Il mondo che vorrei

7 gennaio 2015: Parigi, attentato jihadista alla sede di Charlie Hebdo. 12 le vittime.
9 gennaio 2015: Nigeria. In meno di una settimana gli integralisti islamici Boko Haram massacrano circa 2000 persone, ammazzate a colpi di arma da fuoco o con i machete. Anziani, donne, bambini, cristiani, musulmani.
10 gennaio 2015: mercato di Maiduguri (Borno, Nigeria). Una bambina-bomba salta in aria. Ha solo dieci anni. I Boko Haram scelgono un’innocente inconsapevole per un altro attentato. 20 le vittime.
11 gennaio 2015: ancora un mercato, a Potiskum, ancora Nigeria, ancora due bambine imbottite di esplosivo, ancora morti e feriti. Ancora i Boko Haram come registi.
Elenco che si starà forse allungando mentre scrivo.

Un’impressionante escalation di violenza in questi primi giorni dell’anno.
È impossibile non porsi domande; passata la reazione emotiva del momento, s’impone alle coscienze un’analisi seria e razionale.
La posta in gioco è alta.
L’Occidente si sente sotto tiro, leggo un po’ ovunque; si profila uno scontro di civiltà, si dice; s’intravede una crociata islamica “all’assalto della croce, all’insegna della mezzaluna” (Giuliano Ferrara, Il Foglio 7 gennaio 2015).
L’imponente manifestazione di domenica 11 gennaio a Parigi ha visto milioni di partecipanti e circa cinquanta tra capi di Stato e di Governo sfilare in corteo per le strade della capitale francese a difesa della libertà di espressione e contro il terrorismo.
È stato un fine settimana emotivamente molto intenso” mi ha riferito un’amica francese.

Parigi - Place de La République

Parigi – Place de La République

Contemporaneamente in altre città europee e del mondo le folle si sono riunite attorno allo slogan #JesuisCharlie.

Ho seguito in TV le immagini del fiume di persone che da Place de la République scorreva per i boulevards parigini fino a Place de la Nation e pensavo all’indubbio valore simbolico di gesti e parole ma, anche, al loro affievolirsi del giorno dopo e al probabile “nulla di fatto” delle settimane successive. Perché, diciamocelo in tutta franchezza, siamo bravissimi in discorsi e presenzialismi retorici, notevolmente meno nella concretizzazione dei propositi.

Ma davvero si può e si deve parlare solo di minaccia all’Occidente? Il problema non è forse più profondo, vasto, da indurre a una riflessione sulle dinamiche del mondo islamico al suo interno e solo in seguito sul suo rapporto con un’altra cultura? Com’è pensabile inserire l’integralismo di Boko Haram in una logica di scontro tra civiltà?

Domande, e tentativi di risposta che appartengono al mio modo di sentire.

Mi rifiuto di considerare la nostra civiltà superiore ad altre; mi sono anche stancata di leggere e sentire copia/incolla di riassunti, conoscenze da bigino, sintesi di letture a metà, stereotipi espressi da politici nostrani che cavalcano demagogicamente la situazione. Oggi, peraltro, basta “googlare” per saperne un po’ di più.

La nostra civiltà è diversa, e anche profondamente. La democrazia è l’opposto della teocrazia islamica e la prima è indubbiamente garanzia di diritti umani e civili.
Le critiche allo stato etico provengono tuttavia anche da scrittori appartenenti proprio a quel mondo musulmano che al suo interno vive profondi contrasti sfociati spesso in drammatiche sentenze di morte. La caccia al pensiero critico, l’eliminazione della non conformità ai principi coranici – sovente plasmati dagli integralisti su interessi economici e politici – non è rivolta solo contro giornalisti e opinionisti occidentali ma anche contro intellettuali musulmani.
Nei paesi islamici chi ha espresso, ed esprime, un pensiero non allineato alla lettura convenzionale dei testi sacri, ha avanzato, e avanza, proposte interpretative diverse è stato, ed è, pubblicamente accusato, costretto all’esilio, arrestato, ucciso; i suoi testi ritirati e bruciati.
Le vittime non sono poche; nomi non sempre noti al grande pubblico, meglio non diffondere, meglio fare cadere nell’oblio.

Oltre al caso di Salman Rushdie e i suoi Versetti Satanici, che tutti conoscono, esistono altre testimonianze importanti.
Si può risalire agli inizi del secolo scorso con Ali Abd al-Raziq , al suo libro Islam e fondamenti del potere (1925) in cui, sorretto da consistenti argomentazioni storiche, sostiene la tesi secondo la quale il califfato non affonda le sue radici nell’Islam, che il “Profeta Maometto non era un re e non aveva imposto alcun modello politico per i musulmani”. Oggetto di un ricorso in tribunale, primo caso nel mondo arabo, il testo fu ritirato dalle librerie, l’autore non poté più esercitare la sua professione di giudice, gli fu tolto anche il titolo di dottore in Legge. Fu completamente isolato e morì dimenticato.

