Sabato nero

volantino del rastrellamento nazista (immagine da Roma sparita)

Giulia e Massimo si amano. Il loro desiderio è sposarsi e formare una famiglia, lei ebrea lui cattolico. Per amore, Giulia riceve il battesimo e si prepara così al matrimonio, una scelta che potrebbe salvarle la vita, decisione che in realtà non si concretizzerà mai.

È il 16 ottobre 1943, nel ghetto di Roma. I nazisti scelgono il sabato, giorno festivo per gli ebrei. Nella retata, hanno gioco facile anche grazie al censimento voluto da Mussolini tra il ’38 e il ’39, presupposto per l’emanazione delle leggi razziali. Il Ministero dell’Interno incaricato è ribattezzato Demorazza (Direzione generale per la demografia e la razza). Risulta che la percentuale di ebrei presenti sul territorio italiano ammonta allo 0,1% della popolazione. Si procede comunque all’enfatizzazione di un “pericolo” di fatto inesistente.

Il film di Carlo Lizzani L’oro di Roma (1961) è una delle numerose pellicole dedicate al rastrellamento degli ebrei di Roma, una vergogna, una «ferita insanabile – così l’ha definita il Presidente Mattarella – non solo per la comunità tragicamente violata, ma per l’intero popolo italiano.» Delle oltre mille persone catturate e in seguito deportate ad Auschwitz solo sedici sono sopravvissute, quindici uomini e una donna. Nessun bambino ha più fatto ritorno.

L’opera di Lizzani non è forse un capolavoro cinematrografico, tecnicamente parlando. Mi ha tuttavia sempre emozionato nell’uso dei dialoghi, della parola, che forse è ciò che ne resta, con maggiore intensità, a testimonianza di un dramma.

La telefonata di addio di Giulia a Massimo si conclude con un invito universale, un monito:

«Ciao Massimo, non dimenticarlo il nostro ottobre…»

 

 

 

38 pensieri su “Sabato nero

    • Un bel film, davvero. Alcuni hanno rilevato lacune cinematografiche, ma che importa se il messaggio è suscitare rabbia e vergogna… La prima volta che lo vidi provai una commozione profonda.
      Oggi, leggendo qua e là, mi sono resa conto che incombe l’indifferenza, oppure è l’assuefazione a un ricordo stereotopato. Mannaggia!

  1. Ah, quanti sono i periodi della Storia di cui dobbiamo sempre vergognarci come Umanità!
    La cosa più tremenda la scrisse Primo Levi:
    ” È successo quindi significa che potrà succedere di nuovo.”

    • Molti Marirò, troppi. Noi non abbiamo vissuto la guerra e le atrocità di lager o gulag (non c’è differenza), possiamo solo amplificare la voce di chi è stato vittima o ancora può testimoniarlo, sempre meno man mano che il tempo passa. Solo la memoria può mantenere vivo il senso d’indignazione, serve alimentarla altrimenti i fatti rischiano di scomparire assieme ai testimoni che, uno dopo l’altro, inevitabilmente ci lasciano.

  2. La vergogna non bisognerebbe mai dimenticarla, è il deterrente più potente.
    Questo momento storico invece è senza vergogna, ha dimenticato che cos’è.
    È per questo che “È successo quindi significa che potrà succedere di nuovo.” fa più paura che mai.

  3. nonostante le pagine più nere della Storia siano una macchia pesante nell’evoluzione di una nazione, è giusto continuare a ricordare questi eventi perché i corsi e ricorsi che attraversano i secoli, sono sempre pronti a riproporre gli abomini perpetrati ai danni dell’umanità. Le leggi razziali e tutto quello che ne è conseguito non hanno bisogno di commenti: basta solo questo per condannare senza ritegno un periodo vergognoso che purtroppo ci appartiene

    • Come hai ragione! Ho appena discusso animatamente con qualcuno che trova assurdo il ricordo anche della Resistenza da lui definito ormai un movimento 2.0, ossia secondo la sua opinione un argomento da conversazione accademica sui social e i giornali dell’élite intellettuale. Guarda te come stiamo messi. La Francia festeggia ancora il 14 luglio: trovare le differenze…

  4. il vero guaio è che la memoria di noi italiani diventa sempre più corta. Grazie per aver ricordato questa pagina nera e triste di75 anni fa attraverso un film ricco di patho come quello di Lizzani

  5. Brividi e ancora brividi. Più so e ancora non mi sembra vero tutto l’orrore.
    Ho letto commenti bellissimi ai quali mi associo e devo essere sincera : non ho visto il film , ma lo cercherò anche se starò male.
    Grazie mille. <3

    • Cara Laura, quando pensiamo che esistono negazionisti!
      Se riesci, guarda il film. Un’altra pellicola molto bella secondo me che rievoca quei giorni è La finestra di fronte di Özpetek.
      Io ringrazio te, sempre. 😘

  6. ecco! ero finita in spam !

    Un film bellissimo che hai fatto bene a ricordare.
    A dire il vero questa scadenza qui a Roma è passata quasi inosservata perché la Storia quanto più è stata dolorosa più è diventata scomoda.
    I giovani poco sanno e poco si impegnano.

    sherabaci&abbracci🌷💚🐶

  7. Forse può interessare, ALBERTO ANGELA ha scritto :Carissimi,

    ho aspettato oggi, per commentare i risultati della puntata di sabato scorso, dedicata al rastrellamento del quartiere ebraico di Roma del 1943. Perché è la giornata giusta in cui farlo. È proprio oggi infatti, 16 ottobre, che ricorre il 75° anniversario di quella tragedia.
    Ma dovrei dire che ricorre ogni giorno, perché non dobbiamo mai dimenticare ciò che è accaduto, così come non dobbiamo dimenticare tutti quelli che non ci sono più per quel tragico giorno e per tanti altri simili nel resto d’Europa.
    Mi stringo a chi oggi porta dentro di sé il dolore di lutti difficili da sopportare in famiglia così come in tutta la comunità ebraica.
    Non me la sento di parlare di dati di ascolto o di interazioni sui social. Voglio solo dire che il loro alto livello è per me un segno di speranza. Per la diffusione della memoria di questa tragedia e perché ha coinvolto tantissimi giovani, ragazzi e ragazze, che hanno visto, commentato, chiesto, approfondito. In questo c’è la mia più grande soddisfazione. Perché se non sui giovani, ditemi, su chi dobbiamo contare e sperare per il futuro?
    La conoscenza (nella storia, nella scienza e in tanti altri campi, in una parola la cultura) è una fedele compagna di viaggio nella vita che ti suggerisce le scelte migliori da fare giunti ad un bivio.
    Se si dimentica il passato si ritorna al passato.

    Grazie a tutti per la partecipazione e per l’affetto che ci dimostrate: ci spinge a fare sempre meglio.

    Un abbraccio forte a tutti,

    Alberto

    • Hai fatto bene a citare Alberto Angela. Purtroppo non ho visto la trasmissione sabato, ma conto di recuperarla e guardarla. Mi hanno riferito che è stata molto interessante e soprattutto toccante.
      Grazie Laura.

  8. Questo di Lizzani è un film che dovrei rivedere per intero non solo la fine. Ricordo i volti dei due giovani protagonisti ma poco tutta la storia. Una pagina quella della deportazione degli ebrei del ghetto, che non si deve dimenticare, tanto orribile è stata. Una brutta pagina di cui non si può andare fieri. Grazie per avermi fatto ritornare alla mente questo film che come tutti i film di Lizzani coglie nel segno. La fotografia in bianco e nero riesce a rendere appieno l’atmosfera del momento. Ciao Primula, un abbraccio. Isabella

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