#Ioleggoperché

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Giorni fa, ho postato questa citazione sul wall di #ioleggoperché , iniziativa che da mesi coinvolge sul web e i Social numerosi lettori in vista di oggi 23 Aprile, Giornata Mondiale del Libro.
Per l’occasione Samuele Bersani e Pacifico hanno composto una canzone Le storie che non conosci, diventata la colonna sonora di un progetto che ha davvero raggiunto un numero importante di adesioni.

Ho personalmente constatato la partecipazione entusiastica su Twitter anche con un certo stupore e un senso di piacevole sorpresa a fronte di statistiche non certo lusinghiere relativamente alla lettura.
E, a conclusione di un’esperienza gratificante di condivisione, qualche riflessione sul rapporto tra il libro e me: il mio #ioleggoperché.

Non cerco informazioni in un romanzo, tanto meno in una poesia – in cui si manifesta una tensione interiore che il poeta ha vissuto forse solo per qualche istante – e nei libri in genere, a meno che non scelga un trattato di Storia o un saggio di critica letteraria. Ma in questo caso si tratta di studio e non di lettura e, personalmente, li distinguo in modo netto.

Il libro è come una lanterna magica che non si ferma? cantano alternativamente Pacifico e Samuele Bersani. Leggiamo per conoscerci meglio? Per ritrovare in quelle pagine che sfogliamo – o sullo schermo di un tablet – una parte di noi, una conferma di ciò che siamo, la scoperta di angoli ancora inesplorati della nostra mente e della nostra anima? Le parole scritte illuminano ciò che in noi è ancora in ombra?

“Quando legge, ogni lettore è lettore di se stesso. L’opera dello scrittore è solo una lente che egli offre al lettore per permettergli di capire ciò che, senza quel libro, non avrebbe mai intuito di sé.” (Proust, Il tempo Ritrovato, Alla Ricerca del Tempo Perduto)

Per alcuni artisti, certi incontri si sono rivelati fondamentali per la loro vocazione: quello reale tra Svevo e Joyce, ma anche Baudelaire lettore di E. A. Poe, come Mallarmé di Baudelaire, Montale lettore e traduttore di T. S. Eliot…. l’elenco sarebbe lungo.
Che Proust abbia ragione? Io trovo il tempo per leggere con lo scopo di conoscere ciò che ancora non so di me attraverso altre vite? È una storia in cui tu ti specchi, come cantano ancora Samuele Bersani e Pacifico, che mi coinvolge emotivamente e vivo come se fosse mia o addirittura rivivo perché ha sfumature e contorni già noti?

Risponderei di sì a entrambe.
La lettura è un rapporto a due, intimo, ed è naturale sorridere, ridere, piangere, arrabbiarsi secondo le diverse sensibilità.
Il mio #ioleggoperché è tuttavia soprattutto una scoperta di sé che non significa, per me, sposare necessariamente la tesi del libro o sentirmi positivamente coinvolta nella storia raccontata.
La conoscenza di chi sono, di che cosa voglio si verifica anche attraverso la non condivisione dei contenuti che sto leggendo; anche, se non soprattutto: l’eccessivo coinvolgimento non richiede sforzo alcuno. Dov’è l’utilità?
Una sorta di distacco apre invece nuovi orizzonti o rende più solide le mie convinzioni. Il mi piace o non mi piace, quindi un giudizio su base esclusivamente emotiva, non è secondo me un valido criterio di valutazione per un testo.
Non lo è nemmeno nella vita.

Il libro non è solo uno strumento di analisi personale; è un’occasione per formarsi, per costruire la propria interiorità. In caso contrario, io lettore rischio di vedere nelle pagine scritte solo un riflesso di sentimenti già noti, di emozioni già vissute.
Perché Emma Bovary ¹ legge i romanzi di W. Scott e romantici in genere? Erano di moda all’epoca, e questa è una spiegazione; ma Emma li divora perché vi ritrova la sua inclinazione per il sogno a occhi aperti, per un mondo di castelli incantati e feste da ballo fiabesche, di cavalieri ed eroi.
Emma sceglie il libro; quanta gratificazione, invece, quando il libro sceglie me! Che relazione dinamica tra chi legge e ciò che è letto, essenziale per la crescita, la formazione, persino trasformazione del proprio io!
E, cantando insieme a Samuele Bersani e Pacifico, “umanizzo” il libro

riscoperto da qualcuno che non ti aspettavi
lo hai fatto uscire da un periodo nero
uscire fuori ancora intero

È raro che io interrompa la lettura di un testo, anche se talora è impegnativa o forse proprio perché lo è. Analogo motivo per cui ho spesso trovato il tempo per rileggere lo stesso romanzo: ogni volta un’occasione per un incontro, se non nuovo, senz’altro rinnovato. Perché le storie che non conosci (ma anche quelle che conosci, aggiungo) non sono mai di seconda mano, mi ricorda la calda voce di Francesco Guccini al termine del brano.

