra il giorno e la notte, siamo diventati il suo romanziere.
Se invece non abbiamo avuto questo talento, se gli abbiamo raccontato le storie degli altri, e anche piuttosto male, cercando le parole, storpiando i nomi propri, confondendo gli episodi, unendo l’inizio di un racconto con la fine di un altro, poco importa …E se anche non abbiamo raccontato affatto, se ci siamo limitati a leggere a voce alta, eravamo il suo romanziere, il narratore unico grazie al quale ogni sera lui si infilava nel pigiama del sogno prima di scomparire sotto le lenzuola della notte. O meglio, eravamo il Libro.” ¹

Ho imparato a leggere da bambina esattamente così: ascoltando, come questo figlio con i suoi genitori. Per me sono stati i racconti della mia nonna mentre ero con lei nel lettone per il sonnellino pomeridiano o le fiabe la sera dopo Carosello e prima di spegnere la luce della cameretta. Ho assimilato in tutta naturalezza l’idea che leggere è interiorizzare, il “silenzio dopo la lettura”.

Troviamo il tempo per leggere!

“Sì, ma a quale dei miei impegni rubare quest’ora di lettura quotidiana? Agli amici? Alla tivù? Agli spostamenti? Alle serate in famiglia? Ai compiti?
Dove trovare il tempo per leggere?
Grave problema.
Che non esiste.
Nel momento in cui mi pongo il problema del tempo per leggere, vuol dire che quel che manca è la voglia. Poiché, a ben vedere, nessuno ha mai tempo per leggere. Né i piccoli, né gli adolescenti, né i grandi. La vita è un perenne ostacolo alla lettura.
“Leggere? Vorrei tanto, ma il lavoro, i bambini, la casa, non ho più tempo …”
“Come la invidio, lei che ha tempo per leggere!”
E perché questa donna, che lavora, fa la spesa, si occupa dei bambini, guida la macchina, ama tre uomini, frequenta il dentista, trasloca la settimana prossima, trova tempo per leggere e quel casto scapolo che vive di rendita, no?”
Il tempo per leggere è sempre tempo rubato. (Come il tempo per scrivere, d’altronde, o il tempo per amare)
Rubato a cosa?
Diciamo, al dovere di vivere.
È forse questa la ragione per cui la metropolitana – assennato simbolo del suddetto dovere – finisce per essere la più grande biblioteca del mondo.
Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere.
Se dovessimo considerare l’amore tenendo conto dei nostri impegni, chi ci si arrischierebbe? Chi ha tempo di essere innamorato? Eppure, si è mai visto un innamorato non avere tempo per amare?
Non ho mai avuto tempo di leggere, eppure nulla, mai, ha potuto impedirmi di finire un romanzo che mi piaceva.
La lettura non ha niente a che fare con l’organizzazione del tempo sociale. La lettura è, come l’amore, un modo di essere.
La questione non è di sapere se ho o non ho tempo per leggere (tempo che nessuno, d’altronde, mi darà), ma se mi concedo o no la gioia di essere lettore.” ¹

Pennac

Anche questa volta ho “rivoluzionato” le regole del gioco/nomination.
Ne seguo diligentemente una sola e passo il testimone a

Fabiana Schianchi
L’angolino di Ale
La Bloggastorie
Ombreflessuose
Trame di pensieri

sicura che, se – e solo se – vorranno, sapranno trovare un modo originale e non scontato di condividere il loro personale rapporto con IL LIBRO.

¹ Come un romanzo di Daniel Pennac (Feltrinelli, Milano, 1993)
  Titolo originale Comme un roman (Gallimard, Paris, 1992)

26 thoughts on “A proposito di libri …

  1. Complimenti per il premio ma, soprattutto, per il quello che riesci ad esprimere attraverso i post.
    C’è davvero da imparare leggendoli.

    • Grazie Vittorio! Mi piace condividere le mie passioni con voi, spero solo di riuscirci in modo efficace. Ho cercato di rendere questo gioco/omination un po’ meno ripetitivo.
      Grazie per l’apprezzamento, ne sono onorata. 🙂
      Primula
      p.s. tienti pronto che il prossimo (sempre che ce ne sia un altro …) ti vedrà senz’altro coinvolto. A dire il vero a te servirebbe una bacheca 😀

      • Buongiorno, avevo scritto il commento ma forse ho fatto un casino e non l’ho inviato.
        Meglio, perchè riflettendoci mi sono reso conto che poteva dare un’idea errata.
        Dicevo che non “convinci” ma “invogli”.
        In realtà volevo scrivere: convinci (senza “costringere”) proprio perchè invogli.
        Ahahahah ce la farò stavolta?

