“Mandami una cartolina …”

“Be’, che ne dici di questa?”
“Maddai!! Sembra la Val Badia vent’anni fa!”
“Scusa, ma le montagne mica cambiano … Basta che non ci sia la neve visto che è agosto!! …

Mentre scambio opinioni e battute col marito, il carrello espositore continua a girare. E mi sembra di vedere, ogni volta, paesaggi e vallate riprese da prospettive diverse, albe e tramonti sempre più suggestivi.

“Ecco … guarda questa! Bella, no?”

Classico panorama grandangolo con catena montuosa sullo sfondo, colore della roccia a esaltare per contrasto il verde della valle sui cui è mollemente adagiato il piccolo paese dove ci troviamo, cielo immancabilmente azzurro e privo di nubi.

“Ma non vedi che ne hai due uguali in mano?”

Vero. Dopo averne guardato circa una ventina, la scelta cade su due identiche. Non me ne sono nemmeno accorta, ma il fatto che sia “una doppia” è positivo: è quella da spedire, sicuramente!

Ebbene sì! Dopo un notevole numero di anni, quest’estate ho scritto una cartolina.
Confesso che la decisione non è stata spontanea; un amico, un caro amico, me l’aveva espressamente chiesto.
Il suo “Me la manderesti una cartolina?”, pronunciato quasi scusandosi del suo essere un romanticone démodé, e i gesti che stavo compiendo quella mattina mi hanno riportato al “tempo delle cartoline”.
Stavo seguendo un vero e proprio rituale: usare il mio tempo per scegliere l’immagine più bella che potesse rendere al meglio il luogo in cui stavo trascorrendo le vacanze e allo stesso tempo soddisfare il gusto del destinatario, procurargli emozioni; sedermi al tavolino di un bar; prendere la penna e scrivere l’indirizzo che, stranamente, non avevo copiato/incollato nella mia lista di contatti 2.0. Era rimasto scritto su un foglietto di carta.
Sì, proprio come ai “tempi delle cartoline” quando, prima di partire, preparavo l’elenco di nomi e indirizzi cui spedire un ricordo da mari o monti, quando in compagnia di amiche e amici sfruttavo (come molti, credo) il famoso pomeriggio piovoso per scriverle tutte in una volta (allora erano parecchie!) con il conseguente problema del “messaggio personalizzato”. Una fatica! 😀

“Scrivi Carissimi saluti, dai! … Va sempre bene!”

continua il siparietto con marito, sbrigativo in queste cose come la maggior parte degli uomini, in genere.
Ma come? Per il mio amico dovrei limitarmi al banale “Saluti dalla montagna”, al generico “Un abbraccio affettuoso”, all’impersonale “Un caro ricordo”?
Non sia mai!
Be’, intanto scrivo la data prima di dimenticarmene. Me l’ha tanto raccomandata! Da non credere … la sbaglio!!! 😦 Ma non il numero (giustificabile forse, in vacanza anche il senso del tempo si rilassa …), no, no, proprio l’abbinamento giorno-settimana/giorno-mese! Lieve panico momentaneo, “Oddio, non so più scrivere a mano! …”, successiva correzione, chiaramente mooolto visibile, ma pazienza! 😦
Troppo web, troppa tastiera, troppo tablet, troppo iPhone … “ sembra ammonirmi la mia coscienza; in realtà è la voce del consorte che ancora viaggia con una malridotta agendina per indirizzi e numeri di telefono, figlia del non-si-sa-mai.
Tra commenti e battute su chi è moderno e chi retrogrado, mi esce una frase poetica, una dedica pseudo-romantica alle bellezze della “mia valle”. La sintesi non è propriamente una mia qualità e riesco a riempire tutto lo spazio riservato ai saluti, tanto che il marito deve ricavarsi un angolino in fondo per mettere la sua firma.
Ultimo step: cercare la cassetta postale e imbucare.
Fatto!
Sono contenta, la giornata può proseguire, un’escursione ci attende. Perché, contrariamente alla tradizione del “tempo delle cartoline”, nel giorno della “mia postcard” splende un fantastico sole.

Un episodio banale, per molti sicuramente; eppure per me non lo è stato e non lo è.
Ho riscoperto il gusto di gesti ormai considerati obsoleti; perché il post su Facebook lo vediamo subito, la foto su Instagram è una sorta di cartolina che raggiunge tanti amici in un battibaleno. E vogliamo personalizzare? L’allegato su Whatsapp, un media che inviamo all’amica/o più cara/o, è lì pronto all’uso.
Ok. Per me, donna 2.0, è perfetto.

