Il fascino dell’enigma

Le storie di vita mi attraggono da sempre: biografie note, approfondite grazie alle rivelazioni delle corrispondenze, o sconosciute, scoperte tra i faldoni di qualche archivio, in articoli di vecchi giornali o incartamenti e fascicoli antichi.

Durante un lavoro di ricerca su numeri arretrati del quotidiano di Cremona La Provincia, mi soffermo su un titolo in evidenza a fondo pagina dell’edizione 7 marzo 1957 Delitti rimasti impuniti. Segue un elenco di casi irrisolti, omicidi efferati che risalgono fino ai primi anni del ‘900.

La Provincia di Cremona – 7 marzo 1957

Le vicende hanno suscitato scalpore e interesse all’epoca degli avvenimenti, ma non sono sfociate in alcuna soluzione nonostante attività investigative e talora iter giudiziari. Dubbi e ambiguità perciò restano quali essenza di un poliziesco a finale aperto. Scatta in me la molla della ricostruzione e il desiderio di riscrivere un  cold case.

Mi concentro su un delitto di cui oggi, a Cremona, nessuno parla più. Serve ritornare al 1916, il tempo ha sepolto anche la memoria storica di un orribile femminicidio. La mia personale indagine sfocia in un racconto, che pubblicherò qui a puntate: il fatto, realmente accaduto, è romanzato in molti punti e rivissuto in una dimensione narrativa allo scopo d’insinuare un dubbio interpretativo. Ho immaginato comportamenti, parole e gesti, integrato dialoghi. Gli episodi e i personaggi si ripropongono alla luce del quadro storico-sociale dell’epoca, inseriti in ambientazioni e aspetti caratteristici della comunità cremonese all’alba del XX secolo. Nomi e luoghi indicati nel testo sono reali, recuperati sui quotidiani di allora (La Provincia-Corriere di Cremona, L’Azione e il settimanale Interessi Cremonesi), su documenti in dotazione all’Archivio di Stato, presso l’ufficio anagrafe del Comune di Cremona e l’ufficio cimiteriale.

Il volo della Tortorella – questo il titolo che ho scelto – mantiene lo spirito del mistero e il postulato dell’enigma.

Per definizione, l’enigma è un racconto da decifrare nel tentativo di scioglierlo, impresa non semplice causa difficoltà o impossibilità di spiegarlo. Intervengono intoppi e intralci che tuttavia, anziché ostacolare il fluire della narrazione, la arricchiscono di sfumature oscure tanto intriganti e coinvolgenti per il lettore. I misteri appassionano, l’attrazione per l’indistinto, il non chiaro, lo sconosciuto è innegabilmente forte in tutti. Inoltre, più mancano dettagli più si moltiplicano domande, interpretazioni, congetture.

In un’epoca, la nostra, in cui basta un clic per accedere alle informazioni, ecco che il richiamo di segreti ed enigmi resiste e continua a sedurre. Non si giustificherebbe altrimenti, a mio avviso, l’audience di trasmissioni televisive, non certo capolavori del piccolo schermo seguite comunque da un discreto pubblico, con ampi spazi dedicati a reati e omicidi, ricche di analisi minuziose che vanno ben oltre la cronaca. Scandagliano vite private, ricercano il nascosto, sconfinano spesso nel proibito, rivelano retroscena inaspettati stuzzicando umana curiosaggine e indiscreta attenzione.

Il lavoro dello scrittore si basa sugli stessi meccanismi comunicativi dei media, moderati però da un filtro critico tipico della rivisitazione narrativa: soddisfa la brama del lettore d’intuire una soluzione, solletica il susseguirsi di «cosa succederà ora?», mantiene viva la suspense. L’epilogo incompleto o mancato può forse deludere, eppure un finale non definitivo, più supposizioni possibili, varie ipotesi interpretative costituiscono il fascino del mistero.

La seduzione dell’enigma risiede nell’itinerario percorso per raggiungere la meta piuttosto che nel puro e semplice punto di arrivo. Come scriveva Paul Celan in Microliti «gli enigmi non si sciolgono; si sciogliessero, non sarebbero tali.»

 cap. 1 

 

 

42 thoughts on “Il fascino dell’enigma

    • È una storia triste che vale la pena conoscere secondo me. Mi ha coinvolto cercare e scriverne, spero di riuscire a trasmettere il mio trasporto.
      Buona serata a te Silvia. 🙂

    • Se avrai la bontà di leggere la storia, e ti ringrazio fin da ora, vedrai che l’immagine della copertina virtuale è azzeccata nel suo essere crudele e stuzzicante per la curiosità.

  1. Sei grande cara Primula. A quando la prima puntata? Ma poi ne farai un libro, spero. Mi piacerebbe tenerlo in mano. Gli enigmi appassionano chiunque mia cara. Forse per il lato morbosetto che ognuno di noi, magari anche inconsapevolmente, ha. Baci e buon lavoro. Isabella

    • Questa sera troverai il primo capitoletto.
      Per quanto riguarda un eventuale libro, è tutto da vedere. In realtà questo racconto fa(rebbe) parte di una collana, intitolata appunto Enigma, alla sua seconda edizione, che il mio editore avrebbe dovuto pubblicare qualche tempo fa. Visti alcuni impedimenti, lo anticipo qui, d’accordo con lui, in seguito si vedrà.
      Grazie in anciticpo per la lettura!
      Un abbraccio.

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