Altri esempi:
Mahmoud Mohamed Taha, chiamato da alcuni il Gandhi sudanese, la cui sorte fu davvero tragica. Accusato di reato d’opinione, fu impiccato in una prigione di Khartoum il 18 gennaio 1985 dal regime musulmano radicale. Il suo crimine? Avere teorizzato “una nuova sharia equivalente alla Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo”, affermato il principio della non violenza e definito le sure coraniche medinesi come l‘elaborazione di un pensiero statico, da superare quindi seguendo l’evoluzione della storia.
Faraj Fouda, giornalista e scrittore egiziano la cui colpa fu quella di avere sostenuto il valore della laicità, nelle sue dichiarazioni e nei suoi libri particolarmente in La verità nascosta. L’idea di uno stato islamico è per lui un’utopia nella migliore delle ipotesi, nelle peggiori un inganno. Fu ucciso nel 1992 da affiliati al gruppo integralista Al Jamaâ al Islamya e, ironia della sorte, il suo assassino dichiarò di non avere mai letto nemmeno una sola riga dei suoi scritti.

L’elenco sarebbe molto lungo.
Voglio citare una donna Nawal el Saadawi, tuttora vivente, che si è dedicata al problema della condizione femminile nel mondo islamico, considerata persona pericolosa e più volte minacciata di morte dai fondamentalisti.
Questa intervista è davvero significativa.

Esistono quindi, da sempre, menti illuminate nel mondo islamico, fermenti di un pensiero libero da usare come risorsa, punto di riferimento, trampolino di lancio per una “Resistenza musulmana” contro il totalitarismo jihadista per unirsi e tentare di vincere le spinte intransigenti e integraliste.
Noi occidentali ce l’abbiamo fatta contro il nazifascismo e il comunismo, sappiamo come.
Anche la parte sana del popolo musulmano potrebbe riuscirci affrontando di petto i problemi al suo interno.
La primavera araba è stata un debole tentativo, un movimento che mancava della necessaria compattezza e concreta convinzione, un colabrodo in cui le infiltrazioni fondamentaliste si sono fatte strada come una lama nel burro.
Ma possono ripartire da lì.
Un musulmano non è necessariamente un terrorista, uno jihadista è assolutamente e indiscutibilmente un terrorista. Punti fermi da cui non muoversi di un solo millimetro se vogliono uscire dall’oscurantismo in cui sono avvolti.

E noi? Stiamo a guardare? Noi occidentali, osservatori speciali?
Sarebbe un comportamento politicamente serio, e qui forse qualcuno si stupirà.
Potremmo mobilitarci solo a gentile richiesta, stare al loro fianco da sostenitori rifiutando il ruolo di protagonisti in una lotta che non è nostra.
Certo, ciò significa, e lo ripeto, essere politicamente seri: non vendere più armi ai terroristi, non comprare più petrolio (si sa che l’Isis, ricchissimo, ne fa un commercio illegale contattando intermediari che lo vendono alle compagnie petrolifere), non appoggiare più stati arabi o il dittatore di turno e usarli come basi, non sostenere più guerre locali che non ci riguardano.
Non è indifferenza, è difesa legittima della nostra identità.
L’operazione “Resistenza musulmana” non può prescindere dall’onestà del mondo occidentale, esattamente da quei valori proclamati e urlati domenica per le strade e piazze di Parigi.
Ci crediamo o ne facciamo solo degli slogan da sbandierare a ogni assalto terroristico?
Fermo restando il nostro diritto a difenderci se attaccati, mi chiedo se noi occidentali vogliamo davvero vivere in una guerra santa infinita, in una rivisitazione moderna delle Crociate.

Questa è la mia personale visione del mondo e mi permetto di affermare che chi ha la “consapevolezza che una sola è la risposta alla forza intimidatrice dell’Islam califfale e politico: una violenza politica, militare, tecnologica, civile incomparabilmente superiore” (Giuliano Ferrara, Il Foglio 7 gennaio 2015) o sostiene che “con i terroristi l’unica difesa è attaccare per primi” (Maurizio Belpietro, Libero 13 gennaio 2015) o non ha capito molto o è in malafede o non vuole perdere i benefíci economici e politici di un perenne scontro di civiltà, questa volta in accordo, suo malgrado, con la parte avversa.

Ma il mondo musulmano illuminato deve darsi una mossa.
Quando sentirò un Imam denunciare ufficialmente uno jihadista secondo le procedure giuridiche del paese che lo ospita e non limitarsi solo a formali distinguo, allora per me saremo sulla buona strada o, almeno, all’inizio di un cammino costruttivo.

