Blog: moda o necessità?

 

«Il n’est pas vrai qu’on écrive pour soi-même: ce serait le pire échec;… il n’y a d’art que par et pour autrui.» (Jean Paul Sartre, Qu’est-ce que la littérature, Gallimard, Paris 1947,Ière éd.)

«Non è vero che si scriva per sé: sarebbe il peggior smacco;… L’arte esiste per gli altri e per mezzo degli altri.” (Jean Paul Sartre, Che cos’è la letteratura, il Saggiatore, Milano 1960, I^ed.)

 

L’affermazione di Sartre mi sembra più che mai pertinente per accogliere come si deve il Blogger Recognition Award che Il Grimorio della Strega ha cortesemente assegnato a Ma Bohème.

La ringrazio di cuore, i riconoscimenti fanno sempre piacere e sarebbe ipocrita negarlo. Di solito, non raccolgo il testimone ed evito di continuare la staffetta non certo per snobismo bensì per la difficoltà di scegliere le/i compagne/i di squadra cui passarlo. Invaderemmo tutti insieme la corsia della pista… 😉 In questo caso, invece, la proposta è troppo allettante perché invita a ragionare sulla natura del blog, quindi sulla scrittura, sul perché si blogga e scrive. Sono pertanto doppiamente grata al Grimorio.

Ogni blogAward comporta regole precise e anche questo non si sottrae alla norma:

1. Ringraziare il blogger che ti ha nominato e inserire il link al suo blog
2. Raccontare la nascita del proprio blog
3. Dare consigli ai nuovi blogger
4. Nominare altre quindici blogger ai quali vuoi passare il segno di riconoscimento
5. Commentare sul blog di chi ti ha nominato e fornirgli il link al tuo articolo

Come già accaduto in passato per occasioni analoghe, ne bypasso alcune e le reinterpreto. Concordo inoltre con Plutarco che «il più saggio di tutti i consiglieri» sia «il Tempo».

Qualche anno fa, la lettura di un tweet «ditemi che non sono l’unico a non avere un blog» mi ha fatto riflettere. Nella sua sintesi, fa emergere una questione di fondo. All’epoca, avevo appena iniziato l’avventura di blogging (su Blogger prima di traslocare su WordPress) e mi sono posta alcune domande. Il blog corrisponde a una moda o soddisfa l’esigenza più profonda legata alle dinamiche della scrittura in quanto risposta costruttiva agli stimoli della vita, emozionali, affettivi e sociali? E, fatto a mio avviso non trascurabile, quanto è determinante – se lo è – l’immediatezza comunicativa di uno scritto libero a priori dall’idea dello sbocco editoriale?

L’adeguamento alle moderne tecniche comunicative è palese: il Web è ormai il presente dell’informazione, l’oggi di buona parte dell’espressione letteraria, l’attualità nella diffusione d’idee, cultura, sentimenti ed emozioni. Il che non è però sufficiente per definire il blog una moda.

È infatti una scelta, un piacere intellettuale, nell’accezione ampia del termine, e non è un obbligo. Ormai lo affermo spesso poiché ne sono profondamente convinta. Non s’inizia a bloggare per caso se ci s’interroga davvero sul perché. Si ha invece necessità di esprimersi, di dire e dare, di esternare la propria ricchezza interiore, di vivere la scrittura come un luogo di coabitazione con altri, uno spazio che consenta a scrivente e lettore di (ri)conoscersi. Il blog è essenzialmente condivisione di ciò che siamo e abbiamo, comunione in un messaggio la cui natura non è imposta da nessuno se non da interessi personali, inclinazioni, modo di essere e pensare. L’intesa non significa affatto consenso. La dialettica, il confronto delle idee, talora anche deciso ma sempre contenuto nei limiti del rispetto reciproco, sono sinonimo di crescita. La ricerca dell’unanimismo è un male nella vita di relazione, livella, appiattisce e può sconfinare nell’annullamento della personalità. Dispiace sapere di commenti bannati o vederne alcuni ignorati, girovagando qua e là nella blogsfera.

