Il volo della Tortorella – 4 –

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La chiesetta di Santa Rita all’angolo di via dei Rustici

– 4 –

La città riposa ancora, il cigolio di qualche bicicletta e l’eco di passi lenti su corso Garibaldi e via Trecchi interrompono la consueta tranquillità della domenica mattina. Alcune donne si recano a messa nella chiesetta di Santa Rita, le cui campane avvolgono di armonia le ore del giorno.

Come il solito, verso le undici, Erminia Beltrami percorre il breve tratto di via dei Rustici, imbocca vicolo Polluce e apre la porta di casa di Ester. Quello è l’ingresso che tutti usano, una posterla a dire il vero; l’altro, in via dei Rustici n. 4, in realtà il principale, è sempre chiuso. La donna attraversa il cortiletto, passa dalla sala da pranzo, sosta un attimo nell’attigua cucina e, vedendo che tutto è in ordine, sale al primo piano.
«Esterina… sùunti rivàada! ¹ »
Ansima leggermente tra un gradino e l’altro, gli anni e qualche acciacco si fanno sentire.
«Esterinaaa…! Esteeer…!»
Nessuna risposta.
«La dòorma amó? Nòt de divertiméent, alùura! – mormora mentre si avvicina alla stanza da letto – Mah, stràan, a st’ùura ´l’è alméen in vestàja… ² »

La porta della camera è socchiusa. Erminia entra accolta dalla semioscurità. Le imposte sono appena accostate e lasciano penetrare tenui fasci di luce, sottili come filamenti, in cui danza il pulviscolo dell’ambiente e che, orientati al letto, lo mostrano completamente fatto. Vi è appena visibile l’impronta di una persona, probabilmente coricatasi giusto un attimo sulla coperta. Una salvietta è ai piedi del materasso, pulita e ben ripiegata.
«Pusìbil? ´l’è bèle andàada fóora? ³ »
Poi, mentre si avvicina per aprire la finestra, la tragica scoperta: un ammasso di asciugamani e panni arruffati copre un corpo rannicchiato e rigido. Attorno, una chiazza di sangue.
«Aaaah!… Maria Vergine! Oddio! Oddio!»
Sempre urlando, scende le scale ed esce dalla casa in preda al terrore.
«Aiuto! Aiuto!»
Alle sue grida, i vicini si affollano all’angolo tra via dei Rustici e vicolo Polluce, chi angosciato, qualcuno incuriosito, altri persino sprezzanti e ironici.
«La Tortorella? Uccisa? Ma… come?»
«Strangolata?»
«No, no, forse accoltellata…»
«Puarìna … che bröta féen! 4 »
«Be’, con il suo mestiere c’era da aspettarselo un giorno o l’altro…»
La morte livella, ma non per tutti.

Chiamato un vigile che registra il ritrovamento del cadavere e appura le generalità della vittima, si recano sul posto il Sostituto Procuratore del Re presso il Tribunale di Cremona, avv. Lanzetta, e il Giudice Istruttore, avv. Bongiovanni.
«Largo, fate largo! – intimano i Carabinieri alla folla che intanto si accalca – Fate passare!»
È necessario mettere un piantone all’inizio di vicolo Polluce per consentire alle autorità i primi accertamenti e le costatazioni di legge. Si sono aggiunti, nel frattempo, i marescialli dell’Arma e di Pubblica Sicurezza in compagnia di un medico legale convocato per l’esame preliminare della salma.
Gli inquirenti riscontrano l’ordine che regna nei locali a pianterreno: nulla è fuori posto eccezion fatta per un cassetto del comò a sinistra della porta d’ingresso, scostato di sghimbescio, forse aperto di fretta. Al primo piano, la luce del pieno giorno inonda la stanza da letto mostrando una scena spettrale: un secchio rovesciato accanto al lavabo, un telo di spugna buttato sul corpo di Ester e, anche qui, il cassettone aperto con segni evidenti di una ricerca affannosa.
In realtà, consultata più tardi la cameriera, non manca nulla. La collana d’oro con rubini a pendantif di cui «la signora si vantava», racconta Erminia tra le lacrime, era stata impegnata tempo addietro insieme ad alcuni anelli per necessità di denaro contante.
Infine, sotto la finestra, il cadavere, che giace su un fianco in posizione fetale, rannicchiato sulle ginocchia, il braccio destro nascosto e il sinistro a coprire il viso in un estremo tentativo di autodifesa. Poi sangue, sangue ovunque: raggrumato tra i capelli, sparso su dorso, torace, addome e una larga chiazza come macabra cornice a un corpo martoriato di ferite. Nemmeno il cranio è stato risparmiato. La ferocia di una mano assassina ha talmente infierito da staccarne la pelle fino a mostrare l’osso. Atto di pura bestialità suggellato da una coperta buttata lì sopra senza troppa cura, con la negligenza tipica di chi è indifferente a un oggetto.
Sì, perché quella donna è ora una cosa da guardare, girare, analizzare, trasformata così dalla brutalità di chi l’ha straziata.
Ester è seminuda. Indossa calze nere e scarpette con tacchi alti, anch’esse nere; al collo, un giro di perle e, alle orecchie, un paio di orecchini di un certo valore. Tocchi di femminilità quasi beffardi e irridenti in tragico contrasto con la carne lacerata e la staticità della morte: un quadro di violenza dipinto con malvagità e ora abbandonato nell’angolo del sottofinestra, in un silenzio tombale.

Conclusi i primi superficiali accertamenti, la salma è avvolta in un lenzuolo e spostata in un’altra stanza, la camera da letto viene chiusa e la casa piantonata in attesa di ulteriori indagini.

¹ sono arrivata!
² Dorme ancora? Notte di bagordi, allora! … Ma, strano, a quest’ora è almeno in vestaglia
3 Possibile? È già uscita?
4 Poverina… che brutta fine!

⇒  cap. 5

48 pensieri su “Il volo della Tortorella – 4 –

    • Mi aspettavo questa reazione, sai? 😉 Ho interrotto la narrazione lasciando una grande curiosità, ne sono consapevole. Pensa quando un tempo era di moda il romanzo feuilleton e i lettori dovevano aspettare l’uscita del giornale…
      I prossimi capitoli saranno più ravvicinati. Tranquilla! ☺️

  1. Per me tempo Perfetto un sorso di cappuccino e il piacere di una lettura fluida.

    Non ricordo però se la celebre battuta della livella di Totò fosse riferita alla morte che non guarda in faccia nessuno oppure che equipara tutti socialmente.
    BacettifreddolosimentrefuoriAripioveee

  2. siamo arrivati al momento clou quello della scoperta del corpo di Ester. Direi che è ben introdotta con dovizie di dettagli e l’atmosfera morbosa dei cittadini.
    Da qui inizia il vero racconto.
    Complimenti per tutto e aspettiamo il seguito

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