Emozioni

Sanremo 2016: mercoledì 10 febbraio, seconda puntata dell’annuale maratona festivaliera. Di solito, una fisiologica flessione negli ascolti, un momento di stanca e di passaggio. Ebbene, tutto ciò non si è verificato. Non solo la percentuale dello share è stata mantenuta rispetto alla serata precedente – mediamente il 50% circa in entrambe – ma lo spettacolo ha offerto momenti di elevata espressione artistica.
Non mi riferisco a Eros Ramazzotti che si è portato a casa una standing ovation dell’Ariston (permettetemi di esprimere qualche perplessità…) o a Nicole Kidman che, come ho letto oggi su vari giornali, “ha ipnotizzato” il teatro. E vabbè, rispettiamo i gusti… Alludo all’esibizione di Ezio Bosso giustamente osannato dal pubblico in sala, omaggiato da tweet in diretta, post su Facebook, attestati di ammirazione sui social network e i quotidiani anche oggi.
Doverosamente, meritatamente, opportunamente.

Esecuzione fantastica, brano stupendo, un pianoforte i cui tasti sembravano accarezzati da mani che, prima di suonare, faticavano a coordinare i movimenti. Un uomo con la musica dentro. Emozioni intense in platea, loggione e tra chi, a casa comodamente seduto sul divano o poltrona, guardava la tv o distrattamente ascoltava impegnato in altre faccende.

Confesso che tutta questa ammirazione mi ha stupita e persino un po’ insospettita. Nessuno mi fraintenda, ma mi ha istintivamente assalito un dubbio: tutti, ma proprio tutti, avrebbero manifestato una partecipazione emotiva così forte se avesse suonato Bollani, altro grande pianista jazz e compositore contemporaneo? O serve sempre il caso eclatante per capire la bellezza e il valore della musica, dell’arte in genere o di qualunque altra espressione della capacità umana? Abbiamo bisogno ogni volta di guardare al fenomeno, di gridare al miracolo? In altri termini, ci si è commossi di fronte al Bosso malato di SLA che, nonostante l’handicap, suona divinamente o al musicista tout court?

Mi si perdoni un briciolo di polemica che mi sento peraltro di condividere.

Quanti conoscevano Ezio Bosso prima di mercoledì 10 febbraio 2016? Eppure suona da sempre. A 16 anni già girava per le orchestre europee; ventenne, si esibiva nei più famosi teatri del mondo dal Royal Festival Hall di Londra al Sidney Opera House in Australia; oggi tiene corsi in Giappone. Notissimo compositore di musica sinfonica e direttore d’orchestra, è stato anche un componente degli Statuto gruppo pop. Suonava basso e contrabbasso. Ha scritto la colonna sonora del film Io non ho paura (2003) di Gabriele Salvatores. Insomma, un musicista a tutto tondo, un artista completo, da decenni uno dei più grandi compositori contemporanei. E al grande pubblico viene presentato solo ora? Dopo che la malattia lo ha colpito nel 2011? Perché non prima? Ezio Bosso è un talento indipendentemente dalla sua disabilità, non è un musicista diventato purtroppo disabile né un disabile che si è dato alla musica.

Spero di sbagliarmi. La sensazione tuttavia che una latente forma di pietismo, del guarda cosa riesce a fare nonostante tutto, alimentasse il riconoscimento della bellezza artistica l’ho percepita. Sono bastate queste parole di Carlo Conti dopo l’esibizione: “Non solo hai suonato al festival di Sanremo ma hai avuto anche la standing ovation, una standing ovation all’artista ma anche all’uomo”, frase che sintetizza, a mio avviso, un malinteso che spero non sia voluto. La risposta di Bosso, rivolta a tutti, ha mostrato la persona intelligente quale lui è: “Ricordatevi sempre, la musica come la vita si può fare solo in un modo: insieme.” riportando il discorso sui valori.
Per fortuna l’ascolto del suono prodotto da tocchi magici sulla tastiera del pianoforte aveva messo a tacere una sensazione per me non proprio piacevole.

Questa esaltazione corale per Following a bird, giustificatissima e lo sottolineo, non è stata affiancata da altrettanto entusiasmo per Nino Frassica, almeno da quanto ho letto oggi. Apprezzamenti sì, parecchi, ma toni meno infervorati.
Eppure è stato un momento di alta poesia. Frassica, il cabarettista, il comico surreale, ha recitato in musica un testo di Tony Canto, versi che uniscono la tenerezza alla tragicità del nostro oggi e offerti al pubblico da una voce melanconica capace di rendere la serietà del reale.