Le pagine virtuali di un blog non sono monologhi che s’incrociano, vetrine in cui si guarda con distrazione o distacco per poi proseguire oltre. Sono case arredate secondo gusti individuali e perciò unici, quasi un mondo parallelo al reale fatto di linguaggi: parole, versi e prosa, note, voci, immagini, colori, profumi e sapori. Sono ambienti in cui si entra per ricavarne qualcosa, non dottrine, comandamenti o statuti, ma la conoscenza di luoghi di parola diversi dal proprio, una parola/parabola – secondo l’etimologia latina – che è creazione, metafora, racconto, forma anche lontana dalla nostra, ma proprio per questo utile poiché si rivolge alla parte ancora vergine del nostro pensiero e intelletto.

Ogni blog è un tassello importante nel mosaico vivace e intenso che rappresenta un’esperienza positiva nel mondo del Web, visto come rete di relazioni. E la mia lo è.

Grazie per i vostri contenuti, il vostro stile, le vostre scelte. Grazie anche a chi vorrà continuare, approfondire, ampliare, magari contraddire le mie considerazioni.

Concludo proponendo l’opinione di Cesare Pavese: «È bello scrivere perché riunisce le due gioie: parlare da solo e parlare a una folla.» Chissà se fotografa la situazione di tutti.

Musica? Ma un geniale Max Gazzé, almeno per me.

 

 

60 thoughts on “Blog: moda o necessità?

  1. Personalmente non scrivo lo sai….il mio nacque solo per la volontà di mettere in un posto mio tutte le cose che mi piacevano, solo questo 🙂

  2. Io ho aperto un blog proprio per i motivi che tu hai descritto, avevo qualcosa da dire e non volevo che rimanesse nel cassetto.. l’arte é per sé e per gli altri, secondo me… qualunque tipo di arte sia 🙂

  3. Io non so rispondere, escluderei moda per me, anche non nego che anche l’ego quando vede un certo calore e interesse in alcuni commenti si lava le penne. Forse necessità, anche se qui vado a periodi (parlo sempre di me). Credo che per noi (anche te) che siamo nati in un’era in cui abbiamo visto nascere tutto questo ne siamo affascinati ma non del tutto sedotti, o forse è più giusto dire “schiavi”. Forse c’entra anche la solitudine e forse per alcuni anche il bisogno di farsi vedere a tutti i costi. Credo che sia più facile rispondere se è nato prima l’uomo o la gallina. P.s. Usciamo fuori dal blog perchè domani aspetto la tua telefonata 😉 e se ci penso devo dire che paradossalmente il blog ha creato questo legame 😉

    • È in ogni caso una scelta, non credo al caso nemmeno per gli hobby come il blog che tutto è fuorché un lavoro. Altrimenti saremmo tutti giornalisti.
      Lo sbocco del blog o dei social nella conoscenza reale non ha prezzo. 😊 Domani ci sentiamo, preparati. 😂😉

  4. Ciao, Primula!
    Necessità: mi è mancato tanto, ed ancora mi manca ma sono stanca, svuotata – praticamente – e nello stesso tempo ho il desiderio grandissimo di tornare. Vi leggo soltanto, ogni tanto ma vi penso spesso; condivido tutto quel che hai scritto: un blog è una scelta, un piacere intellettuale, la ricerca di anime affini che a volte si incontrano altre no… una casa in cui incontrarsi, ritrovarsi, intrecciare relazioni, per parafrasarti, Primula, è il luogo dell’anima.
    …’notte, a presto, forse

    • Mariangela cara, bentornata! Non ci incrociamo quasi più nemmeno su fb dove latito moltissimo anch’io. Lì è proprio questione di disagio.
      Il blog è ben altro come tu giustamente sottolinei. Aspetto che tu ritorni a scrivere, ma non fartene un problema. Ritorneranno ispirazione e tempo, ne sono certa.
      Un grande abbraccio.

