L’anno in musica e poesia

Ho sempre considerato Canzone dei dodici mesi Di Francesco Guccini (dall’album Radici del 1972) una stupenda sintesi dello scorrere del Tempo nell’arco dell’anno, qualunque anno.

Le mie riflessioni non sono nuove, le ripropongo in armonia con il testo del brano (ri)dedicandole all’anno in senso lato

diverso tutti gli anni, ma tutti gli anni uguale

al susseguirsi di mesi e stagioni come metafora della vita, e a tutti noi con l’auspicio che il Tempo sia sempre un regalo.

Ogni strofa è un quadro che ritrae con intensità i mesi in successione, fondendo sapientemente peculiarità stagionali e visioni personali.

Alla calma di un Gennaio dormiente, silenzioso e lieve, segue il dualismo di Febbraio: l’inverno è lungo ancora, ma nel cuore appare la speranza, nei primi giorni di malato sole la primavera danza.

Arrivano poi le piogge di Marzo canterino, quando porta la neve sciolta nelle rogge il riso del disgelo e la rinascita è palpabile.

Aprile è dolce. In questo punto il testo è stupendo. Con l’abilità di un grande scrittore, Guccini passa dall’evocazione del detto popolare “aprile, dolce dormire”

con giorni lunghi al sonno dedicati il dolce Aprile viene

a riferimenti colti

quali segreti scoprì in te il poeta che ti chiamò crudele

un T. S. Eliot che nell’incipit della Terra Desolata (1922) così si esprime

Aprile è il più crudele dei mesi, genera
Lillà da terra morta, confondendo
Memoria e desiderio, risvegliando
Le radici sopite con la pioggia della primavera.

La canzone di Guccini è armonia poetica che unisce aspetto popolano e tono aulico delle allusioni dotte senza alcuna forzatura.

Maggio è il trionfo della primavera. È la rosa che è dei poeti il fiore:  per lui cantautore con la mia chitarra,  per Cenne e Folgóre, entrambi compositori di Una corona dei mesi, con forma parodistica  in  Cenne da la Chitarra e stile elegante-cortese in Folgóre da San Gimignano. Ennesima conferma che la musica raggiunge la poesia.

Bellissimi i “quadri” dedicati all’estate: Giugno, maturità dell’anno; Luglio, con i colori chiari del solleone e l’afa della pianura; le lunghe oziose ore di Agosto, mese del godimento della vita in cui è bello inebriarsi di vino e di calore. È l’apice dell’entusiasmo vitale.

Con Settembre, mese del ripensamento, la parabola si fa discendente.

Superata la parentesi della grande bellezza di Ottobre con i suoi tini grassi come pance, il suo mosto e ebbrezza, questo inno alla simbolica fecondità della vendemmia lascia spazio alle inquietanti nebbie di Novembre.

La pioggia che cade non è quella del Marzo canterino, è l’acqua delle lacrime versate nei cimiteri, i giardini consacrati al pianto, che solcano anche il volto di chi è consapevole che pure lui un giorno, cambierà la sorte in fango della strada.

A Dicembre il ciclo finisce, il cerchio si chiude, ci si addormenta come in un letargo risvegliati solo dalla nascita di Cristo, la tigre che irrompe con violenza nella Storia – altro omaggio a T. S. Eliot:

I segni sono presi per miracoli. “Vogliamo vedere un segno!”
La parola in una parola, incapace di dire una parola,
Fasciata di tenebra. Nell’adolescenza dell’anno
Venne Cristo la tigre
Nel maggio depravato, corniolo e castagno, albero di Giuda
In fiore, per essere mangiato, per essere spartito, per essere bevuto
Fra i bisbigli; …………………………………………………………….

(Gerontion, in Poesie 1920)

La melodia accompagna con arrangiamenti diversi il passaggio da un mese all’altro; il motivo dominante si arricchisce di più strumenti, dal flauto, al clavicembalo medievale, al sax, alla chitarra ovviamente. Sintesi musicale che unisce il classico a variazioni quasi jazz; sintesi lirica che sposa un genere popolare come la ballata a riferimenti letterari importanti. Nessuna scelta, testuale o musicale, è dovuta al caso come in ogni produzione artistica che si rispetti.