A mare si gioca

Si possono fare i castelli di sabbia
si può stare sotto l’ombrellone a fare le parole crociate
si può giocare con le racchette e la pallina
si possono fare volare gli aquiloni
e si può scrivere il proprio nome sulla sabbia

A mare si gioca

Si possono fare le gite col canotto
si può prendere un materassino e fare il bagno col bambino
gli puoi mettere i braccioli, la maschera,
e poi quando esce dall’acqua starci insieme,
e giocare con lui, con la paletta e il secchiello
perché a mare si gioca

A mare si gioca

I gabbiani lo sanno,
infatti volano a pelo d’acqua… e urlano
e poi salgono su altissimi… e fanno finta di essere delle nuvole
i pescatori sono loro amici e gli lanciano i pesci
e loro ricambiano, riempiendo di allegria bianca
i quadri, i cieli, le acque e la vita

A mare si gioca
giocano tutti!

Si può giocare al gioco dello scafo
si sale tutti su un gommone
fino a riempirlo all’inverosimile
quando quello che porta il gommone,
che comanda,
dice di buttarsi tutti a mare
ci si butta a mare
è un gioco

Quando io ero giovane lavoravo nella guardia costiera, a Lampedusa
quante cose che ho visto!
una volta mentre giravamo abbiamo visto 366 delfini impigliati nelle reti,
forse per fame, forse perché c’era una guerra sottomarina tra pesci,
noi li abbiamo liberati tutti dalle reti
e li abbiamo visti nuotare velocissimi, saltare fuori dall’acqua e inseguirsi… giocavano!

A mare si gioca
si gioca!

Ci sono bambini che giocano a stare immobili con la faccia in acqua
senza respirare
perché tanto lo sanno
che sta per arrivare la mano forte del papà
che li prenderà e li farà giocare.

A mio avviso, questo spazio avrebbe meritato di più in termini di partecipazione emotiva del pubblico a casa, dei social network e dei media oggi, dell’opinione pubblica insomma. Ma forse Frassica per molti è solo un abile attore, in grado di strapparti la risata e, nell’immaginario, è rimasto ancora il frate Antonino da Scasazza di Quelli della notte.

Per me Sanremo può anche finire qui. I suoi vincitori li ha già avuti.

82 thoughts on “Emozioni

  1. C’è sempre tanta….troppa falsità, soprattutto in quella manifestazione….per questo non la guardo più da anni. La stessa gente che ha fatto finta di commuoversi li in platea è la stessa che quando incontra un uomo in carrozzina per strada fa finta di non vederlo.

    • È stata proprio questa la mia sensazione. L’artista è tale indipendentemente da come appare, per l’uomo vale la stessa cosa. Il pietismo è un atteggiamento che mi infastidisce.
      Io amo la musica, guardo e ascolto tutto ciò che me la offre Sanremo compreso, a tratti. Qualcosa di positivo lo si trova, come ieri sera. Mi riferisco alle due interpretazioni, ovviamente e non alla fiera delle vanità.
      Ciao Silvia.
      Primula

  2. Non conoscevo il maestro Bosso al contrario di Allevi o di Bollani o addirittura del maestro Vessicchio e nulla purtroppo mi leva dalla testa che sia stato un coup de. Teatre mirato il suo’ utilizzo’!
    Mentre nella foto di gruppo dei concorrenti a vario titolo agli Oscar con imbarazzo si sono
    resi conto che non vi era un rappresentante “nero”!
    Ecco serve sempre elargire un piccolo spazio ai disagiati ai diversi per sentirsi. …superiori e buoni.
    Sheraconunabbraccio

      • Ah beh, le teorie del complotto mi fanno ridere, invece il retropensiero è più convincente… specialmente negli ambiti dove è importante l’immagine che si dà di sè…
        Ogni bene anche a te, e buona serata 🙂

        • Mah, anche il retropensiero può essere cervellotico, almeno per me. Certo è che in alcune circostanze si è quasi sollecitati pur non essendo nella nostra natura, come nel mio caso. Però hai ragione, a volte c’è da divertirsi 😉
          Mi era mancato il tuo augurio 😉
          Buona serata a te!
          Primula