  5. Il blog per me è amore e odio, è occasione di confronto, allarga i miei interessi e le mie conoscenze, è un bagno di umiltà, motivo di gioia e anche di frustrazione, è affetto e cura che sento per le persone che ospito e che mi ospitano, è vita vera anche se dietro la maschera di un nick, è evasione dalla vita vera, a volte è delusione, altre invece felicità.
    Fa parte di me ormai, una parte importante che cerco di non trascurare.
    Bacio grande amica mia.

  6. Cosa potrei ancora aggiungere? poche cose… Avere un blog è come avere una stanza ( o una scatola, un barattolo…) nella quale tenere le nostre cose, senza mai chiudere a chiave ( anche se qualcuno lo fa, donando la chiave a pochi eletti). A volte si lancia dentro quello che si ha in mano, senza preoccuparci troppo di dove cadrà, altre ci si mette lì, con santa pazienza e si fa un po’ di ordine. Chi entra in casa nostra, entra in contatto con noi e quella è una stanza aperta a tutti. Questo porta a farci entrare chiunque, spesso ” cani e porci” ma ancora più spesso personcine deliziose e interessanti…
    Fa parte della vita ( la mia) e come tale lo tratto.
    E sto imparando a non perderci il sonno 😉
    ❤ ❤

  7. nel mio caso per necessità, quella necessità interiore di mettere inchiostro alle cose o almeno provarci. Una sorta di luogo dove trovare e ritrovarmi, crescere continuando anche a rimanere bambino.

  8. Una moda non direi, visto che parliamo di blog e non di Fb o Ig, questi ultimi sono una moda e quando dici che non sei lì, che non li hai, ti guardano anche strana. Il blog è selettivo, è persino anonimo per alcuni, quindi non è una moda. La moda la si esterna, indossandola e facendola vedere-ammirare, almeno ci si prova. (Solo una mia nipote sa di Marirò blogger, e in parte mio marito, pensa un po’…).
    Il blog quindi diventa necessità, necessità di uno svago diverso, di confronto, di piacere, di evasione, di un mettersi alla prova per se stessi scrivendo e disquisendo, di espressione inusuale. Mai creduto a coloro che sostengono che il blog nasca dalla solitudine e dalla necessità di comunicare perchè si è soli.
    Stasera, vista l’ora tarda e altre 8 cose di lavoro che ho da fare prima di andare a dormire, lo considero un folle antistress 🙂

    • Con il termine “moda” intendevo in realtà una tendenza diffusa di cui non si è in fondo tanto convinti. Il tweet che ho citato mi evocava questo aspetto che pure io metto da una parte.
      Il blog è selettivo nella misura in cui scegliamo chi leggere, cerco comunque di seguire di tutto un po’ perché mi piace la varietà e chi è diverso da me. Sento che vari approcci alla vita e alla scrittura m’insegnano di più. L’unica scelta che non condivido è rendere i blog privati: se è comunicazione social, selezionare il proprio pubblico mi sembra una contraddizione. Ognuno è libero nella gestione del proprio spazio, questa scelta è l’unica tuttavia che mi tiene lontana.
      Spero che la serata di ieri sia stata produttiva.
      Buona settimana Marirò. 😊

      • Per selezione o selettivo intendevo la scelta di aprire, curare e mantenere un blog per un lungo periodo. Non è da tutti per l impegno che richiede.
        anche io non comprendo i blog privati, tranne che si tratti di blog fortemente intimiditi, non so. Già mi dà fastidio essere stata costretta a mettere la moderazione ai commenti. Ieri ho dovuto cancellare 43 commenti stranieri spam.