44 thoughts on “Il mondo che vorrei

  1. Non so se cambia qualcosa per il prossimo fututo… L’essere umano in generale ragione sempre con prima IO poi nessuno.. La religione era e sarà sempre un motivo di littigare, perche ognuno pensa la sua religione sia quella giusto… Io non credo che se c’è un DIO lo apprezzerà il nostro comportamento attraverso le nostri comportamenti religiosi… Dio e un essere invisibile si fdice un spirito e penso adoralo si deve fare con lo spirito nel silenzio… ma sopratutto compoertarsi civilmente vero tutto e tutti… finche raggioniamo IO e poi nessuno… non sarà mai una vera unione fra noi essere umani.. la vera unioni si mostra con il rispetto… inutile se andiamo in milioni in strada e dopo due giorni puntiamo già il dito verso il nostro prossimo… io penso cosi

    • Hai ragione Rebecca. È una questione di coerenza. Come ho scritto nel post non serve scendere in piazza e scandire slogan se in seguito non si concretizza in azioni ciò che si dice a parole.
      Tolleranza e rispetto sono valori per me imprescindibili; tuttavia non possono essere comportamenti unilaterali per essere efficaci. Un punto d’incontro è necessario sia nella vita di tutti i giorni sia nelle grandi questioni come questa.
      Primula

  2. Post interessante che mi ha stimolato molte riflessioni. Difficile individuare la strada. Credo peró che il problema stia tutto nel fatto che le sorti di questo nostro pianeta siano nelle mani di pochi che stanno a dieta mentre la maggior parte muore di fame. La religione è oppio per non sentirne i crampi. Se si volesse risolvere davvero bisognerebbe partire, secondo me, da qui.

    • Non penso che la religione sia la causa profonda di contrasti. Sinceramente non credo lo fosse nemmeno all’epoca delle Crociate. La religione è stata ed è un pretesto; i veri motivi erano e sono altri: l’egemonia, la conquista di territori e ricchezze allora come oggi. Cambiano solo le dinamiche e i mezzi a disposizione.
      Dal mio punto di vista servirebbe ripartire da una corretta gestione politica del mondo, ristabilendo equilibri, eliminando la smania di esportare democrazie o imporre concetti teocratici. Mi rendo conto che il problema è di un’assoluta complessità: troppi gli interessi in gioco.
      Primula

  3. Personalmente non credo che il problema sia l’islamismo, dire questo è solo un voler generalizzare e ghettizzare ingiustamente una religione, non tutti gli islamici sono terroristi e criminali, ma solo una minoranza che però con le sue stragi e i suoi gesti eclatanti è sempre alla ribalta dei media. Sarebbe bene ricordare quando nel passato, anche in nome del cristianesimo furono seguite vere e proprie stragi e ammazzata gente innocente. Il problema non è questa o quella religione, il problema è l’integralismo o estremismo, come vogliamo chiamarlo, che in nome di una religione giustifica i suoi atti criminali e le sue stragi. Nessuna religione ha come sua base fondamentale l’uccisione e le stragi indiscriminate! Quelli arruolati nell’Isis, o chiunque si macchi di stragi di qualsiasi tipo è solo un criminale e un terrorista che prende come alibi questa o quella religione. Questo è solo il mio pensiero naturalmente, buona giornata.

    Date: Tue, 13 Jan 2015 21:16:15 +0000 To: silvia-1959@live.it

    • Infatti Sivia! Non ho sostenuto che il problema sia l’islamismo in sé; anzi, e ne sono davvero convinta, la soluzione, il cui processo sarà lentissimo, può SOLO nascere a mio avviso all’interno del mondo musulmano sfruttando quelle risorse umane e intellettuali che esistono.
      Conosco parecchi musulmani, ma non gli “occidentalizzati” o residenti da noi, musulmani in terra islamica con cui ho contatti di lavoro o altro. Loro stessi sono molto critici, tuttavia – e glielo ripeto spesso – non possono limitarsi solo alle parole, servono fatti in assenza dei quali i poteri forti integralisti ma anche quelli occidentali continueranno a spartirsi la torta fingendo di farsi la guerra a spese di “onesti cristiani” e “onesti musulmani”.
      Spero di avere chiarito meglio il mio pensiero.
      Grazie Silvia e buona giornata.
      Primula