  3. Io credo che la sofferenza esalti qualsiasi forma artistica. Non lo conoscevo prima ma credo che acquisire la consapevolezza di avere un tempo determinato (tutti siamo a tempo determinato ma solo a pochi è concesso di capirlo) cambi completamente il sentire. Ecco perché Bosso ha colpito a mio avviso più che Frassica che comunque è stato molto emozionante. Quando Bosso ha iniziato a suonare ho chiuso gli occhi e ho provato qualcosa di fisico… E poi mi sono scaricata il suo album. Non so perché Conti lo abbia scelto. So che sono felice che lo abbia fatto. Oggi conosciamo tutti Bosso e fammi dire ne valeva la pena. Poi ovviamente condivido tutte le tue perplessità sul marketing del dolore… Buona giornata!

    • Concordo Maru che fare conoscere Bosso è stato un bel “regalo” di Sanremo. Ieri parlavo con un amico, amamte della musica, e pure lui non sapeva nulla di questo artista. Come ho scritto in un commento precedente, a me è capitato per caso anni fa di sentirlo facendo zapping su Sky. Non era ancora ammalato ed era strepitoso, proprio come lo è oggi, forse ora con quella delicatezza in più che gli è data dalla malattia.
      Non ho voluto mettere a confronto Bosso e Frassica, due espressioni diverse, ma secondo me ugualmente di alto valore. Ciò che mi ha stupita e lasciato perplessa sono state le reazioni generali del giorno dopo: tutti esperti e innamorati di Bosso, a Frassica qualche articolo di apprezzamento. Da lì è nata la mia riflessione: Frassica è un genio nel suo ambito, un grande artista, ma a lui siamo abituati. Ecco, mi piacerebbe che i casi come Bosso diventassero normalità per provare soddisfazione di fronte a un grande, a prescindere da come appare fisicamente, e non stupore e meraviglia.
      Forse la marea di trasmissioni che speculano sulla sofferenza mi sta influenzando…
      Grazie Maru e buona giornata a te! 🙂
      Primula

  4. La televisione purtroppo cerca sempre l’effetto plateale, punta a colpire quante più persone possibile per fare audience. E non c’è niente di meglio che darle in pasto il dramma del grande uomo colpito dal male terribile. Concordo con i tuoi sospetti, non lo avrebbero invitato se non avesse avuto la SLA. Però comunque vediamo il lato positivo della cosa:
    1) abbiamo conosciuto tutti Bosso, la sua musica, il suo talento
    2) abbiamo contribuito a diffondere la conoscenza di questa malattia tremenda, che ha colpito una persona a me molto cara diversi anni fa e che purtroppo so bene quanto sia subdola e micidiale
    Quanto a Frassica, che dire, io penso che sia un genio, il suo trio di comicità è eccezionale, ma questa poesia è struggente e piena di verità.

    • Mah, forse sarebbe stato invitato lo stesso, chi può dirlo? Comunque sia, ora è noto al grande pubblico, alla fine conta il risultato. Sensilizzare alla SLA? Qui Andrea ho le perplessità più grandi, la ricerca ha bisogno di fondi per questa malattia terribile – ho anch’io un’amica che ne soffre e conosco il problema gravissimo – da quanto ne so di soldi ne arrivano pochi. Avevano pure fatto diventare virale sui social l’Ice Bucket Challenge, non so se ricordi l’anno scorso le secchiate di acqua gelata dei vip. Be’ molti di loro l’hanno usato per farsi pubbicità, dimmi tu.
      Frassica? Un genio, concordo.
      Buona giornata Andrea 🙂
      Primula

  5. Sono arrivato qui per ringraziarti direttamente del lusinghiero commento con cui hai voluto privilegiarmi. Sei molto gentile, davvero e te ne sono profondamente grato. 🙂
    Ma non mi sono lasciato sfuggire l’occasione di leggerti. Conoscevo Ezio Bosso ma in tutta sincerità non mi aspettavo che salisse sul palco dell’Ariston. Non perché non lo meriti piuttosto perché la kermesse sanremese non ha più nulla di quello spirito con cui nacque nel 1950. I festival una volta erano “festival della canzone italiana”, vera competizione tra canzoni e cantanti che raggiungeva toni accesi e perfino polemiche che si sarebbero propagate nei mesi successivo.
    Ora è uno spettacolo di varietà televisivo e un contenitore per promuovere i nuovi “prodotti” discografici sotto la sapiente guida di esperti del marketing.
    In questo scenario, la statura umana e artistica di Bosso viene sacrificata alle logiche dello spettacolo che alla fine deve soltanto dare scacco matto alla concorrenza televisiva per aumentare il valore degli spazi pubblicitari.
    Grazie Primula della tua acuta analisi. E di nuovo profondi ringraziamenti per il tuo lusinghiero apprezzamento che hai voluto donarmi. Lo porterò nel cuore. 🙂
    Ciao, Piero 🙂

