La voce del sangue

fotografia di Suhaib Salem, Reuters

fotografia di Suhaib Salem, Reuters

 

Non sono cristiano né ateo,
non sono ebreo né musulmano,
non sono buddista né induista,
non sono ricco né povero,
non sono donna né uomo,
non sono giovane né vecchio.

Uomo, non versare il mio rosso
in un calice di violenza!
Sono stanco di dissetare
la tua gola riarsa di vendetta!
Perché vuoi vivere morendo?
Silenzio!

© Primula

27 thoughts on “La voce del sangue

  1. E’ straziante ogni giorno sentire notizie da zone di guerra. E degli innocenti poi, come quelli dell’aereo malese, si trovano a dover pagare inutilmente senza un perchè, errori che mai dovrebbero capitare.Ogni guerra è atroce e oggi sembra proprio che l’uomo abbia perso di vista la propria umanità.Tempo fa scrissi una poesia che pubblicherò, che oggi mi sembra in tema. Un abbraccio e brava cara Primula. Isabella

    • Purtroppo la speranza di mettere fine alla guerra la vedo sempre più lontana. E detto da me che sono idealista per natura, è proprio una notizia.
      La situazione Israele/Palestina mi sembra davvero una follia che si perpetua da anni. Inoltre leggo sulla stampa e sui social di chi parteggia per l’uno o per l’altro con accuse verbali anche pesanti.
      Penso che schierarsi da una parte sola in un conflitto come questo, e anche negli altri, sia profondamente scorretto. Israele ha grossissime responsabilità, Hamas mette un carico da 90, e intanto muiono innocenti ovunque.
      Ci sono individui (non riesco nemmeno a definirli persone) che hanno la violenza e la guerra nel loro DNA. Provo una rabbia immensa Isabella.
      Un abbraccio grande e grazie.
      Primula

      • Anch’io provo rabbia e come te penso che nel DNA di certuni sia scritto che solo la violenza è strada da perseguire. Israele e Palestina sono anni che si fanno la guerra, con periodi di pace miracolosi che mai duraturi son stati. Penso che l’ odio radicato difficilmente possa avere fine. Fa male pensare che chi ci va di mezzo sono poi bambini, donne e vecchi , i civili insomma. Cara Primula che squallore. Buona serata . Isabella

  2. Stupenda poesia per ciò che sembra un tragico destino…
    Ma il destino non esiste, siamo noi a crearcelo, padroni del nostro tempo: mi vien in mente Imagine di John Lennon, mi piacerebbe molto vivere in un mondo come quello che ha descritto…
    Un abbraccio

      • Ciao Cris!
        Sono pensieri scritti davvero velocemente in un raptus di rabbia dopo aver visto un reportage al telegiornale. Stiamo diventando tutti pazzi.
        Concordo con il tuo concetto di destino: siamo noi a crearlo o a distruggerlo.
        Prolungo l’abbraccio lasciato da te.
        Primula

  3. Generazioni intere conoscono solo guerra e violenza. E’ straziante, ma è la realtà.
    La tua poesia è un urlo in un soffio e la fotografia che hai scelto è un pianto sommesso: bellissime, entrambe, toccano il cuore.
    Grazie ❤

    • Vero, è drammaticamente la realtà. Ogni volta mi chiedo cosa faranno questi “malati di morte” quando tutto imploderà, perché un giorno accadrà pure questo.
      Ringraziare in queste circostanze mi sembra sempre fuori luogo, ma ti sono profondamente riconoscente per avere condiviso il mio sfogo. ❤
      La foto è davvero molto bella, nella didascalia ho riportato il nome del fotografo della Reuters. Non è recente, è stata scattata in occasione di uno degli innumerevoli conflitti in Medio Oriente; so che è stata premiata come foto evento. Purtroppo ne ha avuto l'occasione.
      Che sia una giornata buona 🙂
      Primula

      • sì ma il cervello pensa alla tasca e alla panza di appartenenza, non solo, è cromosomica la tendenza alla prevaricazione, all’aggiotaggio, al potere, al dominio e alla imposizione. L’uomo, inteso come specie, ha un atavico bisogno di dominare e sottomettere.

        • Questa volta caro Tads non mi trovi completamente d’accordo. Questo quadro che tu dipingi è leggermente apocalittico, dal mio punto di vista, ancorché reale.
          Ma possiamo dire che non siamo più uomini delle caverne e che per sopravvivere non abbiamo più bisogno di sottomettere gli altri?
          È vero che interessi economici e sete di potere ancora infestano il mondo; registro amaramente ma protesto fermamente. E non mi convince la tesi secondo la quale l’uomo è predisposto a questo perché imperfetto, siamo anche programmati per cambiare e migliorare, non trovi?
          Primula

          • qui mi trascini nelle lande filosofiche, noi non siamo affatto programmati, siamo animali evoluti rispetto agli altri ma niente di più. L’uomo delle caverne prendeva il cibo che gli serviva, guerre e invasioni erano motivate dal bisogno di allargare i territori di caccia. L’uomo moderno invade, prevarica, sottomette per sete di potere, per ideologie e per imporre il proprio credo, pace e serenità sono utopie, gli esseri umani hanno l’irrefrenabile bisogno di comandare, sfruttare, arricchirsi, dominare, esercitare il potere. La pace, quando esiste, è data dall’equilibrio del potenziale bellico, mica da nobili ideali. Da un punto di vista prettamente filosofico l’uomo è l’animale più imperfetto presente sul pianeta.

