Paradigma

primo giorno d’autunno in Pianura Padana

 

Lassù, il sole osserva il moto delle cose. Sfoggia ancora l’abito estivo che non si decide a riporre. Con ilare irriverenza e autoritaria disinvoltura, scruta in basso verso le stoppie in attesa di decomposizione, di un erpice a miscelarle nel terreno.

In un torrido inizio d’autunno, una brillante presenza, quasi insolente e sfacciata, signoreggia su scure zolle deferenti e paglie monche: fermezza sovrasta fragilità.

Il terreno dissodato diventa tomba in cui tutto si assembla – semina, germinazione, mietitura, vita e morte, spazio e tempo – e si rincorre nell’estinzione apparente.

Restano solchi tracciati: culle di futuri neonati, monumenti di sopravvivenza.

Ed Elios è lassù: caldo punto fermo, risoluto nel contrastare il passaggio ineluttabile del tempo; riferimento rassicurante, determinato nel fronteggiare l’incertezza della transizione.

Quasi una sfida. O un orientamento? Espressione di solidarietà? Invito alla resistenza?

In un angolino della bassa padana, la natura diventa paradigma di un oggi in buona parte barcollante, che chiede e cerca chiarezza.

 

 

41 pensieri su “Paradigma

  1. Dopo una descrizione mirabile, tanto che sembra di essere presenti nel luogo, ecco la parte finale ” In un angolino della bassa padana, la natura diventa paradigma di un oggi in buona parte barcollante, che chiede e cerca chiarezza.”

    Sei riuscita ad abbinare la natura a questo periodo che è veramente in chiaro/scuro, anzi, secondo me, più scuro che chiaro. Ogni giorno di più e non mi esprimo maggiormente, per non sciupare la magia del tuo post.

    Un saluto affettuoso.

  2. Avevo già scritto un commento, ma ho dovuto iscrivermi di nuovo perché non risultavo iscritta. Mi era venuto di getto un commento, proverò a ripeterlo.

    La tua descrizione è mirabile tanto che sembra di essere sul posto.
    Ma la parte finale è veramente speciale “la natura diventa paradigma di un oggi in buona parte barcollante, che chiede e cerca chiarezza.”

    Hai saputo esprimere con eleganza il periodo in chiaro/scuro ( secondo me più scuro che chiaro ) che stiamo attraversando.
    Cercare chiarezza è come cercare un ago in un pagliaio e non aggiungo altro per non sciupare il tuo post.
    Un saluto cordiale.

    • Rieccomi. Cara Laura, sto vivendo un momento un po’ così così, diciamo. Come te, vedo molto scuro all’orizzonte. E quel sole così testardo mi è sembrato proprio un invito alla resistenza.
      Un grande abbraccio.

    • Carissima Marirò, grazie! Avevano ben ragione i romantici, intesi come corrente letteraria. Nella natura rivediamo noi stessi e il mondo, nel bene e nel male. Il sole di questi giorni, un’estate che non vuole andarsene, l’ho sentito davvero come un emblema.
      Un abbraccio.

  3. Mi son sentita seduta a bordo del campo accanto a te, sai? Ed è stato malinconicamente bello!
    Inizia un momento di transizione e cambiamento ( quest’ultima parola inizia a farmi venire l’orticaria!). Mi sento molto piccola di fronte a questo momento storico. Confido nella Natura, maestra nel dire “fermi tutti, state calmi! Ripartiremo meglio di prima, più luminosi”… lo spero tanto.

  4. I passaggi sono sempre particolari e segnano il tempo con precisa e continua progressione. Sono sempre gli umani a voler sfidare la potenza del sole, ma sono troppo piccoli per poterlo superare; gli rimane questa bellissima Terra insieme alla propria di “terra”, come questi campi che diventano poesia della semplicità, ma è proprio questa natura e questa visione contadina a ridonarci il sorriso, e il nostro calore…

    • Di fronte al (presunto) passaggio del nostro oggi, cosiddetto conclamato cambiamento, quel sole l’ho percepito davvero come simbolico del bisogno di stabilità e luce.
      La natura è grande maestra…

  5. Uno scrivere perfetto senza sbavature che mette in risalto profondità di pensiero unita a molta sensibilità. Bellissima la foto, molto suggestiva, d’atmosfera con dei colori che non possono non rimandare all’autunno. Brava è dire poco. Un abbraccio cara Primula. Isabella

    • Buongiorno Isabella!
      Durante le mie passeggiate in bicicletta, mi fermo spesso a osservare e riflettere. Lo spettacolo della natura di quel pomeriggio, tra caldo estivo e segni dell’autunno, è stato un impulso ai pensieri.
      Ricambio l’abbraccio. 🌹

        • Mi piace tanto pedalare in bibicletta. Sul cremonese e dintorni, inoltre, abbiamo la fortuna di avere una bella rete di piste ciclabili.
          Devo dire che la mia bici la accudisco anche benino…

          Ricambio l’abbraccio

          • Mooolto carina. Tipicamente femminile. Questa per me rimane la vera bicicletta in assoluto. Mi ricorda la mia infanzia le estati dai cugini di mio padre a Tezze sul Brenta, quando le strade interne non erano asfaltate . Lui ciclista amatoriale ha vissuto praticamente tutta la sua vita da scapolo in bici. Giro delle Dolomiti e tanti altri, fino anche qui da noi. Ora mia cara per la schiena niente bici. Ma usarla in mezzo alla natura è assolutamente poetico. Mentre detesto con tutto il cuore i ciclisti della domenica. Baci. Isabella

            • Eh, ma qui mi citi dei professionisti! Non arrivo a tanto. Quest’estate, mio nipote è venuto a Roma in bici percorrendo la via Francigena partendo da Cremona. Una decina di giorni che non scorderà. Forse a trent’anni l’avrei fatto anch’io. Ora solo al pensiero mi s’inchiodano le gambe…

  6. buongiorno Primula,
    pregevoli riflessioni bucoliche e filosofiche, alto registro.
    In fondo la natura è un po’ beffarda e un po’ bizzosa, ripete i cicli da sempre ma non lesina ansie e incertezze, diciamo… una Diva poco puntuale 😉

    • Bentornato Tads,
      grazie per avere gradito. Questo quadretto mi è apparso come una metafora della società di oggi: tutto cambia ma nulla cambia in realtà. Il Gattopardo docet… 😉

  7. in questa mattinata di nuvole cupe e pioggia battente (d’altronde necessaria) è gradevole leggere del sole caldo di settembre e della fiducia che riponi nella sua capacità di fare chiarezza.
    ml
    (bella la tua bici d’antan, elegantemente fuori moda)

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