E ora gustiamoci il sonoro.

 

 

50 thoughts on “L’anno in musica e poesia

    • Sono cresciuta a “pane e Guccini” 😉 insieme ad altri cantautori. I testi sono un continuo spunto per ricerche letterarie, davvero.
      Che dire dell’immagine “stoviglie color nostalgia” di Incontro?

    • Le canzoni di Guccini, che seguo da una vita, sono sempre un concentrato di letteratura “alta” presentata in forma più “popolare”, il che, a mio avviso, aumenta il pregio del testo. Nonostante lui l’abbia spesso negato, Guccini resta per me un poeta come Faber, Jannacci e Gaber.
      Grazie a te, ne approfitto per augurarti Buon Anno.

  1. Bel calendario, Prof … e mi hai fatto ricordare il fisco di vino che appariva vicino a Francesco in concerto: lo metterei assieme a “.. ma per le vie del borgo, dal ribollir de’ tini, va l’aspro odor dei vini, l’anime a rallegrar …”.
    Buon 2018 … facciamo (esortativo) che quest’anno ci si incontra!

    • Ricordo anch’io Francesco che cantava tra una sorsata e l’altra in palazzetti gremiti fino all’inverosimile. Che concerti mitici!
      Non faccio mai progetti per l’anno nuovo, ma quello d’incontrarci va messo in carrello. È un must!
      E che Buon Anno sia!

  2. Lo adoro….e ho apprezzato nella sua ultima intervista a chi gli ha chiesto sul perchè non scrive più canzoni, e lui ha risposto: perchè non ho più nulla da dire. Farsi da parte, non perchè si è avanti con l’età, perchè si può essere giovani e non avere nulla da dire, è un grande segno di umiltà. Baci Primula… ci sentiamo nei prossimi giorni. Torno a casa l’8 gennaio.

    • A chi lo dici! Ho sempre ammirato la sua semplicità, pur essendo un grande. Credo sia questa la vera grandezza, in realtà. Hai mai letto qualche suo libro? Romanzi polizieschi ben costruiti e ben scritti, ovviamente.
      Ci sentiamo con calma quando rientri a casa. ❤

  3. Guccini era un poeta e come tale ci è rimasto nella memoria in maniera indelebile, e sicuramente, l’album “Radici”, è uno dei più riusciti.
    Forse siamo noi che diamo al tempo un senso lineare, perché non riusciamo a concepire una forma circolare dell’esistenza, o un ritorno della nostra vita dentro un’altra vita che l’ha già vissuta… chissà se un giorno potremmo vivere un giorno senza la parola fine.
    Per ora, buon anno !!!

    • Tento di farlo anche per me stessa cercando contenuti nella musica e nella letteratura. Se mi guardo attorno gli spunti sono davvero pochi.
      Resistiamo cara Mela! 😘

  4. Arrivare qui da te da un altro blog e vedere quella copertina! Radici è un album che mi è molto, molto caro, anche se nel frattempo rischiavo di dimenticarmene. Grazie a te, ora lo recupero. E poi riascoltare la Canzone dei dodici mesi, con quella dolce cadenza musicale, mi fa ben iniziare il nuovo anno, con la giusta dose di poesia che ogni tempo porta con sé.
    Ti sono veramente grata, cara Primula!
    🤗 Un abbraccio e a presto 🌺

    • Il piacere di trovare una condivisione così carica di entusiasmo è una boccata di aria buona. Se ho contribuito a una “riscoperta” ne sono davvero felice!
      Buon ascolto, buon Anno e un “a rileggerci” sicuro.
      Ricambio l’abbraccio. 🤗

  5. Che bel post, Primula! Non amo molto Guccini e company ma questa canzone si ascolta sempre volentieri. Ora è nobilitata dalle tue parole che le restituiscono lo spessore che a me era sfuggito nella sua completezza. Grazie:-)

    • Immaginavo invece che i cantautori italiani ti piacessero. Guccini ha scritto brani splendidi, sono un po’ di parte e gli perdono anche qualche “caduta”.
      Buon lunedì Marirò, e grazie! 😊

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