            • Il termine “programmati” non era certamente il più adeguato; non intendevo alludere ad alcun tipo di destino o predestinazione che dir si voglia anche perché credo che ci costruiamo da soli la nostra vita come la desideriamo.
              Non sono tuttavia così negativa circa la natura umana: lungi da me pensare che l’uomo sia una creatura perfetta; in quanto creatura non può esserlo appunto perché creata. Come distinguerla altrimenti da un creatore? Discorso filosofico che prescinde dal credere o no nell’esistenza di Dio.
              Creatura non perfetta, d’accordo, ma perfettibile sì se riconosciamo l’evoluzione rispetto ad altre forme viventi e anche rispetto a stadi precedenti dell’essere umano.
              Non nego che quanto tu dici corrisponda allo stato attuale delle cose, ma io parto da una base di idealismo che è insita nel mio DNA e nel mio modo di pensare. Sono assolutamente convinta dell’esistenza di valori nobili in cui non smetterò mai di credere, convinta anche che la situazione che stiamo vivendo ora (violenza, sopraffazione, consumismo sfrenato, disuguaglianze economiche e sociali abnormi) sia destinata a implodere.
              Penso che tu e io ci basiamo su due visioni diverse del mondo e dell’uomo ed è sempre un piacere confrontarsi. Quanto mi piace il dialogo costruttivo!
              Grazie Tads! 🙂
              Primula

            • ti confesso che questo è un argomento che tratterò prossimamente in un post, dopo la buriana vacanze, quindi ti chiedo cortesemente di procrastinare il costruttivo scambio di opinioni in merito. 😉

            • Ciao, io mi trovo più dalla parte di TADS, e fra l’altro non riesco proprio a capire come si possa pensare che l’oggi sia uno dei periodi peggiori della storia, le diseguaglianze ci sono sempre state (e non ci sono molti meno schiavi e molti meno sovrani assoluti oggi che un tempo?), così come la violenza un tempo era usata per risolvere quasi tutte le questioni, lo stesso consumismo sfrenato significa che molte più persone possono permettersi di consumare invece che limitarsi a sopravvivere. Non dico che sia ingenuo sperare in meglio ma sono convinto che sia un’illusione credere che la guerra non accompagnerà l’uomo lungo tutta la storia, il fatto è che per fare la guerra basta una minoranza, per ottenere la pace ci vuole qualcosa di molto simile all’unanimità. Saluti e ogni bene

            • Benvenuto Ivano.
              Per chiarire subito un punto, non ho mai scritto (e nemmeno lo penso) che questa sia una delle epoche peggiori della storia dell’umanità.
              Risalendo molto indietro nel tempo, non credo ad esempio che il ‘400 o il ‘500 fossero secoli di pace e fratellanza nonostante il fiorire degli ideali rinascimentali. Anzi proprio per questo è stato un periodo di profondi contrasti culturali: guerre di conquista, guerre di religione contro utopie filosofiche, Umanesimo, allargamento degli orizzonti con le scoperte geografiche e scientifiche, le prime peraltro anch’esse veicolo di desiderio di espansione e colonizzazione.
              Ciò che sostengo, è che oggi esiste una violenza non solo legata alla guerra o altre circostanze portatrici di morte, ma la “violenza del denaro” che è spesso causa di conflitti.
              Una vita benestante non è assolutamente un male: lo è, a mio avviso, volere denaro per fare denaro, non si costruisce nulla se non un’economia basata sulla finanza fine a se stessa, che non produce altro che ricchezza che richiama ancora ricchezza, riservata a pochi, e che aumenta considerevolmente la distanza tra chi è molto ricco e chi non ha quasi nulla.
              In estrema sintesi, uccide la guerra ma uccidono anche la speculazione finanziaria, il traffico di droga e armi di cui fanno le spese popolazioni sfruttate in una forma di schiavitù moderna. Ci sono meno schiavi, dici tu; io credo che sia cambiato il modo di trasformare l’uomo in schiavo.
              Discorso lunghissimo che in un commento fa anche deviare l’analisi rispetto al post di partenza.
              Non si può certo negare che la disparità sociale sia notevolemnete aumentata oggi rispetto al passato. La prova è che la classe media sta praticamente scomparendo.
              Comunque io sono indubbiamente idealista e forse anche ingenua come scrivi tu, ma mi chiedo in tutta onestà, anche intellettuale, perché debba sempre prevalere la logica negativa di una minoranza.
              Mi ha fatto piacere, caro Ivano, che tu abbia lasciato da me le tue riflessioni. Il confronto è sempre motivo di crescita e di conoscenza.
              Ti aspetto ancora.
              Buona serata 🙂
              Primula

            • Giusto un due cose: la ricchezza ha sempre chiamato ricchezza anche prima dell’esistenza del denaro (e però sono anch’io contrario alla logica dell’alta finanza, dal basso della mia incredibile ignoranza abolirei perfino la Borsa…); la disparita sociale è aumentata ma rispetto al passato (relativamente) recente, la storia ha conosciuto di certo periodi peggiori, forse dopo aver conosciuto il benessere ci è più difficile dover fare dei passi indietro… forse il benessere era solo un’eccezione non sostenibile a lungo? (non è una domanda retorica, è una domanda e basta e la risposta non la conosco); NON ho scritto che sei ingenua… Da qualche parte le dovrò pur lasciare le mie riflessioni, il mio blog è quasi solo pura fantasia, e qui so che verrò trattato bene :), per cui… buona serata / buona notte a te

  4. Buongiorno Ivano 🙂
    … e io sono felice che tu “depositi” qui le tue riflessioni e che ti senta come a casa tua.
    Farò comunque un giretto sul tuo blog, come hai detto? “pura fantasia”? Ma dai…!! 😉
    A presto e buona giornata 🙂
    Primula

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