Ma che dire dell’aspetto “sensoriale” di una cartolina?
È possibile toccarla, percepire il lucido o il ruvido del cartoncino; chi la riceve può rigirarla tra le mani, usarla anche come segnalibro e pensare a chi l’ha scritta ogni volta che cambia la pagina del romanzo di turno, che lo chiude o lo riapre. È possibile vedere la sua trasformazione nel tempo: la carta è destinata a sgualcirsi e spiegazzarsi, ma quell’aspetto vissuto l’arricchirà ulteriormente di un alone di piacevole ricordo.

E che dire dell’aspetto “sentimentale” della cartolina?
È lì, sempre tra le mani di chi l’ha ricevuta, a comunicare già di per sé, ben oltre il messaggio sul retro, l’affetto di un gesto, il tempo che qualcuno ci ha dedicato, il miglior regalo che si possa fare.

Dopo la “mia valle” d’agosto … il mare, peregrinazioni varie e spostamenti settembrini.
Altra cartolina, spontanea questa volta.
E credo proprio che continuerò. Un grazie di cuore al caro amico che mi ha chiesto “Mandami una cartolina”. ❤

"reperti" ritrovati in una mitica scatola da scarpe, decisamente scolorita e tenuta insieme da un elastico (foto personale)

“reperti” ritrovati in una mitica scatola da scarpe, decisamente scolorita e tenuta insieme da un elastico
(foto personale)

33 thoughts on ““Mandami una cartolina …”

  1. Finalmente una persona sensibile che ha deciso di spedire le mitiche e molto reali cartoline ! Io dal canto mio, ringrazio questo tuo amico anche se non lo conosco, perchè ti ha permesso di riscoprire un’abitudine dolce, giovane e che riporta a gesti del tempo che fu, che si stanno perdendo purtroppo! Io nell’ambito dei miei parenti ed amici/e, sono rimasta una delle poche che manda ancora le cartoline, ben felice di farlo e mai smetterò! Anche se comunque mandarne una costa mediamente 0,80 per il francobollo, poi dipende dalla cartolina che può andare da 0,25 a 1,00. In genere io ne mando una ventina per ogni località che visito, fai un pò tu i tuoi conti! Ma ricordare le persone care piuttosto che con un freddo ed impersonale sms, non mi va proprio ed i soldi li spendo proprio volentieri. Una frase diversa per ognuno di loro, un piccolo pensiero che a loro resta e a me regala tanta simpatia ed affetto. Idem con i biglietti per gli auguri dei compleanni, di Natale o occasioni speciali come Prima Comunione, S: Cresima, Matrimoni e purtroppo…anche funerali, naturalmente scritti a mano in bella grafia. E’ una consuetudine umana, fisica, un qualcosa che rimane sempre sotto agli occhi di chi la riceve, che sa di amicizia profonda, non va perduta anche se abbiamo tablet e altri accidenti tecnologici che, l’avrò scritto e detto migliaia di volte, non sopporto. Anche questo mio scritto per te, lo sto scrivendo come se usassi la macchina da scrivere che per lavoro usai tanti anni, quando lavoravo nel gruppo Max Mara, faceva un rumore assurdo per ogni tasto che pigiavo ma mi manca molto. Soprattutto la levetta per l’andata a capo, con quel modo unico ed irripetibile di spostare il carrrellino a mano con un colpo sferrato giusto. Altrimenti si saltavano le righe se davi il colpetto troppo forte. Ti ricordi?? brava Primula, mi hai dato un piacere immenso nel leggere questo tuo post condiviso in pieno da me: Baci, Fabiana.

    • Devo proprio ringraziare il mio carissimo amico che mi ha fatto riscoprire quella che una volta era per me una consuetudine, ma che avevo abbandonato da tempo.
      La macchina da scrivere? Ma l’ho usata per battere la tesi, una fatica! 😀 Tu parli della levetta per andare a capo, io ricordo con angoscia (e non sto esagerando) la tesserina bianca da usare come correttore. Se non si centrava perfettamente la lettera da coprire la stampa era un distastro! 😀
      Grazie per la condivisione Fabiana.
      Un abbraccio e buona serata 🙂
      Primula

  2. Che bei ricordi le cartoline! Anch’io ne mandavo tante 🙂
    Ora ne mandiamo una ai nonni ogni volta che andiamo via e loro le tengono tutte sulla credenza in cucina ❤
    In effetti siamo molto disabituati a scrivere a mano… e pensare che è così bello 😉

