Doppia dedica

 

May you build a ladder to the stars
And climb on every rung,
May you stay forever young
……………………………………….
May your song always be sung,
May you stay forever young

Pensieri che uniscono due personalità, Dario Fo e Bob Dylan, oggi intimamente legate benché in percorsi diversi.

La morte consacra e consegna al per sempre un artista e le sue invenzioni linguistiche, un Premio esalta e conferma il valore letterario di un musicista e dei suoi testi.

Oggi è il momento dell’Arte. Ogni altra considerazione dovrebbe essere tralasciata, ma si è troppo borghesi per sfuggire alle catene di un perbenismo qualunquista che invade ogni ambito: sociale, mentale, culturale.

Rimando la riflessione a momenti più opportuni. Oggi medito in silenzio sull’Artista che sopravvive al contingente.

 

41 thoughts on “Doppia dedica

  1. Due grandissimi uomini prima ancora che grandissimi artisti. Credo che in qualche modo le due cose siano collegate, intendo dire l’arte e l’anima. Cioè non può diventare un grande artista una persona che non abbia una grande anima (non so, devo pensarci…)
    Ciao Primula!

    • Una bella riflessione Andrea, potresti scriverci su qualcosa, sul rapporto tra Arte e Anima intendo. A dire il vero, non so se un grande artista possa essere stato un grande uomo o viceversa. La storia della letteratura ci ha spesso rimandato immagini di vite sfasciate che si sono espresse in capolavori senza tempo. Sarebbe davvero un argomento interessante su cui meditare.
      Grazie Andrea e un grande abbraccio. 🙂
      Primula

      • Si, in effetti mentre rispondevo al tuo post pensavo anch’io alla stessa cosa, mi venivano in mente Poe, Van Gogh, Bob Marley… Ma in fondo… chissà, potrebbero avere avuto un’anima troppo grande da “sopportare”

        • Sono d’accordo, sai? Credo davvero che alcuni avessero una sensibilità talmente acuta da non essere in grado di portare il peso della sofferenza davanti a un mondo per loro mediocre.

    • Hai ragione Chiara, ma così è…
      Ricambio l’abbraccio carissima e trascorri un sereno weekend (tempo atmosferico a parte. 😦 )
      Primula
      p.s. passo sempre a leggere i tuoi post quando ricevo la notifica via mail. Ho tuttavia di recente qualche problema a commentare o a lasciarti anche un semplice saluto, non saprei perché. Le prime volte mi ha preso l’Open Id, le altre no, non mi registra correttamente il mio nome WP. Forse la soluzione sarebbe che tu aggiungessi tra le possibilità, nella tendina che si apre sotto lo spazio commenti, quella di inserire la propria URL, l’indirizzo del sito. In questo modo con altri blog su Blogger non ho mai avuto problemi. Spero di non metterti in difficoltà ma mi spiace non lasciare un segno del mio passaggio. Grazie!

    • Bella questa espressione! Non l’avevo mai sentita prima.
      No, no, Tads, non lascio perdere. Ho letto una quantità immensa di stupidaggini su Dario Fo da giornalisti/critici letterari ?!?! che non sono stati in grado di distinguere tra l’attivista politico e l’artista. Lecito dire che Fo può non piacere e non essere mai piaciuto, ma si devono addurre motivazioni culturali non politiche. Non ho mai condiviso le opinioni politiche di Dario Fo, non concepisco l’anarchia, (sarà un mio limite), ma ho seguito e amato il suo teatro da sempre. Dal vivo era emozionante, un autentico animale da palcoscenico.
      Ho qualcosina da dire anche sul Premio a Bob Dylan, agli addetti ai lavori snob che hanno storto il naso. Al di là del caso specifico, è in discussione il concetto stesso di letteratura.
      Quindi, quando trovo il tempo in questi giorni frenetici, la punta la faccio, anzi due… 😏
      Primula

      • mia cara…
        “fare la punta al…” è una espressione da camallo che evito di riportare integralmente ma in auge qui a Torino, da quando esiste la rete le stupidaggini piovono quotidianamente, anzi, vengono giù a grandine anche nelle belle giornate di sole.
        Nel mondo accadono eventi che si possono condividere o civilmente non condividere, io non condivido il Nobel dato a Dario Fo e nemmeno quello assegnato a Bob Dylan, così come non condivido gli oscar regalati a Benigni e Sorrentino. Ovviamente è una mia opinione e, in quanto tale, inattaccabile (tu mi insegni che le opinioni sono soggettive, non oggettive).
        Ho una formazione classica, umanistica, ho un concetto radicato sulla letteratura ma non sono un integralista ottuso, vivo queste due assegnazioni più come un compromesso tra il niente e il meno che niente piuttosto che il meglio tra il meglio.
        Considerazioni personali opinabilissime, io a teatro ci vado da 50anni, da quando ero ancora un bambino, credimi che a uno come Carmelo Bene, Dario Fo avrebbe potuto solo lucidare le scarpe, tanto per restare in argomento, la Divina Commedia letta da Benigni si trasforma in una recita scolastica al cospetto di una Divina Commedia letta da Vittorio Gassman, giusto per capirci.
        La letteratura è un qualcosa che dovrebbe tracciare le linee di pensiero e di vita, quando si trasforma in performance momentanea oppure in temporanea testimonianza della contemporaneità non lasciano niente di niente ai posteri.