  4. Non conosco quasi nessuno dei nomi che hai citato, essendo stata per buona parte della mai vita una persona che ha letto poco di questi argomenti, dal momento che mi occupavo di tutt’altro e leggevo tutt’altro.Pur essendo a conoscenza di guerre intestine o cosiddette “sante”.La religione cristiana è stata la prima che ha combattuto le crociate in nome di Dio, dicendo evidenti bugie. Dio, o Gesù o il Signore che per me sono la stessa persona non insegnava ad uccidere nel suo nome, ma a diventare tutti fratelli e a tollerare. Ai giorni nostri per forza di cose e a furia di leggere ed ascoltare di questi attentati sono divenuta più consapevole ed un poco più informata di nomi e situazioni. Confesso che Charlie Ebdo non sapevo nemmeno chi o cosa fosse prima del 7 gennaio: sfido altri che mi dicano che lo conoscevano tutti! Mi pare di capire che sia un giornale satirico, di nicchia si potrebbe dire e a non tutti interessa la satira. Io per prima non sopporto le vignette, non sopporto la satira e le prese per i fondelli sotto nessuna forma, nemmeno di matita e foglio. Idea ovviamente personale e da rispettare. Certo è che se uno mette il ditino sulla stufa calda, prima o poi si brucia, stavolta la bruciatura è stata troppo dolorosa ed irreparabile. Chi va al mulino s’infarina, con questo i martiri del giornale facevano il lavoro nel quale credevano e hanno continuato a farlo sino a moririne. Ne vale la pena? Alto punto che affronti nel tuo interessante post: E noi occidentali stiamo a guardare?Per ora direi che ce la facciamo sotto e non sappiamo ancora che cappello metterci. Quando (e sono certa che succederà tra non molto!) arriveranno in Italia, si da per scontato Roma ed il Papa, ma potrebbe essere anche il supermercato della tua città o la TAV della mia (Reggio Emilia) e metteranno bombe o cominceranno a sparare sui passanti allora forse qualcuno alzerà la testa e dirà”Mo toh! Ma guarda un pò! Ma pensa ,non credevamo arrivassero sin qui! Ora sono anche da noi, che facciamo?”. Allora saranno cavoli amari, ma partire alle crociate anzitempo, allearci con l’unica potenza mondiale e partire all’arrembaggio? fare leggi scritte e chiare? Facciamo in tempo a morire tu ed io! Ti dirò Primula, sono molto in confusione, credo lo siano tutti gli esseri viventi e c’è un grosso problema nel quale siamo tutti coinvolti:loro sono pochi, un pugno ma con tanti tanti soldi e tutti uniti in un ideale d’acciaio, pronti a tutto pur di portarlo avanti. Tutti coesi, dai bambini (purtroppo costretti!!) agli anziani, loro sono tutti per uno e uno per tutti. Il resto del mondo no. Alla fine di quel bel corteo nel quale Merkel & co. camminavano a braccetto, tutti di nero vestiti, che cosa ne emergerà? Che decisioni prenderanno tutti uniti e avvinghiati in nome della libertà di esistere? Se non rimango uccisa prima in un qualche attentato vderò come te e come tutti, quali saranno le decisioni a livello mondiale che verranno prese. A meno che, non se ne stiano al balcone a guardare il prossimi vicino evento. Buon lavoro! Fabiana Schianchi.

    • Ciao Fabiana.
      Non credo che Charlie Hebdo lo conoscessero in molti prima dei fatti recenti. È un settimanale che circola in Francia da anni, noto là e poco altrove almeno presso il grande pubblico. Comunque ora tutti sanno che la rivista esiste e conosceranno anche Le Canard Enchaîné di cui si inizia a parlare (pare sia stato minacciato in questi giorni).
      In Francia oggi, giorno di uscita, le copie sono già esaurite e compare in allegato al Fatto Quotidiano. Tutto questo mi lascia perplessa.
      Contrariamente a te io amo la satira, ma capisco sia una questione di gusto e di orientamenti. In Francia la satira ha una storia letteraria davvero importante; ovviamente è un genere che legittimamente può non piacere.
      Comunque ritengo che continuare la nostra vita serenamente sia ciò che dobbiamo fare. Anzi, desidererei un po’ di silenzio mediatico sulla questione, meno analisi che poi, a conti fatti, rimangono solo parole.
      Grazie Fabiana e buon lavoro anche a te.
      Primula

  5. Cara Primula é difficile lasciare un commento al tuo blog, c’é già tutto, lucidamente e intelligentemente analizzato, non c’é davvero altro da aggiungere se non che, personalmente, concordo su ogni parola che scrivi.

    Sono diventata “accro” ad una serie Americana che si intitola Homeland, sono alla 4 serie che si svolge in Pakistan (in realtà penso sia girata in Israele) pur restando una fiction é molto esplicita sui rapporti dell’Occidente (in questo caso degli Stati Uniti) con i paesi musulmani. Consiglio a tutti di guardarla, se si va oltre alle immagini, all’azione si evince chiaramente che l’Occidente é in parte responsabile, per interessi soprattutto economici e di strategia geo-politica, dell’esacerbarsi di alcune situazioni. Non di tutte, come giustamente sottolinei di fronte alle bambine fatte esplodere nei mercati o delle centinaia di ragazze rapite, l’Occidente non deve e non puo’ portare la croce, in questo caso é dall’interno che devono risolvere, l’Occidente puo’ e deve denunciare i fatti, ma intervenire direttamente significherebbe rischiare di far esplodere una vera guerra. A meno che i governi stessi chiedano aiuto, come mi pare sia successo con il Mali. Ma tutto questo é talmente complesso che mi fa spaventa persino cercare di parlarne, quindi preferisco concentrarmi sul “piccolo pensiero”, forse ingenuo, dell’iniziare a cambiare il nostro sguardo e cercare di far crescere delle nuove generazioni con valori sani che si basano sull’accettazione della “diversità”, sull’apertura verso cio’ che c’é di positivo in altre culture. Sembra scontato, ma purtroppo non lo é.