  3. Ahhh, tu ringrazi me, ma non sai che piacere è stato riceverle: GRAZIE PRIMULA!
    Per la cronaca, i miei Amici continuano a prendermi un po’ in giro per questa mia smania verso le cartoline, di viaggiare con la mente attraverso un pezzo di carta… Siccome da bravo romantico sono pure un nostalgico, io le tengo tutte insieme, non mi azzardo ad usarle come hai scritto tu (ho paura di rovinarle) e ogni tanto prendo l’intero mazzo e mi rituffo nella piacevolezza del passato 🙂
    È per questo che mi raccomandavo la data, perché col tempo il timbro si sbiadisce, o lo fanno male, e a distanza di anni senza alcun altro elemento faccio fatica a collocarle nel tempo…
    I siparietti con Aldo mi hanno divertito un casino 😀
    Riguardo la tecnologia sai già come la penso, e forse sul mio blog anni fa ho pure scritto qualcosa riguardo una scoperta che ho fatto per caso: mi sono accorto di non essere più capace di scrivere in corsivo… Intendiamoci: se m’impegno ce la faccio, ma a costo di molta fatica e il triplo del tempo normale! Ormai siamo schiavi del nostro tempo, non c’è molto da fare, se non riesumare mezzi comunicativi obsoleti ma romantici come le nostre amate cartoline 🙂
    Ancora grazie e buona serata!

    P.S. Segnati anche questo discorso per il rendez-vous lol

  4. Bentornata cara Primula!
    Leggere questi post mi ricorda tanti episodi e anche cartoline che ho condiviso con le persone a me più care!
    Un abbraccio e buona giornata! ^_^

    • Benritrovata Bea!
      Eh, sì … tanti ricordi ma non possiamo vivere di quelli. 😉
      Quindi è meglio recuperare alcune belle abitudini che non sono affatto gesti formali. A me ha fatto molto piacere. 🙂
      Buona giornata a te e grazie! 🙂 :-*
      Primula

  5. bello questo tuffo nel “turismo vintage”,
    anche nel film viaggi di nozze Ivano e Jessica si intruppano proprio nello scrivere una cartolina, credo che moltissimi Italiani abbiano imparato il concetto di sintesi scrivendo le cartoline. Io non ne ho mai mandate e nemmeno le mando, neanche quelle elettroniche ma leggendo il post credo di cogliere la tua emozione.

    TADS

    • “Dichi?? … e n’fatti!!” ahah! Ripenso ai due coatti del film 😀
      Fuori dalle battute, mi sono ritrovata davvero un po’ imbranata ma è stata un’emozione divertente. E comunque appartengo a quel numero di italiani che non hanno imparato il concetto di sintesi nemmeno scrivendo le cartoline. 😀
      Ciao Tads e grazie!
      Primula

    • Ho una vecchia scatola da scarpe (quella da cui ho estratto le cartoline nell’immagine del post) che non aprivo da annni. Ho visto immagini che mi hanno risvegliato ricordi, firme di persone ormai lontane nel tempo … è stato emozionante, e non malinconico, riaprire quella scatola del passato.
      La tua è un’ottima scelta; certo io non le collezionerò, ma riprenderò a scriverle, questo è sicuro!
      Grazie Mistral, un abbraccio grande e un sereno weekend 🙂
      Primula

  6. Cara Primula mi pare che andrei d’accordo con tuo marito. Anch’io non amo molto tutti i tablet, i-phone e roba varia anche se ne posso riconoscere a volte l’utilità. Già davanti al computer mi sembro rincretinita abbastanza. Comunque la cara vecchia cartolina è per me una simpatica amica. Da sempre invio cartoline , la trovo una delle cose più belle da fare in viaggio. Ti dirò anzi che dò sempre il tormento a tutti , amici compresi, per fermarmi in tabaccheria e sceglierle con annesso francobollo. Troppo bello. E poi cercare gli indirizzi sull’agendina come tuo marito, roba da diventare matti quando la si dimentica a casa. Così compro le cartoline e me le porto a casa, a volte me le tengo a volte le spedisco lo stesso anche a viaggio finito . Anche mio figlio dai suoi viaggi porta cartoline per collezionarle come faceva mio padre che ne fece un libro che ho rivisto da poco a casa di mamma. Un abbraccione. Isabella

    • Ma dai! Non sottovalutare le tua capacità 2.0! 😉 Comunque mio marito viaggia ancora “alla vecchia” come diciamo noi, e quando affermo che la sua agendina è malridotta è un eufemismo! Ma tali e tanti sono gli indirizzi, i nomi e le email che riportare tutto su una nuova o anche sulla rubrica del cellulare sarebbe un’autentica impresa!
      Fantastica l’immagine di te che ti porti a casa la cartolina! 😀 Credo che almeno una volta nella vita tutti l’abbiamo fatto.
      Come mi piacerebbe vedere il libro di tuo papà! Dovremmo davvero fare in modo di organizzare un incontro, ci siamo andate vicine una volta!
      Mettiamolo nel carrello delle cose da fare.
      Un abbraccio Isabella 🙂
      Primula

  7. Quando si dice la coincidenza…aprendo un cassetto per cercare una cosa mi è capitato tra le mani un bel numero di cartoline di viaggi di mio figlio, da Copenaghen a Berlino da Lussemburgo alla Scozia. tutte rigorosamente da collezione. Un abbraccio Isabella

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