L’autunno è uno stato d’animo

foto by Primula  -   Ma Bohème

foto by Primula – Ma Bohème

Quando immagino l’autunno, in particolare un ottobre che sta finendo, è inevitabile per me pensare a questa poesia di Paul Verlaine

 

CHANSON D’AUTOMNE

Les sanglots longs
Des violons
De l’automne
Blessent mon cœur
D’une langueur
Monotone.

Tout suffocant
Et blême, quand
Sonne l’heure,
Je me souviens
Des jours anciens
Et je pleure;

Et je m’en vais
Au vent mauvais
Qui m’emporte
deçà, delà
Pareil à la
Feuille morte.

(P. Verlaine, Chanson d’automne, Poèmes Saturniens, 1866)

Versi famosi, più da ascoltare che da leggere: le sonorità, le assonanze e le allitterazioni della lingua francese rendono da sole la malinconia di una stagione e la tristezza di un uomo che si sente all’autunno della propria esistenza.
Difficile quindi rendere in italiano la stessa atmosfera

CANTO D’AUTUNNO

Il pianto lento
Dei violini
D’autunno
Ferisce il mio cuore
Con monotono
Languore.

Ansimando
Pallido, quando
Rintocca l’ora,
Mi sovvengo
Dei giorni d’allora
E piango;

E mi abbandono
Al vento non buono
Che mi trasporta
Di qua, di là
Come la
Foglia morta.

© Traduzione a cura di Primula Bazzani

Con alcune licenze grammaticali (suffocant è un participio presente non un gerundio …), nel tentativo di rispettare la musicalità e lo schema ritmico dell’originale, forse, e sottolineo forse, un po’ di Verlaine è rimasto …

Questa poesia suggerisce, evoca, non racconta.
Trasporta in un mondo interiore fatto di angoscia non urlata ma sussurrata, come un commovente e struggente legato prodotto dalla leggera carezza di un archetto sulle corde di un violino.
L’autunno è uno stato d’animo: la pioggia, le lacrime, la melodia triste della musica sono elementi inscindibili di un malessere fuori e dentro l’anima.

Il ritmo è lento, scandito dalla ripetizione dei medesimi suoni ricchi di un forte potere di suggestione.

Mancanza di punti di riferimento, scorrere inesorabile del tempo, senso di stanchezza e impotenza, rinuncia a qualunque tentativo di reazione: elementi dell’universo intimo di un uomo dal cuore profondamente ferito che non intravede alcuna via d’uscita.
Nemmeno il ricordo, spesso vissuto come rifugio, è sollievo da un presente soffocante; le lacrime non sono liberatorie.

Abbandonarsi, lasciarsi andare, lasciarsi vivere: l’unica possibilità.

In questo quadro impressionista con pennellate fatte di parole e toni musicali a tinte fosche, la danza della foglia morta è il riflesso del male di vivere, della rassegnazione.
Un malessere in continuo divenire, che non ha tempo e spazio definiti: la foglia non si posa mai, vaga in balía del vento senza una meta precisa.

foto dal web

foto dal web

La prospettiva paradossale è un’esistenza perennemente subita da un “morto vivente”

41 thoughts on “L’autunno è uno stato d’animo

        • Be’ … è triste. Capisco possa attrarre in particolari momenti della vita.
          È soprattutto l’immagine di un un uomo che si rassegna e rinuncia a lottare.
          Io non amo particolarmente l’autunno, almeno in questa parte della stagione, e preferisco la reazione all’abbandono. Non mi ritrovo molto nella poesia di Verlaine in genere, l’associo instintivamente all’autunno proprio perché per me è il simbolo del tramonto della voglia di vivere.
          Resta comunque una poesia dalla fattura perfetta.
          Proporre una versione italiana diversa dalle solite in circolazione non è stato facile, e non so nemmeno se ci sono riuscita! “Esercizi di poesia” …
          Primula

  1. La ringrazio per avermi regalato questi versi, che, ammetto, non conoscevo. Ma…. Mi tolga una curiosità…. Lei per caso insegna? Mi scuso per la figura sfacciata… Ma mi incuriosisce la sua personalità!
    Dolce serata, MesserErrante.