    • La questione è davvero complessa, la situazione pure.
      Sulle responsabilità dell’Occidente sfondi con me una porta spalancata, ma ogni volta che lo dico o scrivo a qualcuno sembra che giustifichi il terrorismo o l’integralismo. Affatto! Penso, non solo io in verità, che ci siano collusioni e che in Francia, ad esempio (ma lo puoi dire meglio tu che sei lì anche ora) si sono allevati la serpe in seno. Non parliamo degli Usa … E che dire dell’Inghilterra? Ma ancora una volta questo non è motivo di giustificazione per terroristi assassini.
      Anche in Nigeria la questione è politica, la religione non c’entra proprio nulla. In febbraio ci saranno le elezioni presidenziali e mi piacerebbe scoprire chi sostiene chi, chi è al soldo di chi.
      Comunque hai ragione. Iniziamo da noi, dalla famiglia, dalla scuola, ognuno nel proprio ambito con azioni culturalmente corrette. Onestà chiama onestà e non può che propagarsi. Idealista? Forse, ma è davvero il mondo che vorrei.
      Un abbraccio
      Primula

  6. Come hai scritto più di una volta anche tu, l’argomento è complesso.
    Pur condividendo molte delle tue parole e molti commenti, penso che le religioni non vadano escluse dall’equazione totale. Certo, gli interessi economici e politici prevalgono sulle motivazioni ideologiche – non parlo dei meri esecutori, mi sto sforzando di analizzare i livelli superiori e decisionali – ma a pensarci bene nemmeno la globalizzazione non può rientrare nelle spiegazioni sulle dinamiche di forza. Questo perché quello che sta succedendo ora nel mondo mussulmano è successo in modalità quasi identiche nel mondo cristiano delle crociate, così come la “caccia al pensiero critico” ha ammantato d’oscurantismo i secoli dell’alto e basso medioevo, con motivazioni diverse tra loro. Leggendoti mi è venuto in mente il periodo delle inquisizioni (papali, spagnola e portoghese) e successivamente il movimento radical-protestante in Nord America dei primi successori dei padri pellegrini (volevo controllare la fonte, ma mi son ricordato che l’argomento è trattato nel libro di Voegelin che ti ho prestato, “La nuova scienza politica”. So che hai avuto poco tempo, ma letto questo tuo post ti ri-consiglio la lettura – tra l’altro, non so nell’originale, ma la traduzione scorre via bene). Quindi potrei riassumere con un “nulla di nuovo”, perché se c’è una cosa che ha dimostrato l’uomo è quella di non imparare nulla da certi suoi errori (conosci la mia visione negativa: vedo anche le cose belle, ma continuo a pensare alla nostra natura parassita…) e il mio non vuole essere nemmeno un pensiero qualitativo alla “noi siamo meglio di loro”, oppure “loro sono più indietro di noi”, perché per esempio nel tardo medioevo le conoscenze macro-regionali (penso alla matematica, all’astronomia, alla medicina e a molte altre scienze) vedevano un grandissimo divario a favore del mondo mussulmano!
    L’occidente è riuscito a progredire solo grazie alla condivisione delle conoscenze da parte di illuminati mussulmani. Ma la Storia, si sa, troppe volte resta sulla carta…
    La soluzione che proponi non è per nulla stupida o semplicistica, anzi! Ma da bravo cinico-pragmatista la vedo un po’ come Fabiana: siamo capaci di visualizzare splendide utopie, ma alla fine ci lasciamo trascinare da dinamiche d’interesse che nemmeno capiamo, e restiamo a guardare senza ribellarci noi per primi a questo stato di cose – come la vendita di armi, ad esempio.
    Sinceramente ho provato un po’ di schifo nel guardare la foto dei potenti a braccetto, molti dei quali sono loro stessi responsabili di stragi o, nel migliore dei casi, di aver fomentato l’odio reciproco attraverso propri comportamenti. Quel mondo di spintoni per farsi vedere davanti a tutti, quel mondo di giornali ultra-ortodossi (e per rispetto non scrivo di quale religione, perché l’ultra-ortodossia esiste in tutte) che cancellano le donne dalle foto per non urtare i sentimenti dei propri lettori (assurdo se si pensa al soggetto fotografato), e quel mondo di giornalisti che enfatizza un bambino-killer piuttosto che un altro perché al momento fa più notizia, beh, quello è un mondo che non mi appartiene, e di cui non vorrei farne parte…
    Uhm, forse sono andato un po’ fuori tema, ma ci sarebbero così tante cose da valutare che è quasi impossibile per me vedere un punto fisso. Di sicuro so solo che non la penso come Ferrara e Belpietro!!!
    Un abbraccio, sognando un mondo in cui ci si abbracci di più…

    • Caro Cris,
      non sei per nulla uscito dal tema e comunque è una preoccupazione che non avrei a prescindere. “Tout se tient”, direbbero i francesi, tutto ciò che hai scritto è organico e coerente rispetto al problema in questione.
      Che dire? Conosci la mia tendenza a idealizzare, e io conosco il tuo pessimismo. Tuttavia il “mondo che vorrei” ipotizzato nel post si basa anche, se non soprattutto, sulle conversazioni che ho avuto e ho proprio con i musulmani “illuminati” e sulle conoscenze indirette tramite Aldo che vive giorni e giorni sai bene dove. Lavorare a stretto contatto con le persone, conoscerle nella vita quitidiana è il modo migliore per metterle veramente a fuoco. Ripeto comunque che non basta dissociarsi a parole, servono i fatti. E ripeto ancora che la liberazione del mondo musulmano dipende solo da loro, ne sono profondamente convinta.
      A proposito, oggi sul Corriere compare questa intervista a Padre Pizzaballa, manco ci fossimo in qualche modo messi d’accordo!
      http://www.zeroviolenza.it/rassegna/pdfs/15Jan2015/15Jan2015b66236f2d6500207be5b8e1f41fd3a3c.pdf?utm_content=buffer448ac&utm_medium=social&utm_source=twitter.com&utm_campaign=buffer
      Un modo in cui ci si abbracci di più? Come dire di no?
      Bisous a profusione!
      Primula

