Una bella storia

“Che stupida osservazione!…… Eppure è una rinomata giornalista!”
“E come si può ritwittare il link di un simile articolo?”
Scatta il desiderio di replicare: posta un commento un po’ acido seguito da una risposta quasi immediata. Ne segue una lunga discussione; i due interlocutori non mollano …. finché, probabilmente per sfinimento, il “ritwittatore” saluta promettendo il follow che diventa ovviamente reciproco.
Così inizia la bella storia di una grande amicizia, di un legame che è cresciuto sempre di più: da un inizio distaccato, prudente e un po’ guardingo a un oggi in cui ognuno raccoglie le confidenze dell’altro in una forma di comunicazione scritta più privata rispetto ai 140 caratteri di Twitter.
È l’incontro di due sensibilità, di due persone la cui identità non ha alcuna importanza.
Non è fondamentale conoscere i loro nomi, nemmeno il loro sesso perché ciò che li unisce va oltre. Nulla di trasgressivo nella loro storia, ma sentimento puro che unisce non due donne, due uomini o un uomo e una donna, ma due individui che possono essere, e sono, la proiezione di chiunque sia alla ricerca di un altro da sé con cui condividere emozioni, idee e opinioni, letture, scelte musicali, momenti di vita personale.
Ciò che si è progressivamente creato tra loro è una profonda intesa mentale, una sorta di complicità di stati d’animo.
Si capiscono anche da come impostano le frasi, riescono persino a dare un’intonazione alle parole percependone quindi, secondo i casi, gioia, malinconia, sofferenza.
Talora bastano pochi indizi per intuire i contorni di una situazione, di un momento, persino di una vita.
Che grande potere ha la parola scritta! E chi è profondamente sensibile riesce a comprenderne la sincerità e la veridicità.
Un’amicizia può reggersi solo su un carteggio? Credo di sì. Molti scrittori del passato (penso ad esempio a Flaubert) e non solo, con la loro importante e consistente attività di corrispondenza, ne sono una testimonianza.
È un’amicizia che durerà finché tra loro ci sarà energia, quella del pensiero, delle emozioni evocate e raccontate, degli episodi narrati.
Assolutamente calzante al riguardo una citazione di Alessandro Barricco tratta dal suo primo romanzo del 1991 Castelli di rabbia:
La strana intimità di quelle due rotaie. La certezza di non incontrarsi mai. L’ostinazione con cui continuano a corrersi di fianco.”