    • Mi fa sempre piacere quando “regalo” un pezzettino di letteratura che amo tanto!
      Nessuna richiesta inopportuna, ci manchetebbe! Sono ex prof di letteratura francese; ora per scelta mi dedico ad altro, ma la parola scritta mi è rimasta nel sangue.
      Ora tocca a me chiedere: innanzitutto perché “lei” – non mi pare proprio il caso! – in secondo luogo, posso domandare cosa ti incuriosisce?
      Grazie per la tua costante presenza qui. 🙂 E mi taccomando! Il TU è d’obbligo! 😉
      Primula

      • Si nota nel suo piavevole modo di scrivere! Il “lei” è una semplice forma di rispetto e gentilezza…. E poi, forse perchè sta pian piano scomparendo dalla faccia della terra, tengo a cuore la sua causa. Devo ammettere che apprezzo molto gli argomenti che tratta. Inoltre, non è la solita blogger! Un po’….. Fuori dagli schemi! Grazie per le delucidazioni, complimenti.
        MesserErrante.

        • Ringrazio ovviamente e ammetto che “fuori dagli schemi” mi piace! 😉
          Non concordo con l’uso del “lei” nel senso in cui l’hai definito; il “tu” non esclude il rispetto che per me è un must.
          Buon proseguimento di serata carissimo MesserErrante 🙂
          Primula

    • Vero, questa poesia è ineccepibile anche sul piano formale, struttura, ritmi, rime, sonorità.
      Per chiarire, se da un lato amo profondamente settembre perché lo vedo come un inizio, dall’altro il passaggio ottobre/novembre lo associo al declino. E mi ispira tristezza. Per questo ritengo che Verlaine l’abbia “dipinto” alla perfezione.
      Buon pomeriggio! 🙂
      Primula

  2. Non ti nascondo che quando ho cliccato play sul video mi aspettavo di sentir la tua voce 😉
    Ma avevi in mente una cosa del genere?
    Comunque, come ti dicevo Verlaine non lo conosco, e seppur la poesia sia stupenda, per me parla d’inverno. Dell’autunno ho una visione più “vivaldiana”, un periodo legato ai raccolti, dell’uva e le sementi, seguito dalla pace che regala la stanchezza, ottimo tempo per tirar le somme di ciò che si è fatto durante l’anno. Naturalmente, come ha scritto anche Ogginientedinuovo, per molti è anche un inizio (penso agli studenti, ai professori, ai lavoratori stagionali), quindi l’autunno, come tramonto della voglia di vivere, non va bene 😉
    Sto estremizzando come mio solito, capisco cosa intendi dire, e ci vedo una bella scossa che vorresti dare: se l’autunno è uno stato d’animo, gli stati d’animo sono le nostre stagioni, e all’autunno seguirà un inverno, e poi una primavera, e un estate, e così via.
    Ecco, questo Autunno di Verlaine sarebbe perfetto per indicare quello stato di… non apatia, cos’era? Ahh l’Alzheimer, son messo male lol …vabbè (giusto?) tu sei più fresca di me e so già che riuscirai a colmare le mie lacune, l’importante è capirsi 😉

    Sulla traduzione – anzi sui tuoi nuovi “Esercizi di poesia” – poche cose (premetto che non posso fare un confronto con altre traduzioni perché penso di non averne mail lette, nemmeno ai tempi della scuola). Il ritmo – che se non ho capito male è la cosa che ti stava più a cuore – si mantiene bene, e alcune scelte mi piacciono un sacco (“…quando rintocca l’ora, mi sovvengo dei giorni d’allora”).
    Altre un po’ meno, ma non te le scrivo, che non voglio vestirmi con i panni di Sapientone Arrogante: lui non sta mai simpatico a nessuno 😀