  7. Scava, scava, in fondo trovi sempre i soldi: anche secondo me la religione è solo uno strumento, come l’ignoranza; tenere le masse non istruite-educate e dar loro un Dio da temere e da obbedire ciecamente, è il modo migliore per ottenere e mantenere il potere. In fondo trovi sempre i soldi.
    E l’Occidente ha fatto e fa la sua parte, per quanto riguarda il potere, i soldi.
    Non so che cosa succederà, e ho paura di non saperlo.
    Non so se e quando si riuscirà a far aumentare i numeri delle persone che hanno accesso all’istruzione-educazione, ma credo che sia quello un buon punto di partenza. Leggere, scrivere, ascoltare, domandare: piano piano la consapevolezza viene a galla e i fanatici di tutti i colori diminuiranno e chi li manipola per il potere non avrà più gioco.
    Un abbraccio, carissima!

    • Eh, sì. Amara costatazione ma verisima, mi riferisco alle tue considerazioni sul “dio denaro”.
      Come te non ho soluzioni certe in tasca, e chi ne ha o finge di averne beato lui/lei; ho solo tentato d’ipotizzare una relazione politico-umana secondo la mia sensibilità, il “mondo che vorrei” in cui ognuno debba assumersi la propria responsabilità e risolvere i propri problemi senza ingerenze esterne, di cui poi ti chiederanno sempre il conto.
      La cultura? Senza quella non andiamo da nessuna parte; temo tuttavia, e qui sono davvero pessimista, che serva molto molto moltissimo tempo. E nello scriverlo sto pensando anche alla situazione di “casa nostra”.
      Buon pomeriggio carissima! 🙂
      Primula

  8. Buongiorno e buona domenica cara Primula!
    Scusami per la mia assenza temporanea dal blog, ma alcuni piccoli problemi non mi hanno consentito di seguire con l’assiduità di sempre i tuoi post.
    Oggi mi rimetterò in pari con la lettura, un caro abbraccio e a presto!

  9. Cara Primula, eccellente scritto e pensiero
    L’ emotività di questi giorni ha lasciato scorrere fiumi di parole pro e contro questo, quello o altro. Chi ammazza è semplicemente in primis un assassino
    La religione non solo è l’ oppio del popolo ( C, Marx) ma controlla poteri e popoli
    Le religioni scatenano guerre e odio in nome di Qualcuno o Qualcosa che nessuno hai mai visto o conosciuto.
    Un grande abbraccio
    Mistral

    • Grazie del tuo apprezzamento Mistral.
      Come sai, da credente non penso che la religione sia “un oppio”, ovviamente rispetto chi ha un’idea diversa dalla mia. Ritengo piuttosto che in tante epoche della Storia, e oggi, gli uomini non l’abbiano rispettata e che l’abbiano usata opportunisticamente come movente pretestuoso per scopi ignobili.
      Un bacione :-*
      Primula

  10. molto bello il tuo post, documentato e sentito, preciso ed emotivo ma forse un po’ staccato dalla realtà, è un mio pensiero.

    Noi non possiamo aspettarci che un Imam condanni con fermezza e clamore l’integralismo islamico, non possiamo neanche pretenderlo visto che, non dimentichiamolo, abbiamo in parlamento un nutrito drappello di onorevoli che ancora oggi considerano i brigatisti sanguinari “compagni che hanno sbagliato”. Infatti sono quasi tutti liberi e ben inseriti negli vari apparati controllati dal partito.

    sai come la penso, quando la realtà è evidente occorre evitare di compiere giretti sul tappeto volante della filosofia e della sociologia, fra pochi anni oltre un miliardo di arabi saranno costretti alla fame dalle energie alternative e dal progressivo calo di sfruttamento del petrolio. Non hanno investito la loro immensa ricchezza in tecnologia, progresso, civilizzazione, evoluzione sociale, non sono stati previdenti convinti che l’oro nero durasse in eterno. Se vogliono garantirsi un futuro devono guardare verso altri territori., neanche a dirlo l’occidente.

    in Europa vivono oltre 30milioni di mussulmani, ovviamente in prevalenza apparentemente tranquilli ma senza alcuna intenzione di integrarsi, neanche dopo generazioni, tutt’altro, il loro intento è colonizzarci sfruttando le falle clamorose dello stato di diritto e l’imperante ipocrisia. Hanno preteso la rimozione dei crocifissi, l’eliminazione dei presepi, il cambio di menù nelle mense scolastiche e aziendali. Hanno preteso e pretendono sempre nuove moschee, ove non ci sono pregano in strada bloccando il traffico e creando disagi.

    gli effetti del terrore sono comunque a loro favorevoli, è un virus strisciante che condiziona gli amministratori e i politici nostrani, esempio pratico… Pisapia ha promesso ai mussulmani una grandissima moschea in quel di Milano, l’avesse promessa ad un altra religione si sarebbe già tirato indietro, vista la mancanza di fondi, con l’aria che tira dubito si rimangi la parola, lo stesso dicasi per le piccole realtà. Ci stanno colonizzando, è questo il termine giusto per descrivere un popolo che anziché integrarsi impone le proprie esigenze, le proprie regole. In occidente le donne islamiche vivono come fossero nel loro paese, in barba a tutte le conquiste civili e le norme vigenti.