    • Ciao Piero e benvenuto!
      Entrando nel merito, ormai tutto in TV è un’operazione di marketing e Sanremo non sfugge a quella logica. Tanto varrebbe, secondo me, trasformarlo in qualcosa di completamente diverso e superare l’impostazione vecchio stile che è solo una facciata. È proprio questo aspetto che ha suscitato i miei sospetti sulla presenza di Bosso ossia la percezione che l’abbiano fatto entrare in un’abile operazione per l’ audience. È stato comunque uno sprazzo di luce. E in ogni caso, sopravviviamo a Sanremo eh?
      Grazie per la tua gentilezza Piero. Ribadisco i miei complimenti a te, meritatissimi.
      Sono felice che tu sia qui.
      Buona serata e a presto! 😊
      Primula

  6. Questa è la prima volta che ascolto A Mare si Gioca
    Bosso mi è tuttora Oscuro e del festival di San Remo : non pervenuto sul mio televisore
    Concordo con te, davvero, su Frassica e la canzone.

    Buon S. Valentino <3, cara Primula
    Mistral

    • Cara Mistral, indipendentemente da Sanremo dovresti ascoltare qualche pezzo suonato da Bosso. È davvero magico.
      Frassica? Lo seguo da sempre e amo la sua capacità di passare con estrema bravura dalla comicità surreale -adoro! – alla concretezza del reale come nel caso di questa poesia.
      Grazie come sempre e buon San Valentino anche a te. 😊
      Primula

    • Ciao Alice!
      Ho letto il post e ho trovato molto interessante il tuo pensiero che dà alcune risposte alle mie domande. Ho lasciato un commento da te.
      Grazie per questo dialogo a distanza! 😊
      Primula

  7. …”serve sempre il caso eclatante per capire la bellezza e il valore della musica, dell’arte in genere o di qualunque altra espressione della capacità umana? Abbiamo bisogno ogni volta di guardare al fenomeno, di gridare al miracolo? In altri termini, ci si è commossi di fronte al Bosso malato di SLA che, nonostante l’handicap, suona divinamente…???”…

    la risposta è “sì”, senza se e senza ma, la strumentalizzazione del disagio, della malattia e del caso umano è roba vecchia, ormai sono anni che il mondo della comunicazione, in particolare quello televisivo, sfrutta e capitalizza gli handycap, non è un fenomeno Italiano bensì occidentale.

    Ti ricordo la concorrente senza gambe di “ballando sotto le stelle”, la cantante barbuta che ha vinto l’eurofestival, potrei andare avanti con dozzine di casi. I fenomeni da baraccone, così come gli artisti portatori di malattie e/o fisicamente penalizzati, fanno audience.

    Una persona portatrice di handycap di varia natura ha il TOTALE e PIENO diritto, INALIENABILE, di perseguire passioni ma quando le suddette passioni diventano, “spettacolarizzazione” per incrementare ascolti e quindi gli introiti pubblicitari, si entra nel becerume.

    condivido in pieno le tue perplessità, tutto ciò è figlio del pensiero “politically correct”, la massima espressione di ipocrisia dei tempi moderni.

    • Sono consapevole che non sia un fenomeno recente. Mi pare tuttavia che oggi i casi si stiano moltiplicando, o forse sono io che presto più attenzione.
      Ogni persona deve potere esprimere la sua attitudine nell’arte o altro; spesso è genialità da gustare come tale indipendentemente da chi la offre. Sarà che detesto il pietismo e vorrei che si apprezzasse sempre il pensiero puro, il gesto artistico in sé non sulla base di chi ne è interprete.
      Il rischio è di essere purtroppo fraintesi e giudicati insensibili. Qualcuno – non qui – infatti me l’ha fatto “gentilmente” notare 😏
      Ciao Tads 😊
      Primula

  8. preferisco essere considerato insensibile piuttosto che fare la parte del boccalone che “acquista” il biglietto ipocrita del “circo” mediatico basato sul pietismo ma… questa è una mia opinione personale. Il comandamento “siamo tutti uguali” ha senso se applicato sul fronte dei diritti, il resto è una sporca manfrina da ribalta.

    pensa che nel 1996 abbiamo avuto la faccia di bronzo di eleggere miss Italia una ragazza di colore (Denny Mendez), solo per dimostrare al mondo di non essere razzisti, in quel periodo nacque il pensiero politicamente corretto.