    Il culmine però lo raggiungi fuori dalla traduzione…
    Sai che non amo chi fa uso smodato di citazioni nei commenti (citazioni dello stesso post intendo) ma qui devo forzare me stesso, poiché non c’è altro verso: dalla tua visione di “[…] questo quadro impressionista” fino a quella della triste prospettiva, hai raggiunto un livello di poetica altissimo!
    E non fare la solita modesta 🙂
    Grazie per questi regali, e concordo col Messere: decisamente e piacevolmente “fuori dagli schemi”! Buona serata!

    P.S. Non posso forzare me stesso, sta puntualizzazione mi scappa troppo: come mai la poesia parla di lunghi singulti di violini (lo so, sarebbero singhiozzi, ma passami la licenza) e nel video c’hanno messo un clavicembalo e un pianoforte?! Musica bellissima, che s’intona alla perfezione a questi versi, ma non so perché mi faccio colpire da queste piccolezze 😉

    • Ciao Cris!
      innanzitutto grazie per quello che hai scritto, e davvero dal cuore. “Livello di poetica altissimo” è un mega-mega-complimento, ma ti dico subito – e non faccio assolutamente la modesta, è la realtà – che tutto dipende dal materiale che si ha tra le mani. E con una simile poesia sfido chiunque a non tirar fuori contenuti di un certo calibro. So già cosa potresti rispondere, ma l’ho detto ugualmente perché corrisponde a verità.
      Sai? La mia idea era proprio quella di preparare un video simile. Non ho contattato Francis, ho letto un po’ qua e là, ho visto che tra le musiche da cercare, le immagini ecc. ecc. mi sarebbe servito del tempo che non avevo. 😦 Quindi ho scelto questo tra molti, con il difetto di una base musicale senza violini – hai ragione – ma con una buona recitazione. Era l’aspetto che mi premeva di più.
      Riguardo l’autunno, e io intendo il tardo autunno, abbiamo due visioni diverse. Prima di tutto “l’autunno visto come tramonto della voglia di vivere” che a te non va bene, dovresti parlarne con Verlaine, un po’ difficile, credo … 😀 Personalmente non amo questo periodo dell’anno (mentre adoro settembre e inizio ottobre) e di conseguenza, come ho già scritto in un altro commento, lo associo a una poesia che evoca il malessere esistenziale, non perché lo provi io (mi conosci, non sono certo una che si abbandona e si lascia vivere, io prendo sempre il toro per le corna … 😉 ) ma perché trovo questa stagione ben rappresentata da versi così languidamente malinconici. Sono sensazioni estremamente soggettive.
      Sulla traduzione. Oddio, qui il discorso sarebbe lunghissimo e cercherò di non tediare te e altri che passano di qui e leggono. Il problema nel tradurre poesie come questa non è tanto il ritmo, quanto il rispetto di rime e assonanze volute nella lingua originale e che non esistono proprio nella lingua di arrivo se ci si limita a una traduzione letterale. Ti propongo quelle che di solito si trovano sui testi

      I lunghi singhiozzi
      Dei violini
      D’autunno
      Mi feriscono il cuore
      Con un languore
      Monotono.

      Tutto affannato
      E pallido, quando
      Rintocca l’ora,
      Io mi ricordo
      Dei giorni antichi
      E piango;

      E me ne vado
      Nel vento maligno
      Che mi porta
      Di qua, di là,
      Simile alla
      Foglia morta.

      oppure

      Singhiozzi lunghi
      dai violini
      dell’autunno
      mordono il cuore
      con monotono
      languore.

      Ecco ansimando
      e smorto, quando
      suona l’ora,
      io mi ricordo
      gli antichi giorni
      e piango;

      e me ne vado
      nel vento ingrato
      che mi porta
      di qua di là
      come fa la
      foglia morta

      o anche

      I singhiozzi lunghi
      dei violini
      d’autunno
      mi feriscono il cuore
      con languore
      monotono.