    Impossibile, direi ingenuo, negare l’esistenza di una contrapposizione forte di due universi, il loro contro il nostro, se non ci destiamo dal torpore dell’accoglienza no limits, tra qualche decennio saremo “sottomessi”, invasi, appunto… colonizzati.

    il punto non è pensarla o meno come Ferrara, il punto è che prima di tutto bisognerebbe aprire gli occhi e rendersi conto di cosa stia succedendo, tenerli chiusi in nome di chissà quale paradiso multietnico e religioso significa commettere un grandissimo errore. Sei una donna che ama documentarsi, chiediti perché negli ultimi anni, lo stesso occidente, ha eliminato gli unici Stati Arabi più o meno laici che comunque garantivano una certa sicurezza a noi occidentali. Saddam e Gheddafi erano due dittatori, è vero, però Iraq e Libia erano anche due barriere contro l’integralismo islamico. Perché abbiamo abbattuto due nostre indispensabili protezioni??? per portare civiltà e democrazia??? assolutamente no, i due Stati suddetti sono finiti in mano ai fondamentalisti, altro che libertà e democrazia. Ferrara ha semplicemente capito, come altre menti illuminati, Fallaci in primis, che dietro la bandiera dell’islam si nasconde un preciso disegno, un infame progetto lungimirante, non è un caso se gli Americani intervengono sempre per scaricare sugli Europei ipotetici rischi di invasione. Come dire… sullo scacchiere mondiale il ruolo dei fessi lo interpretiamo noi, anche grazie alla nostra miopia sul fronte immigrazione.

    un abbraccio

    • Ciao Tads!
      Ormai ti leggo da un po’ e conosco il tuo pragmatismo. Ciò che hai scritto è di un’evidenza assoluta, è “storia” e come non dirti “ok, è così”. Sono anch’io perfettamente consapevole che le operazioni Libia e Irak non siano state dettate da scopi umanitari, figurati! E sarebbe pure ora di mettere da parte il concetto di esportazione della democrazia, nessuno dotato di un minimo di cervello la beve più.
      Non sono nemmeno “ispirata” da un sentimento di “accoglienza no limits, come scrivi tu, che è un altro dato di fatto comunque. Io penso al contrario che la politica europea sia inadeguata (e sono gentile), la nostra cieca con l’ex ministro dell’Integrazione Kyenge nullo e un Ministero inutile, tant’è che oggi non esiste più (votare a sinistra non significa non vedere le incapacità). Ma mi pare anche scomparso un abbozzo di linea programmatica.
      L’accoglienza deve essere ragionata; accogliere non significa spalancare le porte a chiunque perché si finisce per non aiutare nessuno. Non accetto tuttavia situazioni assurde, spacciate per legittima difesa, come a Ceuta e a Melilla dove la Guardia Civil massacra individui provenienti dal Marocco ma originari da chissà dove. Sono enclavi spagnole e tuttavia la Spagna se ne chiama fuori, stato dell’UE e già!. Tra il nostro modo di accogliere e quello spagnolo rivendico il diritto a reclamare buon senso e una via equilibrata.
      Mi piacerebbe, caro Tads, che si facesse un passo avanti rispetto all’immobilismo attuale. Mi spiego: giusto e corretto registrare ciò che è di fatto, ma vorrei – è un discorso generale – che si avesse una visione propositiva evitando di fossilizzarci su posizioni statiche e sempre uguali a se stesse. Non lo ritengo un inutile filosofeggiare, è proporre contenuti. Chiaro che un post non cambia il mondo, un trattato di sociologia nemmeno, tuttavia sarebbe bene, secondo me, fare circolare idee anche partendo dalle nostre piccole nicchie – parlo della mia. 😉
      Di questo ho discusso a lungo con musulmani che ho conosciuto per lavoro in paesi islamici. Lì, non qui da noi, ho incontrato davvero “menti illuminate” che elaborano un pensiero critico. Sarà l’ambiente universitario, un certo livello culturale, ne convengo, ma nascono prospettive.
      Perché non partire da lì? Perché non pretendere che lo facciano? E che lo facciamo? Perché una buona volta non lasciare spazio al pensiero e avere il desiderio che il mondo non sia retto solo da logiche economiche e da una politica sbilenca? So già che mi risponderai che viaggio sulle nuvole, sono idealista e lo so perfettamente, ma non possiamo rimanere come siamo e trovo nella circolazione del pensiero l’unica soluzione possibile. Sono molto pessimista a breve termine, ma alla lunga si avranno risultati. I processi storici d’altronde non avvengono dall’oggi al domani, ma occorre pure iniziare prima o poi!
      Tu parli di “colonizzazione”, di pretese che i musulmani hanno avanzato e avanzano tuttora. Lo fanno perché noi gliele concediamo in nome di una bizzarra visione della società multietnica basata su una profonda confusione e sulla mancata affermazione della nostra identità. Noi abbiamo dei valori imprescindibili, atei o credenti che siamo, praticanti o meno. Non averli fatti valere in modo civile è secondo me la causa di ciò che stiamo vivendo. Non alludo a jihad o casi eclatanti, ma alla vita quotidiana. Abbiamo fatto delle concessioni motivati da un’idea sbagliata d’integrazione che non implica affatto l’annullamento delle peculiarità. Approfittarne è stato ed è immediato, la nostra civiltà appare molle. Questo è quanto i miei amici musulmani, là da loro, mi dicono; vorrebbero, loro, una maggiore fermezza, desidererebbero un interlocutore non un nemico. In questo pasticcio generale, il nostro “Occidente sbagliato” e il loro “Islam sbagliato” non possono che scontrarsi. E non è questo il mondo che vorrei …
      E dopo questo secondo post 😀 un mega abbraccio anche per la pazienza che hai a leggere la mia logorrea. 😀
      Primula