        Grazie, Primula, buona settimana a te:-)

        • In effetti il blog richiede passione.
          I commenti in moderazione? È stata una scelta purtroppo obbligata, come credo per te. Li ho sempre lasciati aperti fino a circa due o tre anni fa quando ho trovato “un’esternazione” molto infervorata – diciamo così… Prendendo spunto dal contenuto del post, si allargava ad altro che oltretutto non mi riguardava per nulla.
          Stendiamo un velo pietoso sugli spam stranieri su argomenti vari…

  9. molto interessante, i tuoi post lo sono sempre

    farei una distinzione basica tra i blogger di lungo corso, i pionieri, approdati in rete quando vi erano solo i forum e i novelli blogger un po’ confusi, frastornati. I primi hanno metabolizzato, interiorizzato il concetto chiave del web che è l’interazione, i secondi no e spesso si domandano il perché di uno scarso seguito

    il blog è un salotto accessibile a tutti ma contemporaneamente selettivo, in alcuni si consumano alcolici in altri solo caffetteria e pasticcini, non è difficile individuare affinità e gusti da condividere

    molti psicologi sostengono che nessuno scriva realmente per se stesso, anche coloro che vergano diari tenuti sotto chiave vivono nella più o meno inconscia speranza che qualcuno scovi e legga, questo giustifica il proliferare dei blog intimisti

    i forum sono stati fagocitati dai blog ma i blog hanno retto alla grande l’onda d’urto dei social, questo ci insegna che la blogsfera non è affatto una moda, al contrario, è forse l’unica colonna solida del concetto community

    un caro saluto

    • Ciao Tads.
      Credo ci fossimo già confrontati sull’idea di blog, forse da te, ma non ricordo bene. In ogni caso abbiamo una visione analoga.
      Sono convintissima anch’io che nessuno scriva per se stesso, mi permetto comunque una piccola annotazione al tuo commento. Non so quanto valga per i diari. Da ragazzina ne avevo uno, lo curavo come un tesoro e lo tenevo davvero nascosto, non volevo fosse scoperto e in effetti nessuno l’ha mai letto. Gelosa al punto tale che qualche anno più tardi l’ho gettato via. Peccato perché avevo scritto delle cosette anche carine, da adolescente ovvio, che non mi dispiacerebbe rileggere oggi per confrontare magari le idee e i sogni di una quindicenne di allora con le generazioni di oggi, ammesso che queste abbiano sogni. Ma io penso di sì, in fondo.
      Ricambio il caro saluto. 🙂

      • non ho mai scritto niente sui blog, credo tu ti riferisca a un post di Marirò ma non ci fu uno scambio di opinioni tra me e te 🙂 😉

        il riferimento ai diari riguarda le persone adulte, tra l’altro esistono anche riferimenti in letteratura come il romanzo di Tanizaki, quello che ispirò il film “La Chiave”. I “segreti” sono una sottile forma di comunicazione 😉

        • Ricordo il post di Marirò, anche perché recente. 😉 Mi riferivo a qualche anno fa, ma allora non eri tu.
          Non avevo pensato ai diari adulti, chissà perché li associo sempre all’età adolescenziale, e soprattutto avendo anche letto il libro “La Chiave” che non mi è particolarmente piaciuto.

  10. Io sono arrivata ad avere un blog per caso, perché regalatomi dalla mia casa editrice. All’inizio mi ci è voluto un po’ per capire come funzionasse il tutto. Comunque non mi sono mai posta troppi problemi , non ho mai ragionato su cosa dovesse essere un blog ect. Ho sempre solo scritto ciò che mi piaceva scrivere, cercando argomenti interessanti dove poter infilare qualche pensiero personale. E poi ho tanto comunicato con altri blogger e letto tanti post interessanti che mi hanno arricchito. Solo ultimamente per miei motivi ho dovuto allentare il tutto. Avere un blog non è certo la cosa primaria, la vita non virtuale la preferisco di gran lunga. Comunque rimane un piacere potermi intrattenere con amici sinceri. Tu fai parte di questa cerchia. Baci. Isabella

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