      Ansimante
      e smorto, quando
      l’ora rintocca,
      io mi ricordo
      dei giorni antichi
      e piango;

      e me ne vado
      nel vento ostile
      che mi trascina
      di qua e di là
      come la foglia
      morta.

      Credo che queste versioni non abbiano affatto rispettato lo “spirito” dell’originale. Ad esempio: chiaro che “sanglots” significa “singhiozzi” ma come fai ad abbinarlo foneticamente a “lunghi” quando nell’originale esiste un suono nasale assolutamente funzionale al contenuto e che è inoltre ripetuto con la parola “violons”? Occorre cambiare parole cercando quelle che in italiano creino lo stesso effetto dell’originale anche se non si rispetta la traduzione letterale. In questo Umberto Eco è davvero un maestro.
      Che dire poi dello schema delle rime? Che non sono un abbellimento formale, ma anche queste funzionali allo stato d’animo da rendere.
      In sintesi, non so se ci sia riuscita – la traduzione è un lavoro di cesello – ma ho la presunzione di pensare (e qui la modestia va a farsi benedire 😉 ) di avere lasciato un pochino di Verlaine … Mi farai sapere.
      Raramente ho scritto un commento così lungo 😀 Chiedo scusa per la prolissità a te e a gli eventuali successivi lettori, soprattutto a questi perché in quanto a logorrea noi due ci troviamo alla perfezione 😀 😀
      Un abbraccio
      Primula

      • Penso anche di non avere risposto a tutto.
        La parola che non riuscivi a ricordare era per caso atarassia?
        Ho dimenticato anche un’annotazione storica che riguarda questa poesia. La prima strofa è stata usata da Radio Londra come messaggio in codice per avvisare i gruppi della Resistenza dello sbarco in Normandia. È un dato storico ma viene anche ricordato nel film “Il giorno più lungo”.
        Forse ho finito 😀 😀 😀
        Primula

  3. Cerco subito di mettermi in contatto con Verlaine! Per caso hai il suo numero di cellulare o la sua E-mail?! Mi romperebbe dover andar fino a Parigi a cercarlo… Fa niente: alla peggio lo cerco su Facebook! Ahahahahha 😀
    Prolissità?! Ma fammi il piacere…! Appena ho visto la mole della tua risposta è subito apparso un sorriso felice, come un affamato che viene invitato all’ultimo momento a un sontuoso banchetto! 🙂
    E non farti problemi inesistenti per gli altri: chi leggerà questo tuo commento non potrà che arricchirsi ulteriormente!
    Prima di partire con il solito papiro devo però confessarti una cosa: mi son trattenuto parecchio nel primo commento, appunto per smussare la mia prolissità (decisamente meno utile della tua), e nel finale volevo proprio chiederti se mi consigliavi altre traduzioni per capire meglio i tuoi Esercizi. A quanto pare sai anche leggere nel pensiero 🙂

    Il giorno più lungo l’ho visto, ma non ricordo proprio il particolare della prima strofa (nel senso che non ricordo le parole specifiche di Radio Londra) quindi grazie per l’ulteriore appunto. E grazie anche per l’atarassia: come l’ho letto mi son detto “ecco cos’era!” ma so già che dovrò richiedertelo un altro paio di volte, ormai mi conosci 😉