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¹ Gustave Flaubert, Emma Bovary, 1857

18 thoughts on “#Ioleggoperché

  1. Anche questo tuo post potrebbe essere materia di riflessione a scuola; prob. lo stamperò e lo darò ai miei ragazzi come spunto di riflessione, stamattina, mentre interrogo di letteratura. Perchè ormai trovo molti più spunti di lavoro qui, sul web, che nei libri e nei giornali ufficiali? Perchè leggo più volentieri qui? Anche su questo occorrerebbe riflettere…. Buona giornata, Primula!

    • Ma mi fa solo piacere!
      Un saluto particolare ai tuoi ragazzi! E grazie infinite a te! 🙂
      Primula
      p.s. sul discorso giornali ufficiali e libri di testo dovremmo aprire un lungo dibattito, ahimé …

  2. Stampato! Stamattina avranno di che riflettere! Mi sembra un bel modo per festeggiare l’evento. Ti ho citata sulla fotocopia con “dal blog di MaBoheme, word press” in mancanza d’altro. Come facciamo poi con i diritti d’autore? Posso soltanto offrirti un caffè o un the virtuali …:)

  3. Post a parte trovo che l’idea di nuvolesparsetraledita sia splendida e leggendoti da un po’ non posso che appoggiarla!

    Su #ioleggoperchè lo sai che io invece non ho avuto il “coraggio” di partecipare? Non so… ma dire che io leggo come un neonato si nutre cercando il seno della madre è in sostanza non saperlo! Ancora non sono matura per dare consapevoli motivazioni ed è questa la pura e semplice verità 😉
    Un bacio Primula

    • Hai ragione Mita. Torno prof in modo indiretto! Bello bello 🙂
      Scusa, ma guarda che dichiarare di leggere come un neonato significa essere affamati del nuovo; mi sembra un’immagine efficace nonché una motivazione stupenda.
      Un abbraccio grande :*
      Primula

  4. Ecco perché si legge!
    Che poi, non solo libri, ma anche blog come il tuo, per esempio 🙂
    Perché è nella lettura che paradossalmente ci si isola per arrivare nel mondo, ci si chiude per trovare l’infinito!
    Buona giornata, carissima 🙂