    • Nulla da aggiungere sulla prima parte, anch’io tiro dritto con la mia opinione nel rispetto di quella altrui ovviamente che quindi pretendo reciproco.
      Non sono invece così d’accordo sulla questione Miss Italia. Premetto che quel concorso/show/circo non mi coinvolge più di tanto, ma non ne faccio una questione femminista alla Boldrini per intenderci, proprio non amo le competizioni di quel tipo. Credo che Denny Mendez fosse italiana e quindi poco importa il colore della sua pelle. Non so quali fossero le intenzioni del business mediatico di allora, io sinceramente non grido allo scandalo in questo caso.

      • non c’è niente di scandaloso in quella elezione di miss Italia, lo scandalo sta nella ipocrisia applicata, il fatto che sia stata una scelta “ideologica” pianificata non è una intuizione mia, è una convinzione che allora fu condivisa da autorevoli personaggi e osservatori. Quando l’Italia si immerge nello stagno della ipocrisia si produce un performance molto discutibili.

        • Come ho detto prima non sono molto informata sulla vicenda, anche all’epoca mi ero onestamente disinteressata. Vero che sono aspetti del costume italiano che hanno implicazioni sociologiche, ma proprio non riesco a seguire il Miss Italia carrozzone. Da sempre, forse perché alla base ci sono delle “scelte”, come mi informi tu, e di varia natura suppongo, come in tutte le manifestazioni analoghe che infatti mi lasciano indifferente.
          Non stento a credere all’esistenza di un'”ipocrisia applicata” …

  9. Penso cara Primula che tanti si saranno commossi al di là del fatto che fosse un malato di sla a suonare, proprio invece per la sua musica. il suo pezzo era straordinario ed è stato un momento magico come ho scritto nel mio post. Che poi dietro ci siano persone che lucrano su come , disabile, riesca a suonare , non ci piove.Per quanto riguarda Frassica è intervenuto molto tardi , tant’è che ho concluso il post ignorandolo perchè dopo la Kidmann sono andata a letto. Ciò potrebbe averlo penalizzato anche per il fatto che la sua esibizione era dopo quella di Bosso. Io l’ho ascoltata il giorno dopo su internet e ne sono rimasta molto colpita. La sua surreale comicità nulla toglie alla bravura dimostrata nel recitare sommessamente quel pezzo, che oltre ad avere un testo molto toccante offriva una sonorità mediterranea di alta qualità, almeno a mio parere. Mia cara è inutile pensare al pietismo di fronte a casi simili.Sanremo è una piazza dove avviene di tutto, è un palcoscenico che una volta rappresentava davvero la musica italiana e che ora, oggi, mescola qualunque cosa pur di fare share dimenticando musica e testi. Ecco perchè al di là di tutto ringrazio Conti per aver invitato, anche se fuori tempo massimo, e in un luogo ripeto creato apposta per convogliare più ascolti, un musicista che al di là della malattia è e rimarrà sempre un grande . Ti abbraccio. Isabella.

    • Comprendo perfettamente il tuo ragionamento: per fortuna che Sanremo ci ha fatto emozionare con Bosso. È vero, ma sai? Hai notato che in questi giorni, ma anche l’indomani stesso, le radio non hanno mandato in onda un solo pezzo di Bosso? Ecco, per il grande pubbico è ritornato nel limbo e rimarrà quel grande solo per pochi anche se i suoi dischi mi risultano essere molto avanti nelle classifiche. Intendevo sottolineare questo con la mia perplessità: l’emozione del momento e poi basta. Non è servito nemmeno a parlare un po’ di più della Sla al di là delle riviste specializzate.
      Comunque sia è stato bello ascoltarlo, questo sì.
      Ho letto il tuo post, sinceramente non mi sono sentita di intervenire con i commenti per non appesantire una certa conversazione. Credo tu abbia intuito. Non ho esattamente le tue stesse opinioni in materia di famiglia e unioni civili, che distinguo assolutamente, ma contrariamente al tuo interlocutore non credo che citare sempre la Chiesa come responsabile di un certo oscurantismo sia corretto, almeno dal mio punto di vista. Perdona la sintesi, ma so che hai capito 😉
      Un abbraccio cara Isabella.
      Primula