    Veniamo alle tre opzioni “tradizionali”. Sono d’accordo, con la tua proposta c’azzeccano decisamente meno! (“Azzeccano”?! Ma chi usa più certi termini? Ahahahah)
    Sulle rime originali non c’è nulla da fare volendo mantenere la stessa struttura e lo studio fonetico, a parte forse invertire qualche verso…
    Domanda: anche in francese la prima rima (automne/monotone) è da considerarsi assonanza? Personalmente non sono in linea con i tecnocrati iper-conservatori, che si mettono lì a cercare il famoso pelo nell’uovo; m’incuriosisce solo sapere se anche in Francia esistono in Poesia regole simili. Come se dovessi mettermi a scrivere poesie in francese lol
    A dir il vero avrei in mente qualche modifica, ma a sto punto chiedo a te cosa preferisci: la scrivo qui? Scrivo un post da me? Ti mando una mail? La mando a Verlaine? 😉
    Personalmente avrebbe più senso la prima, per una soluzione di continuità. Allo stesso tempo, nonostante i papiri che ho già scritto, mi sembrerebbe d’invadere troppo il tuo comodo “salotto”, quindi ripeto, dimmi tu.
    Domenica, invece di parlar di politica, dovevamo parlare di questo!!! E qualcuno si sarebbe di certo addormentato… Ahahahah 🙂
    Grazie ancora per la rispostona e viva la tua prolissità!
    Buona serata!

    Ah, quasi dimenticavo la questione tra l’autunno e l’esistenzialismo! In effetti il mio pensiero riguarda l’intera stagione (che già da qualche lustro si fa fatica a riconoscere) mentre, da bravo meteoropatico, ci sono stati giorni in cui ero in piena sintonia con il nostro amico Verlaine. Solo non mi sento di caratterizzare così tanto le singole stagioni, come se la colpa fosse loro invece che dei nostri pensieri 😉

    • Ahahah!! Sul fatto che invece di discutere di politica avremmo potuto ottimizzare il tempo parlando di questi argomenti mi trovi ampiamente d’accordo. Prossima volta, segnatelo però, anzi fatti una lista degli argomenti che erano in carrello perché ce ne mancano un sacco! 😀
      Vengo al punto. Sulla rima in francese esistono regole precise, schemi fissi tradizionali (ma vuoi che io faccia svenire il primo che passa di qui???) e altri più liberi come nel caso di Verlaine. “Automne” “monotone” è un’assonanza, perché le due parole terminano in modo diverso ma hanno suono analogo, mentre “longs” e “violons” sono rime ed è chiaramente visibile. La seconda strofa ha allitterazioni in -s ( e -c che in francese si pronuncia come una sorta di -s) oltre che la rima tra “heure” e “pleure” … potrei continuare. La difficoltà è proprio quella di mantenere assonanze e rime in quanto funzionali al contenuto. Capisci bene che “ora” e “piango” non c’azzeccano per niente (a proposito, si dice, sai?)
      Mai creduto che un poeta si attenga alle rime per abbellire la forma. In poesia tutto è studiato e funzionale al contenuto; anche nelle forme più neoavanguardiste di poesia visiva niente è per caso. Questa è la mia idea di poesia, ecco perché credo e continuo a ripetere che non tutto è poesia. Ma qui apriremmo un capitolo a parte. Chiudiamolo subito però per cortesia Cris! altrimenti i commenti a questo post prendono una direzione che l’articolo non prevede affatto. Dedicare un post all’argomento è assurdo: sarebbe come fare una lezione o tenere una conferenza … sai che @@ 😀
      Piuttosto, mi piacerebbe leggere le tue modifiche alla mia traduzione, e forse fatto in un tuo post sul tuo blog sarebbe più indicato per gli stessi motivi detti sopra. Non vorrei trasformare questa pagina di sentimenti e sensazioni in una fredda disquisizione, pur interessante, sulla metrica, fonetica e stile poetico. 😦
      Sei d’accordo? Io dico di sì … faccio tutto io 😀 😀
      Buona serata carissimo 🙂
      Primula
      p.s. Oggi ti abbiamo pensato, lo scorso weekend è stato magnifico! Aldo ti saluta tantissimo! 🙂