  5. Piccola parentesi iniziale: quant’è bella la canzone che hai postato! La musica, ma soprattutto il testo, Poetica con la maiuscola!!!
    E ora ti faccio i complimenti per l’ennesima volta, perché sei una divulgatrice eccezionale! 🙂
    Fortuna che proprio ieri mi dicevi di aver poco tempo, eh? 😀
    Per ora pomeriggio dopo-lavoro completamente dedicato ai tuoi ultimi due post e relativi commenti, perché sono importanti anche quelli!
    Sinceramente, non so come fai… quindi Bravà, con l’accento finale alla francese ehehehe 😉
    Sai che io twitter non lo bazzico e a parte qualche bel blog su internet non mi lascio troppo coinvolgere, quindi non ho alcuna idea del dibattito che raccontavi all’inizio, né sapevo di questa iniziativa; poi conosci pure la mia avversione per le “giornate mondiali di…” perché ne abbiamo già discusso a lungo in un tuo post su quella della Poesia, se non ricordo male.
    Cosa voglio dire con tutta sta manfrina non lo so, alle volte la mia mente fugge da sé stessa, e non ricordo più dove volevo andare 😀
    Va bene, ricominciamo lol
    Anch’io penso che il rapporto tra libro e lettore non sia unidirezionale ma bensì racchiuda uno scambio reciproco: non ricordo chi abbia detto “dimmi cos’hai letto e ti dirò chi sei” ma penso che la si potrebbe tranquillamente capovolgere in “dimmi chi ti ha letto e ti dirò cosa sei diventato”!
    Stavo per non usare il tuo odiato “cosa”, ma trattandosi di un oggetto… 😉
    Per quanto mi riguarda amo i libri, sono sia librofilo che libromane – quest’ultimo più un difetto che un pregio – ma non sono convinto che si possa dicotomizzare (mamma mia che termine: esisterà? Ahahaha) i lettori tra coloro che cercano e coloro che vengono trovati. Io per esempio ho iniziato a leggere tardi – leggere come passione, intendo – alle soglie dei vent’anni, e ho avuto la fortuna iniziale di ricevere consigli dalla mia prof.ssa d’italiano, all’ultimo anno dell’istituto tecnico. Ancora ricordo le litigate che doveva sostenere, gli alunni che le dicevano “io mi sono iscritto qui per imparare la meccanica, non per conoscere Ungaretti!”, per non parlare dei compagni che pensavano che Karl e Marx fossero due persone distinte, o quello (geniale) che da impreparato a una interrogazione è stato capace di dire che “Bastianazzo (Malavoglia n.d.r) era morto assalito dai pirati” 😀
    Lei mi ha fatto conoscere i “miei” amati Russi, ma anche Garcia Marquez, William Blake e Stendhal per dirne alcuni, arrivando persino a regalarmi (a qualche anno di distanza dal diploma) Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta, di Robert M. Pirsig.
    Questi sono quei piccoli gesti che per me valgono ben più di un tesoro: donare un libro è il regalo più bello che si possa fare, perché ci si apre all’altro, regalando un pezzo della propria anima…
    Questo a patto di averlo letto prima quel libro, che ad andare nelle librerie e farsi consigliare non è per niente la stessa cosa 😉
    Vedi? Per essere sicuro del nome dell’autore questo tuo post mi ha fatto riprendere in mano il libro di Pirsig, che non sfogliavo da un po’ di tempo, e mi sono così imbattuto nella dedica della mia prof.ssa: mi tocca ringraziarti un’altra volta ancora!
    Ora direi che può bastare con il papiro, che siamo già a due per oggi, e forse è il caso di far qualcosa inerente a quello che mi hai detto ieri 😉
    Ma occhio: con questo non voglio in alcun modo affermare che il tempo che ho passato qui sia tempo perso. È esattamente il contrario!!!
    E adesso guarda che ti aspetto da me, con un bel papiro sul mio duecentesimo post (‘ste cacchio di notifiche di wordpress… mah) anche perché i miei pochi lettori non ne hanno capito il senso, e per ora nessuno ha scritto due righe due ma messo solo mi piace 😦

    • Oggi mi fai lavorare! 😀 Ho appena finito di rispondere all’altro tuo commento e stavo proprio andando a leggere il tuo sonetto ed eccomi di nuovo qui! Con grande piacere …
      La canzone è davvero bella. Seguo da sempre Samuele Bersani (Giudizi Universali e Replay, ma anche Spaccacuore, Lo Scrutatore non votante sono per me capolavori).
      Cosa aggiungere di nuovo a ciò che hai detto? Direi nulla. Il dono di un libro è un regalo di sé, hai proprio ragione.
      Ahah!! Gli aneddoti della scuola mi fanno sempre morire …Quando insegnavo a volte faticavo a non ridere in classe e spesso si vedeva che trattenevo la risata 😀
      Ora però vado davvero a leggere il tuo sonetto.
      Ci sentiamo da te ma ho già visto che mi hai lasciato un altro commento (ancora!!??) all’altro post. Super lavoro, oggi 😀
      A proposito, mi chiedi come faccio a fare tutto. A volte me lo domando anch’io e ho concluso che sto diventando multitasking come l’iPhone 😀
      Comunque, i post su WP si possono anche programmare, eh! 😉
      Baci&abbracci
      Primula

  6. Ho sentito questa canzone stamattina per la prima volta e mi è piaciuta tantissimo. Anch’io adoro Bersani, i suoi testi e le sue sonorità inusuali e complesse e il finale di Guccini…una chicca.
    Riguardo alla lettura, credo anch’io che leggere sia un rapporto a due, un dialogo oserei dire. Non leggo quanto vorrei, ma per un problema di organizzazione e di concentrazione nel definire le cose da fare: ogni giorno ho ventiquattro ore nuove di zecca e se non so approfittarne al meglio, è solo colpa mia. Ma si può sempre migliorare 🙂
    Buon 25 aprile Primula!

    • Bersani è davvero super …
      Cara Alice, credo che nessuno riesca a leggere quanto vorrebbe, è una condizione comune. Ma secondo le statistiche noi donne siamo in cima alla graduatoria dei lettori forti. Siamo multitasking, noi … 😄
      Buon 25 Aprile anche a te!
      Primula

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