        • Non sono d’accordo sulla tua visione della letteratura; per me il caso dei due Nobel, diciamo così, poco ortodossi sono un passo avanti nello svecchiamento di un concetto troppo accademico. Ma articolerò meglio il mio pensiero, e potremo discuterne a fondo da umanisti di formazione.
          Carmelo Bene era un genio, per me lo è stato anche Dario Fo per altri aspetti, diversi. E non puoi paragonare la Commedia di Dante “vissuta”da Gassman (passami il termine perché ascoltandolo sembrava le uscisse dalle viscere) a quella di Benigni. Ecco, questo è un altro argomento a cui farei la punta 😉 : hai mai più sentito o visto Gassman in TV? Forse in seconda serata o a notte fonda qualche anno fa, poi silenzio. Benigni è riproposto in replica e nella replica della replica…
          Il Premio a Bob Dylan? Il riconoscimento che la musica è testo. Ne esistono di migliori ma lui è stato indubbiamente il primo a dimostrare che la poesia è anche pop nel senso più alto del termine.
          Ovviamente, servono dimostrazioni con i testi e un’analisi più argomentata di questi due pensierini che ho scritto ora.

          • temo di essermi spiegato male, io non sono ancorato al concetto di letteratura stantia, ammuffita e pallosa, sono proiettato nel futuro ma aspetto i tuoi ulteriori chiarimenti per meglio esplicare il mio pensiero. E’ sempre un piacere costruttivo dialogare con te.

            • No, no avevo capito Tads, almeno credo: la tua è una distinzione tra “letteratura” che va oltre il tempo ed espressioni ancorate a un momento e, come tali, effimere. IL mio è ancora un discorso diverso, ma davvero trovo il tempo per scrivere qualcosa e poi ne parliamo.
              Condividere pensieri con te è un piacere per la mente.

          • è sempre un problema di approccio a un argomento o a una passione o a una strada della vita, perché il pensiero artistico è sempre uno strumento da usare a 360°. Se personalmente riesco ad emozionarmi con un espressione musicale così come un’espressione letteraria, ritengo che ognuna di queste due particolarità artistiche siano degnamente rilevabili ai sinonimi culturali, ed intercambiabili. Probabilmente essendo un appassionato musicale ho studiato tutti i risvolti sociologici derivati da questo fenomeno, così come un esperto letterario avrebbe da ridire sulle precisazioni delle sue conoscenze, anche infinite, ma è proprio questo il punto: non bisogna coltivare solo il proprio orticello, bisogna guardare sempre al di là della siepe. Leopardi insegna, perché quando scriveva lui, in Francia, c’erano già dei “simbolisti” di nome Baudelaire, Rimbaud e Verlaine, così come un po’ di anni fa, quando in Italia si riteneva che San Remo fosse il massimo gota della musica, in America uno sconosciuto di nome Bob, faceva diventare un’espressione musicale, una poesia. Forse il problema è proprio l’istituzione “dei premi” in senso lato, che accontentano e scontentano sempre qualcuno. D’altronde sono sempre esistiti i guelfi e i ghibellini, i rossi e i neri, gli interisti e gli juventini, i classici e i moderni, e sarà sempre così. Personalmente a me è piaciuta la tua chiusa: “oggi medito in silenzio sull’artista che sopravvive al contingente”… forever young… naturalmente!

            • Sul fatto di andare oltre i confini dei propri orizzonti di competenza concordo al 100%.
              Proporrei qualche precisazione sul discorso “simbolisti” per i poeti che hai citato che in realtà noi francesisti definiamo “inclassables”. Pertinente a quanto sostieni tu è la poetica di un Verlaine che concepiva la poesia come una fusione tra musica e parola. La parola suggerisce tanto più se il suo significato è rinforzato da una sonorità che lo evoca. Esistono anche dischi di sue poesie messe in musica, per Rimbaud pure. Non sono capolavori, musicali intendo, ma è un’apertura verso l’unità delle Arti. Un grande passo secondo me.
              Ho dedicato vari post a riflessioni su musica e poesia, se desideri avrò modo di ricordarli prossimamente.
              Grazie!
              E… Forever young 😉
              Primula

  2. Ciao Primula,
    periodo intenso per me e resta davvero poco tempo per il pc. Ma ora sono qui e leggo questo tuo interessante post che ha diviso le opinioni. Sinceramente resto perplessa per entrambi i vincitori Nobel, del passato e dell’oggi. Ma Dylan ha accettato il Nobel? Comunque, quest’anno avrei pensato a altri, Amos Oz, ad esempio, o Murakami o ancora Roth o Adonis. Questo per dire che non mancano gli Scrittori o i Poeti cui assegnare un Nobel per la Letteratura. Così mi chiedo perchè Dario Fo prima e ora Bob Dylan. Il Nobel, fisica, medicina, etc etc, si assegna a chi contribuisce con il suo lavoro al miglioramento della vita dell’uomo. Fo e Dylan, teatro e musica, con l’uso consapevole delle parole hanno contribuito a rendere più gradevole la nostra vita. Da qui il Nobel. Francamente non so darmi altra spiegazione.
    Cordialmente,
    Marirò

    • Ciao Marirò.
      Avrai notato dalla brevità e saltuarietà dei post che anch’io ho pochissimo tempo da dedicare al blog. Leggo voi e lascio qualche commento qua e là… Questa “dedica” non potevo lasciarla nell’aria, da qui un semplice pensiero.
      Ho letto che Dylan ha accettato il
      Nobel e che ne era inoltre orgoglioso ma stupito al tempo stesso. Ho una mia idea in merito a questo Nobel che, è vero, ha diviso scrittori e critica. Spero di ricavarmi un po’ di spazio per articolare un discorso chiaro. L’ho scritto anche in precedenti commenti in risposta a Tads. E le promesse si mantengono. 😉
      A presto quindi. Quando hai tempo è per me in piacere averti qui.
      Un abbraccio e buon lavoro!
      Primula

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