      • LonGs e violons sono rime? Questa me la devi spiegare, per me è un’altra assonanza…
        Ok, scriverò un bel post di risposta: che venga bello sarà un miracolo, ma mi attengo alle direttive 🙂
        Quindi non vado oltre, ci vediamo da me!
        Che lo scorso weekend sia stato stupendo ce lo siamo già detti, ma ripetercelo non fa certamente male: salutami tanto Aldo, e dagli una pacca comprensiva sulla spalla. Per farti capire il motivo ti dico solo che anche tu ne avresti bisogno 😉

        • La stanchezza e la vecchiaia!!! Hai ragione, sono assonanze … 😦 Ecco, vedi? Non hai bisogno delle mie dritte 😀
          Pacca sulla spalla? Lasciamo perdere … lo squallore calcistico ha colpito ancora. Molto più divertente la mia squadretta di 3^ categoria, e non sto scherzando.
          Aspetto il tuo post allora 🙂
          Bacioni
          Primula

          • Fatto 🙂
            A proposito della tua squadra, si è saputo qualcosa del referto arbitrale? Cacchio, avrei voluto esserci!!!
            Ok, scritto il post posso uscire tranquillo 😉
            Buona lettura, attendo impaziente il contro-papiro eh!

            • Ho fatto i compiti 😀 : ho letto il tuo post e commentato, ma niente papiro, non avevo molto da aggiungere a quanto hai scritto tu.
              Stendo un velo pietoso sulla squadra. Ti dico solo che ieri ha perso male, un arbitraggio indecente (mi hanno riferito), il tutto sfociato in un post sulla pagina Fb della squadra (se hai tempo leggilo) e in un mio commento sul mio profilo che ti copio/incollo qui:
              “Pensavo che il calcio delle categorie minori fosse esente da malafede. Non è vero. Non si parla di “errori arbitrali” che ci stanno, fanno parte del gioco; sbagliano gli allenatori, i calciatori e, ammettiamolo, anche un pubblico a volte un po’ troppo sopra le righe.
              Nelle ultime partite ho assistito a scelte arbitrali oggettivamente sbagliate e sempre in un’unica direzione. La Cicognolese è squadra neonata, piccola società, ergo non conta nulla a quanto pare.
              Se questo è lo sport anche la persona più entusiasta perde stimoli.”
              Ecco, valuta tu 😦
              Un abbraccio Cris!
              Primula

            • Porca miseria, mi spiace 😦
              Metti insieme due partite di fila con sti problemi, poi uno non può che fare 2+2…
              Comunque lo Sport è un’altra cosa: queste secondo me fanno parte della politica dello sport, rapporti di potere, lotta per l’egemonia, e (passami la figura nemmeno troppo retorica) invidia del pene.
              Lancio una proposta (di protesta): dì ai giocatori di disegnarsi un cartellino rosso sulla fronte, così quando l’arbitro li vede si farà qualche domanda in più 😉
              E Viva la Cicognolese!!!

            • Hai ragione, questo non è sport, e comunque la situazione è apparsa subito così fin dall’inizio del campionato.
              Niente male la tua proposta, la giro alla squadra 😀
              Buona serata Cristian 🙂
              Primula

  4. bellissima interpretazione, calata proprio nella dinamica dei versi e nella loro musicalità. Le traduzioni non sono mai facili, soprattutto quando l’interpretazione di una poesia, deve conservare tutte le caratteristiche dell’originale, legate alla propria lingua e ai modi di dire di quel paese.

    • Sono stata traduttrice, lo sono tuttora in effetti anche se a ritmo decisamente più blando, e so le difficoltà della trasposizione linguistica. L’ho già scritto in altri commenti, in questo campo il maestro era Umberto Eco. I suoi insegnamenti sulla tecnica della traduzione sono “bibbia”. Tradurre i poeti è davvero una faticaccia! Serve qualche bicchierino, la prossima volta chiedo il tuo aiuto 😉
      Primula