        • A me è arrivato anche il primo a dire il vero, ma sto usando l’app WP sul cell … Oggi controllo sul pc.
          Comunque non preoccuparti, avevo capito benissimo il senso e anzi stavo per risponderti che è un complimentone con cui mi fai iniziare benissimo la giornata. 🙂
          Grazie Vittorio!
          Un abbraccio. :-*
          Primula

  2. Sciogliete quelle catene e il mattone diventerà una nuvola.”
    Frase che adoro da sempre…un libro fantastico che hai presentato con disinvoltura inserendolo in un bel modo al tuo pensiero….
    Complimenti e grazie per il pensiero 🙂

    Buona serata
    .marta

  3. Un altro libro da aggiungere alla lista oltre a I Falsari 🙂
    Ma era questo il libro di Pennac di cui mi parlavi a Torino? Mannaggia alla mia memoria eheheh
    Le citazioni mi son piaciute tantissimo, soprattutto l’ultima, con il tempo da dedicare alla lettura in contrapposizione alla posizione media del “dover vivere” 😉
    Le mie esperienze mi hanno però portato ad avere un approccio diverso dal tuo, quasi metodista: non mi piace mischiare più letture in contemporanea perché non sono una mente multitasking, e inizio a leggere un libro solo se ho la certezza di finirlo in tempi “accettabili” (quando facevo il metalmeccanico – forse te l’ho già detto?! – c’ho messo otto mesi e mezzo per finire “Il mondo di Sofia”, decidendo che non sarebbe più successo!) perché, come per la musica, non voglio perdermi nemmeno una nota!
    Questo mio approccio ha i suoi pro e i suoi contro (ho cancellato la solita d eufonica): se da una parte leggo poco, dall’altra sento di aver raggiunto altezze piacevolmente vertiginose!
    Poi è chiaro, ognuno ha i suoi gusti (Madame Bovary insegna) ma di questo ne abbiamo già parlato lungamente 😉
    Dovremmo scambiarci una bella lista, che dici?
    Ciauz

    • Lista lunghissima! Seriamente, io devo recuperare con i russi, tu con i francesi.
      Il libro di Pennac è esattamente quello di cui ti parlavo a Torino. Conoscendoti, so che ti piacerà moltissimo. Si legge anche velocemente sia perché sono un centinaio di pagine o poco più sia perché è scritto bene. In francese è eccellente e la traduzione è ottima. Ti avevo accennato, mi pare, alla traduttrice ufficiale di Pennac, ecco è lei, davvero bravissima. (Yasmina Melaouah)
      Buona giornata Cris. 🙂
      Primula

      • Francesi Vs Russi: sembra la mia amata Campagna di Russia di Napoleone del 1812 😉
        Tu però non iniziare con il mio regalo – amandoli tanto, ho sempre paura di scegliere “male” i miei consigli – parti piuttosto con Notti Bianche, oppure con Puškin, La figlia del capitano.
        Di “francese” mi ero dimenticato di aver letto anche Hugo, Ultimo giorno di un condannato a morte, decisamente una gran lettura!
        Su Pennac ricordo bene la discussione che abbiamo fatto: dovrebbero tutti seguire il suo esempio nella gestione delle traduzioni!
        Un abbraccio e buon resto di giornata 😉

    • Buongiorno Fabiana. Si tratta di rispondere a delle domande, come previsto da tutte queste Nomination. Il mio post è un po’ anomalo perché non volevo proporre articoli sempre uguali a se stessi. Se clicchi sul link Isabella Scotti (all’inizio del post) potrai vedere lo schema classico. Poi scegli tu come gestire il tutto. Credo che possiamo essere creativi anche con questi “giochi”.
      Spero sia tutto chiaro.
      Un abbraccio 🙂
      Primula

