Il volo della Tortorella – 1 –

⇒ Il fascino dell’enigma

Copertina La Tortorella-001

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Un fine settimana come altri nel centro di Cremona.
Benché soffi la tormenta della guerra, iniziata per l’Italia nel 1915 chiamando al fronte buona parte della popolazione attiva maschile cremonese, e la vita sociale di conseguenza appaia ridimensionata, si desidera esorcizzare la paura.
È come se gli abitanti immaginassero la città ancora protetta dalle mura di cinta e le Porte, in realtà tutte demolite a inizio secolo, l’ultima Porta Romana nel 1912. Si organizza un minimo di svago: i più benestanti, aristocratici e notabili della città, s’incontrano nelle case signorili, la buona borghesia si concede la visione di un film al Filodrammatici o nel moderno Cinema Italia, appena inaugurato, un tè all’elegante caffè Soresini, al Flora, all’Acquarium oppure una cena nei nuovi alberghi alla moda, Roma o San Giorgio, cui segue il passeggio serale, in corso Campi e Garibaldi, che si protrae più del solito.

bar Cremona collage

1. Caffè Soresini Oggi Galleria XXV Aprile            2. Bar Acquarium in corso Mazzini

È sabato, possibile quindi fare un po’ tardi nonostante i divieti. Il clima mite della tarda primavera invita a indugiare fuori e abbandonarsi al chiacchiericcio. La notte tuttavia incombe man mano e, con lei, la necessità del rientro. Le voci scemano, i passi si allontanano, il cigolio delle ruote dei rari biroccini si propaga come un’eco, il lento zoccolare di cavalli simile a nacchere sul pavé risuona ora quasi soffocato. Il centro città si addormenta nel silenzio interrotto solo dal calpestio di qualche soldato che rientra in caserma.
La Cremona notturna è comunque ancora vivace nelle osterie, nei bordelli sparsi un po’ ovunque in quartieri popolari, dal rione San Francesco, oggi via Aselli e vicoli adiacenti, a Stràada Canòon, l’attuale via Bissolati, o al Serraglio, odierna via de Stauris, così chiamata per le sbarre alle finestre necessarie a proteggere le ragazze dagli assalti di militari in libera uscita. In queste zone si concentra l’universo della leggera, una microsocietà con i propri codici di comportamento e comunicazione, un mondo ristretto costruito su marginalità e condotte spesso illegali. Quasi un ghetto, in cui fanno segrete e non rare incursioni anche alcuni esponenti dell’élite cittadina, laica e altro.

Il tepore di una serata particolarmente dolce invoglia a socchiudere le finestre e lasciar penetrare nelle stanze il profumo di maggio.
All’improvviso, un urlo irrompe con tutta la sua violenza nella calma quasi romantica. Voce femminile, alterata, strozzata, strilli di terrore. Poi… un tonfo, paragonabile all’impatto di un corpo che cade pesante a terra. Più nulla. E ritorna il ronzio della notte.
Una giovane sentinella è di turno all’androne della caserma La Marmora, in via dei Rustici. Sente tutto, gli sembra una lite in un appartamento quasi di fronte ma non può muoversi dalla sua postazione, pena la cella di rigore. Riferisce ogni cosa a un maresciallo al suo rientro in caserma; entrambi, però, spariscono dietro il portone che viene richiuso.

Per respirare il fresco, Erminia Lotta è affacciata alla finestra della sua stanza da letto che dà su via dei Rustici.
«Oh Dio! Oh Dio! Bàasta! Bàasta!»
Sbarra gli occhi, si sporge per ascoltare e vedere meglio.
«Ma… la me pàar la Tùrturéla! ¹ – pensa a voce alta – grida aiuto?»
Appoggia le braccia sul davanzale protendendo il capo per cercare di capire cosa succeda in quella casa poco distante e sequenziale alla sua, di cui può solo intravedere la luce dell’interno proiettata sul parallelo muro bianco. Nessun segnale: sono spariti la voce e pure il riflesso luminoso.
Sta per ritirarsi quando sente distintamente la porta di casa della Tortorella, in vicolo Polluce, chiudersi di scatto e passi affrettati dirigersi verso via Milazzo. Lo intuisce, non può vedere nessuno dal suo punto di osservazione. La curiosità di sapere chi fosse rimane inappagata.
«Mah… pusìbil, alùura, che la fàasa àalto-là! ²» riflette rassegnata fra sé e sé chiudendo le imposte.

E l’una di notte di domenica 28 maggio 1916.

mappa centro di Cremona
◙ casa della Tortorella

¹ mi sembra la Tortorella
² forse, allora, farà baldoria

cap. 2

46 pensieri su “Il volo della Tortorella – 1 –

  1. Ma certo che alla nostra Primula il forbito introdursi nei misteri centellinando la tensione mon trova paragpne neppure nella osannata e peraltro bravissima Franca Leosini con le sue Storie maledette😚
    Sheravantitutta

  2. Mi piace molto quell’entrare quasi in punta di piedi in una Cremona notturna, d’altri tempi. E poi che dire ?Quel grido nel silenzio della notte , incuriosisce e in più le storie nere dei tempi passati, mi affascinano. Ora leggo il seguito. Brava. Isabella

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