  5. Questa poesia mi venne fatta imparare a memoria quando avevo solo 9 o 10 anni, ero alle elementari. La imparai in francese, pur conoscendone la traduzione. Piccolo particolare: si tratta di più di 30 anni fa, quando né l’inglese – né tantomeno il francese – venivano insegnati alle elementari.
    Il perché di questa scelta della maestra non l’ho mai capito, ma quella poesia, così lontana nel tempo, mi si è scolpita nella mente e, ancor di più, nel cuore.
    Strano come, ero solo un bambino, queste righe potessero dipingere il mio animo malinconico e solitario. Certo, avevo gli amici, giocavo fino allo sfinimento, ero certamente ‘felice’, ma la mia vera essenza veniva tratteggiata da queste sensazioni così sfumate dai colori autunnali.
    Ho sempre affermato che l’autunno fosse la mia stagione preferita, e forse questa poesia è stata con-causa di questa mia predilezione per quella piccola ‘decadenza’ dell’animo.

    K!

    • Ti chiedo scusa per il ritardo nella risposta, ma il commento era finito negli spam e me ne sono accorta solo oggi.
      Musica per le mie orecchie sentire che una maestra abbia deciso di farvi studiare questa poesia in lingua originale, hai avuto un’insegnante molto all’avanguardia. Sono stata prof di letteratura francese in un liceo linguistico per anni e ne capisco perfettamente l’importanza.
      L’autunno? Non è di certo la mia stagione preferita anche se ritengo che ognuno di noi abbia un lato malinconico più o meno evidente e un po’ “autunnali” lo siamo tutti. Verlaine resta comunque un grande poeta, a prescindere, come Rimbaud il mio preferito senza indecisioni.
      Grazie K, ti aspetto ancora. Farò un giretto da te…
      Primula

      • Ciao Primula, mi ero accorto di essere finito in ‘spam’, ma non sapevo come fare per fartelo notare.
        Dopo aver scritto questo commento, mi sono accorto di aver fatto emergere un piacevole ricordo che nei prossimi giorni (prima o poi) pubblicherò tale e quale anche nel mio blog.
        Leggo che ‘sei stata’ prof di letteratura francese: lo sei ancora?
        La mia maestra, per chiudere il discorso, era a dire il vero molto (anzi: moltissimo) all’antica, era a fine carriera scolastica, molto legata a vecchie tradizioni quali per esempio l’uso della penna stilografica. In effetti considerarla ora con ‘avanguardista’ mi fa un po’ sorridere.
        Un saluto

        K!

        • Ciao K, ora non sei finito in spam 😏 sono io la ritardataria questa volta.
          Ma toh, pensavo di avere scoperto una maestra avanti nei tempi e nei metodi e invece… beh, ha fatto comunque qualcosa di bello e ha lasciato un segno importante in te con quei versi.
          Quanto a me, ora non insegno più da qualche anno per scelta. Si è prospettata una nuova attività e per la serie “prendere il treno fin che passa” sono salita subito con molto entusiasmo. Bello cambiare, imboccare in nuovo inizio, amo le sfide e le vivo con passione consapevole che l’opportunità di scegliere è una grande fortuna che molti non hanno.
          Aspetto il racconto del tuo ricordo allora!
          Primula

          • L’insegnamento è un lavoro (meglio dire: una vocazione ) che avrei adorato svolgere, ma nella vita spesso le cose non vanno come vorresti. È altrettanto vero che in Italia la vita degli insegnanti è irta di difficoltà, oltre che con stipendi poco congrui. In bocca al lupo x la tua attività.
            K!

            • Grazie! 😊 attività che non è male eh!, sempre collegata a letteratura e dintorni. Collaboro per una casa editrice come editor, editorialista in una rivista dedicata ai libri e si sono inseriti anche un paio di libri miei, il secondo lo sto scrivendo ora. Traduttrice inoltre di tanto in tanto. Insomma non mi annoio.
              Quando passo da te mi racconterai del tuo desiderio di diventare insegnante e in cosa si è trasformato. Qualcosa di bello, lo immagino da ciò e come scrivi.
              A presto da te!

Lascia un pensiero, se vuoi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...