Riflessioni d’estate

 

 

 

Il periodo fine giugno inizio luglio nella campagna padana è stupendo.

L’afa toglie spesso il fiato. Sullo sfondo azzurro pallido del cielo illuminato da un sole accecante, la visione dei campi di grano color giallo oro, le spighe come pennellate, è però un piacere per gli occhi.

Girare in bicicletta sulle stradine tra i campi nel silenzio interrotto solo dal canto delle cicale, stridente e monotono, vedere in lontananza le persiane semichiuse delle case, intuire il fresco degli interni e l’abbraccio dell’ombra ristoratrice mi dà ogni volta la sensazione che il tempo si fermi.

Il grano: natura in festa, simbolo di piena crescita, rigenerazione della terra, fecondità. Se ogni spiga fosse una mente? La germinazione metafora di una (ri)nascita delle coscienze? (Ri)maturazione di un’anima collettiva?

Dopo un lungo periodo di esperienza gobale intensa – sanitaria, economica, sociale – è il momento, e il tempo, di (ri)conciliare convivenza e solidarietà.

Osservo il campo, la sua estensione, la compattezza delle spighe, e rifletto sul potere creativo della Storia, sulla forza e il potenziale di un’umanità coesa.

La storia siamo noi, […]
Siamo noi questo prato di aghi sotto il cielo.

Questo rumore che rompe il silenzio,
Questo silenzio così duro da masticare.
La storia siamo noi, siamo noi padri e figli,
Siamo noi, bella ciao, che partiamo.

La storia siamo noi,
Siamo noi questo piatto di grano.

 

 

 

13 pensieri su “Riflessioni d’estate

  1. Voil

    Buona estate amica dolcissima Te lo auguro chiudendo gli occhi con l’immagine di queste distese di oro intenso e le parole del canto di De Gregori che però credo oggi in un momento in cui tutto è talmente confuso non ci sono attori che possano fare la Storia.
    La natura anche se vilipesa ha la forza di rigenerarsi (ancora!) Di anno in anno … l’umanità si va sperdendo.
    Ti abbraccio forte forte 🌹💖

    • Che altro aggiungere alle tue parole? Forse un intenso desiderio di salvaguardare e proteggere ciò che di bello esiste ancora, la natura ovvio, e gli affetti, tra cui l’amicizia. Quella vera della quale ti ringrazio ogni momento.
      L’umanità ha un grande potenziale che sta perdendo insieme alle occasioni.
      Ricambio l’abbraccio! 😘🌸

    • Ecco il motivo della “visione”! ☀️☺️ Ho umanizzato le spighe 😉 Trasfigurazione del reale o desiderio di concretezza? Opto per la seconda.
      Abbraccio ricambiato!
      Serena notte.

  2. L’immagine delle spighe è sempre stata una metafora di bellezza e queste estensioni di frumento ci hanno sempre affascinato. La meraviglia della vita si evidenzia soprattutto di fronte a questo miracolo, il quale, fra papaveri e fiordalisi, completa la nostra visione del mondo.

    • Mi hai fatto pensare alla parte conclusiva del romanzo Germinal di Zola: il campo di grano al sorgere del sole simbolo del socialismo nascente e della lotta della classe operaia unita in un insieme di persone compatte ma non indistinte, non massa ma associazione di individui. Si dovrebbe (ri)partire da lì.

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