      • non penso assolutamente che tu compia voli tra le nuvole, tra l’altro come cittadina ne avresti tutto il diritto, un diritto che nego fermamente a coloro che hanno potere decisionale o l’obbligo di affrontare e risolvere i problemi reali.

        la tua formula, che è anche la mia, è razionalità allo stato puro, certe problematiche si possono e si devono risolvere solo sullo scacchiere mondiale, non allargando le maglie e spalancando porte in nome di ipocriti valori. Come dire… in nome della accoglienza qualcuno ha deciso che si debba vivere tutti nel disagio.

        sottoscrivo un altro tuo passaggio, il mondo arabo vorrebbe un interlocutore forte, deciso, coriaceo ma onesto, giusto, affidabile, se noi ci proponiamo come fessi autolesionisti e miopi li esortiamo, di fatto, a colonizzarci.

        il concetto è elementare, se vuoi vivere qui rispetti le NOSTRE regole, in cambio ti verranno dati diritti, servizi e assistenza come a tutti gli altri cittadini. Se pretendi di modificare o addirittura cancellare tradizioni e costumi millenari… te ne torni a casa tua seduta stante. Questo avremmo, avrebbero dovuto farlo prima, adesso ogni intervento riparatore verrebbe vissuto e additato come espressione di razzismo

        personalmente credo tutto faccia parte di un disegno preciso di natura economica, gli immigrati hanno abbassato il costo della mano d’opera, combinazione l’obiettivo primario della EU. Tagliare privilegi, diritti e costi del lavoro per reggere la concorrenza col BRICS. da questo punto di vista la immigrazione selvaggia appiattisce a loro vantaggio, la guerra tra poveri ha sempre favorito i ricchi e i potenti. Nessuno affronta mai due argomenti chiave, l’immensa quantità di denaro che ogni mese parte dall’europa spedita dagli immigrati alle loro famiglie, cosa giusta ma che comunque è fuori controllo, le regolucce esistenti sono facilmente aggirabili. La seconda è che anche uno studentello di economia si domanda perchè volere a tutti costi mantenere un euro forte quando ci salverebbe un euro più debole, almeno allineato al dollaro ma qui vado fuori tema.

        il mondo arabo testa le stupide logiche europee guardando la Grecia, un intero popolo ridotto alla fame da una troica inclemente, a tratti sadica, un Paese di fatto commissariato, annichilimento di una sovranità popolare, facile programmare invasioni in simili contesti. Appro… l’illegalità cinese ha succhiato punti di PIL a tutto il continente, nessuno si occupa di loro, non riempiono le cronache e non fanno casino, solo un dato, i cinesi in Italia hanno bruciato oltre 270.000 posti di lavoro facendo chiudere, per concorrenza sleale, tutti i fassonisti.

        un sincero abbraccio

        • Non ripeto concetti già detti e su cui siamo d’accordo.
          L’euro forte? Non sono affatto esperta di economia ma credo sia un favore agli USA. E della Cina non si discute perché non usa armi, è silente. Esiste tuttavia una guerra che miete altrettante vittime senza spargere sangue.
          Argomenti, questi tuoi, che non escono dal tema, semmai lo allargano. Grazie. 🙂
          Primula

    • Ma ti perdono tutto Tads! 😉 A parte che non ho visto alcun refuso, e se anche fosse è il contenuto che conta e di quello ti ringrazio sempre; forse la tastiera si sta ribellando al sovraccarico di lavoro! 😀
      Comunque consolati, io con il pc fisso sono ritornata al caro e vecchio cavo, anche per il mouse.
      Secondo affettuoso abbraccio 🙂
      Primula

      • Piccola aggiunta a proposito di refusi. Devo decidermi prima o poi a controllare la grafia della parola “musulmano”. Continuo imperterrita a scriverlo con una sola -s. Tu e altri ne usate due. Credo che il mio sia un retaggio del francese.
        Ora controllerò, non l’ho fatto prima perché avrei dovuto correggere altrimenti il post e tutti i commenti :O Non sia mai! 😀 😀

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