L’arte è sempre al presente

La chitarra Esteve di Faber – Via del campo 29 rosso

La grande ricchezza degli artisti – scrittori, poeti, pittori, musicisti – è superare le barriere del tempo, vincere il suo scorrere inesorabile con la permanenza del loro esserci attraverso quanto hanno lasciato in eredità.

I brani di De André esistono, quindi Faber sopravvive in note, strofe e versi: una voce profonda, che anni di sigarette hanno reso per me più espressiva, ruvida tenera carezza su parole perfettamente articolate, quindi oltremodo efficaci e pregnanti.

11 gennaio 2019. Leggo qua e là del vuoto provato a vent’anni dalla morte, un solco incolmabile lungo due decenni. Sono molto convinta che Faber vivrebbe con disagio l’inizio del XXIº secolo, canterebbe la crisi della coscienza che il passaggio da un’epoca all’altra porta sempre inevitabilmente con sé. Invecchierebbe con amarezza o ritroverebbe l’energia della direzione autenticamente ostinata e contraria della Canzone del Maggio? Di certo, non si riterrebbe mai assolto bensì sempre lo stesso coinvolto.

Manca oggi il canto di un intellettuale dissidente che, con pacatezza, acume, sintesi poetica, evidenzi i mali dell’alba esitante e incerta del nuovo secolo, il cui sole si ferma all’orizzonte, dimezzato, quasi decapitato. Ascoltare e leggere Faber equivale a perpetuarne la vita e a riempire un’assenza.

Accanto a ricordi commossi e testimonianze toccanti, incontro pure la definizione “Faber saccheggiatore della letteratura”. Significa avere capito poco di lui. Lettore bulimico, non poteva non essere impregnato dei maestri di cui si nutriva: da Villon a Brassens, dalle Child Ballads inglesi a Lee Masters, solo per citarne alcuni. Rivisitati e messi in musica, i loro testi sono usciti dalla nicchia dove qualcuno voleva tenerli rinchiusi e hanno incontrato l’abbraccio del grande pubblico. Il tesoro appartiene a tutti.

La musica veicola valori e cultura: per questo si deve ringraziare De André, di cui preferisco parlare al presente poiché è ancora qui nelle sue canzoni, lo spirito a riposo in via del Campo, tra i pescivendoli di piazza Cavour, nel Sand Creek, a Spoon River, in Supramonte, comunque nell’armonia delle note, della sua voce vera e ovunque, laddove si sente la terra vibrare di suoni.