      • Credo cara Primula che dietro il mandare in onda solo certa musica, ignorando quella di Bosso sia il solito meccanismo sanremese : mandare avanti chi fa più comodo e tira di più. Voglio invece credere che in tanti apprezzino la sua musica al di là che se ne continui a parlare o meno. E’ vero ci si emoziona lì per lì e poi spesso tutto va nel dimenticatoio. Ma in questo caso, mi piace pensare che dopo averlo ascoltato suonare, in tanti si vada a comprare qualche suo cd, come si fa per Allevi ad esempio. La musica , quella vera, lascia sempre un segno nei nostri cuori e colpisce molto più delle stupide canzonette credimi. Le radio accontentano una minima parte di chi ascolta, ne sono convinta mia cara. Per quanto riguarda i commenti a cui fai riferimento so benissimo come la pensi a riguardo, ma mi fa piacere il tuo prendere marginalmente posizione in favore della Chiesa . Ognuno di noi ha le proprie idee ed è giusto difenderle. Ti ho capito bene non temere. Detto ciò ti abbraccio augurandoti una buona serata. Isabella

        • Ciao Isabella. Mi associo alla tua speranza per quanto riguarda Bosso e la musica di un certo livello. Staremo a vedere.
          Togli pure il “marginalmente”, sono cattolica convinta e praticante, condivido l’idea di famiglia ma non chiudo ad altre possibilità. Sono spesso critica quindi nei confronti di alcune posizioni ecclesiastiche o di qualche laico cattolico che trovo poco misericordiose ed eccessivamente ripiegate su se stesse. Cito l’esempio di Antonio Socci, giusto per farti capire meglio cosa intendo, per me troppo “integralista” se mi passi il termine.
          Ieri ho letto l’intervista che Papa Francesco ha rilasciato ai giornalisti nel viaggio di ritorno dal Messico. La stampa è molto insistente e abile poi nel maneggiare le dichiarazioni. Mi ha colpita la frase: “Il Papa non si immischia nella politica italiana” a proposito delle unioni civili. Ecco finalmente chi sostiene due valori: la Chiesa come apostolato e la laicità dello Stato. Qualcuno tende erroneamente, secondo me, a confonderli ad arte. È ovviamente una mia opinione, e nel caso dei commenti cui facevo riferimento avrei argomentato con più calma e tolleranza. So che hai capito benissimo! 😉
          Buona giornata Isabella!
          Un abbraccio grande. :*
          Primula

  10. ciao! non ho visto sanremo e ultimamente non riesco a guardare liberamente la tv, che è spesso sintonizzata su rai yoyo e affini!
    non conoscevo la sua storia e purtroppo non riesco a sentire l’audio del video…
    purtroppo è sempre così… si cerca lo scoop, la notizia sensazionale…. e non si bada, in questo caso, alla musica…. le si fa perdere valore, senza nulla togliere a questo ragazzo e alla sua storia, ma come dici tu, sicurmente lui vuole essere acclamato per la sua bravura e non per tutto il resto…
    sai che ero gia stata da te…. tempo fa, grazie ad un post di ivanof che tu avevi rielaborato… parlavo con lui e mi ha detto di venire a leggere cosa eri stata capace di combinare tu! era pero il periodo in cui tu non eri presente nel blog!
    buona giornata!

    • Ciao Alessia!
      Capisco perfettamente le esigenze della piccola che avrà monopolizzato la tv 😉 Mi dispace che tu non sia riuscita a sentire l’audio, ho verificato e da me funziona. Vai a capire i misteri della tecnologia!!
      Eh, il caro amico Ivano! Gli avevo chiesto il permesso di riproporre da me una sua fiaba, l’ultima che aveva scritto prima di chiudere il blog precedente. E così ho rielaborato le sue riflessioni a modo mio. Mi spiace non averti incrociata allora, sono stata lontana dal blog per un po’ causa impegni. Vabbè, recuperiamo ora. 😉
      Buona serata a te! 🙂
      Primula

      • Ah sappiamo a memoria tutta la programmazione dei cartoni animati!
        Uh sta tecnologia mi sta mangiando…. No no il problema é mio che stavo senza audio…
        Eh quando arriva ivanotto porta luce e colore! Pure se lui mi bacchetta un po quando lo dico!
        Buona serata!

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