      • eccomi qua con le risposte: 1) non mi faccio influenzare da nulla, scelgo a seconda di quello che sto vivendo in quel momento. 2)compro i libri in libreria oppure li prendo in prestito da mia sorella o in biblioteca 3)scorte non ne ho, però due/tre sul comodino sì. 4)no, non conta il numero delle pagine, conta il contenuto per me. 5)autori preferiti no, ma mi piace Patricia Cornwell, purtroppo ti confesso che negli ultimi anni ho scritto moltissimo (anche tre libri) e letto molto poco. ora sto cercando di recuperare. Come genere: storie di famiglie, biografie, avventure tragiche, polizieschi.
        6)Sin da piccolina mi piaceva molto leggere e anche scrivere. 7)in genere, scegliendo libri lunghi ne leggo uno alla volta. Posso aggiungere la fatidica e scontata domanda? Che cosa stai leggendo Fabiana ora? risposta:sto finendo di leggere “Walter Bonatti, l’uomo, il mito” di Roberto Serafin e nel contempo leggo “Donne che amano troppo” di Robin Norwood…grazie per avermi nominata, mi hai fatto sorridere nel risponderti e consiglio a tutti la lettura come mezzo d’istruzione. Spero che tu possa partecipare alla mia ultima iniziativa, che troverai nella mia home page, dal titolo “LE VOSTRE ATTITUDINI”. Un abbraccio sincero, fabiana.

  4. Uhhhh…grazie Primula!
    In genere nei vari giochi/premi ricevuti ringrazio e con la massima sincerità dico che “spezzo” la catena a causa della mia difficoltà a selezionare a mia volta Blog…
    In questo caso l’idea di scrivere del mio rapporto con la lettura è interessante soprattutto perché a furia di navigare in “posti” molto belli ho capito un po’ di cose sul mio legame con i libri. Tu non lo sai ma pensavo di scrivere un post sull’argomento.
    Allora accolgo questa nomina non come fosse un gioco (non nominerò blogger) ma piuttosto come l’invito curioso di un’amica per conoscermi un po’ di più e il mio ringraziamento a te è quello di fornirmi l’occasione per esprimere in altra forma ciò che sono!
    Ps il tuo modo di parlare di libri e di te attraverso la lettura è sempre accattivante!
    Grande abbraccio ❤

  5. Solitamente anch’io spezzo le “catene” ma trattandosi di libri mi sembra una buona occasione per condividere una lettura e proporne alcune forse non note ad altri.
    Mi godo davvero il tuo apprezzamento, sinceramente! I libri fanno parte di me. 🙂
    Bacione :-*
    Primula

  6. Ho scoperto casualmente questo blog ma credo non ci sia l’opzione di seguirlo come lettore fisso, giusto? O.o
    In caso contrario farò un appunto sul segnalibo 🙂

    • Innanzitutto benvenuta e grazie di essere arrivata fin qui.
      Certo che puoi seguire il blog come lettore fisso! Puoi iscriverti via mail ( sulla barra a sinistra c’è l’apposito pulsante) oppure cliccare su “follow Ma Bohème”, in blu. Essendo tu su Blogger, forse è più semplice l’iscrizione via mail, credo
      Grazie! Verrò a visitare il tuo blog. 🙂
      Primula

  7. “Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere”. Anch’io, come Pennac, vorrei tanto che tutti trovassero più tempo per leggere. Il nuovo slogan potrebbe essere: “Leggi di più ed arrabbiati di meno”.
    Grazie Primula per aver premiato anche il mio angolino!! 🙂

  8. Cara Primula, ti ringrazio moltissimo per avermi nominata, soprattutto perché conosci la mia “ritrosia” verso i premi, ma di tanto in tanto non fanno male.
    Comunque, venire da te e leggerti è per me non solo un piacere immenso ma anche fonte di lieve imbarazzo: per la bellezza culturale dei tuoi post
    Le mie letture non sono “quotidiane” ma vanno sovente con il mio umore
    Attualmente sto riscoprendo Jane Austen che ho sempre adorato, assieme ad Ungaretti, E. Dickison e Oscar Wilde.
    Grazie ancora, un grande abbraccio
    Mistral

    • Ho voluto indicare cinque donne e non potevi mancare tu! Ben sapendo che apprezzi ma non ami le “catene”. Ma, come puoi vedere, anche il mio post è decisamente fuori dagli schemi tradizionali di questi premi – come il precedente peraltro in cui ho nominato nessuno e quindi tutti al tempo stesso.
      Le tue letture attuali sono ottime; Jane Austen e E. Dickinson, altre due donne, un caso? ;-), sono fantastiche.
      Ti ringrazio per tutto Mistral.
      Sweet weekend 🙂
      Primula

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