Cartolina

Alta Val Badia - fotografia di Primula, Ma Bohème

Alta Val Badia – fotografia di Primula, Ma Bohème

 

Si cammina per avvicinarsi alle montagne e le distanze ritornano vere. La lentezza permette di entrare nel paesaggio, di registrare i sensi su di esso. Mi fermo spesso per annusare, bere, salutare le persone che incontro. I saluti aprono le porte.

(Erri de Luca, Sulla traccia di Nives, ed. Mondadori 2005)

 

Una cartolina e un pensiero affettuoso da quassù a voi amiche e amici. 🙂

A presto!

 

“Mandami una cartolina …”

“Be’, che ne dici di questa?”
“Maddai!! Sembra la Val Badia vent’anni fa!”
“Scusa, ma le montagne mica cambiano … Basta che non ci sia la neve visto che è agosto!! …

Mentre scambio opinioni e battute col marito, il carrello espositore continua a girare. E mi sembra di vedere, ogni volta, paesaggi e vallate riprese da prospettive diverse, albe e tramonti sempre più suggestivi.

“Ecco … guarda questa! Bella, no?”

Classico panorama grandangolo con catena montuosa sullo sfondo, colore della roccia a esaltare per contrasto il verde della valle sui cui è mollemente adagiato il piccolo paese dove ci troviamo, cielo immancabilmente azzurro e privo di nubi.

“Ma non vedi che ne hai due uguali in mano?”

Vero. Dopo averne guardato circa una ventina, la scelta cade su due identiche. Non me ne sono nemmeno accorta, ma il fatto che sia “una doppia” è positivo: è quella da spedire, sicuramente!

Ebbene sì! Dopo un notevole numero di anni, quest’estate ho scritto una cartolina.
Confesso che la decisione non è stata spontanea; un amico, un caro amico, me l’aveva espressamente chiesto.
Il suo “Me la manderesti una cartolina?”, pronunciato quasi scusandosi del suo essere un romanticone démodé, e i gesti che stavo compiendo quella mattina mi hanno riportato al “tempo delle cartoline”.
Stavo seguendo un vero e proprio rituale: usare il mio tempo per scegliere l’immagine più bella che potesse rendere al meglio il luogo in cui stavo trascorrendo le vacanze e allo stesso tempo soddisfare il gusto del destinatario, procurargli emozioni; sedermi al tavolino di un bar; prendere la penna e scrivere l’indirizzo che, stranamente, non avevo copiato/incollato nella mia lista di contatti 2.0. Era rimasto scritto su un foglietto di carta.
Sì, proprio come ai “tempi delle cartoline” quando, prima di partire, preparavo l’elenco di nomi e indirizzi cui spedire un ricordo da mari o monti, quando in compagnia di amiche e amici sfruttavo (come molti, credo) il famoso pomeriggio piovoso per scriverle tutte in una volta (allora erano parecchie!) con il conseguente problema del “messaggio personalizzato”. Una fatica! 😀

“Scrivi Carissimi saluti, dai! … Va sempre bene!”

continua il siparietto con marito, sbrigativo in queste cose come la maggior parte degli uomini, in genere.
Ma come? Per il mio amico dovrei limitarmi al banale “Saluti dalla montagna”, al generico “Un abbraccio affettuoso”, all’impersonale “Un caro ricordo”?
Non sia mai!
Be’, intanto scrivo la data prima di dimenticarmene. Me l’ha tanto raccomandata! Da non credere … la sbaglio!!! 🙁 Ma non il numero (giustificabile forse, in vacanza anche il senso del tempo si rilassa …), no, no, proprio l’abbinamento giorno-settimana/giorno-mese! Lieve panico momentaneo, “Oddio, non so più scrivere a mano! …”, successiva correzione, chiaramente mooolto visibile, ma pazienza! 🙁
Troppo web, troppa tastiera, troppo tablet, troppo iPhone … “ sembra ammonirmi la mia coscienza; in realtà è la voce del consorte che ancora viaggia con una malridotta agendina per indirizzi e numeri di telefono, figlia del non-si-sa-mai.
Tra commenti e battute su chi è moderno e chi retrogrado, mi esce una frase poetica, una dedica pseudo-romantica alle bellezze della “mia valle”. La sintesi non è propriamente una mia qualità e riesco a riempire tutto lo spazio riservato ai saluti, tanto che il marito deve ricavarsi un angolino in fondo per mettere la sua firma.
Ultimo step: cercare la cassetta postale e imbucare.
Fatto!
Sono contenta, la giornata può proseguire, un’escursione ci attende. Perché, contrariamente alla tradizione del “tempo delle cartoline”, nel giorno della “mia postcard” splende un fantastico sole.

Un episodio banale, per molti sicuramente; eppure per me non lo è stato e non lo è.
Ho riscoperto il gusto di gesti ormai considerati obsoleti; perché il post su Facebook lo vediamo subito, la foto su Instagram è una sorta di cartolina che raggiunge tanti amici in un battibaleno. E vogliamo personalizzare? L’allegato su Whatsapp, un media che inviamo all’amica/o più cara/o, è lì pronto all’uso.
Ok. Per me, donna 2.0, è perfetto.

Ma che dire dell’aspetto “sensoriale” di una cartolina?
È possibile toccarla, percepire il lucido o il ruvido del cartoncino; chi la riceve può rigirarla tra le mani, usarla anche come segnalibro e pensare a chi l’ha scritta ogni volta che cambia la pagina del romanzo di turno, che lo chiude o lo riapre. È possibile vedere la sua trasformazione nel tempo: la carta è destinata a sgualcirsi e spiegazzarsi, ma quell’aspetto vissuto l’arricchirà ulteriormente di un alone di piacevole ricordo.

E che dire dell’aspetto “sentimentale” della cartolina?
È lì, sempre tra le mani di chi l’ha ricevuta, a comunicare già di per sé, ben oltre il messaggio sul retro, l’affetto di un gesto, il tempo che qualcuno ci ha dedicato, il miglior regalo che si possa fare.

Dopo la “mia valle” d’agosto … il mare, peregrinazioni varie e spostamenti settembrini.
Altra cartolina, spontanea questa volta.
E credo proprio che continuerò. Un grazie di cuore al caro amico che mi ha chiesto “Mandami una cartolina”. <3

"reperti" ritrovati in una mitica scatola da scarpe, decisamente scolorita e tenuta insieme da un elastico (foto personale)

“reperti” ritrovati in una mitica scatola da scarpe, decisamente scolorita e tenuta insieme da un elastico
(foto personale)

Pausa settembrina

Settembre … È ancora “tempo di migrare“, scrive Gabriele D’Annunzio nella poesia I pastori.

Ebbene, seguo il consiglio e mi prendo una pausa settembrina per vivere al meglio l’atmosfera di questo mese che amo tanto, contemplare i suoi colori, gustare i suoi sapori.

mare 1“Il mare, voce d’una grandezza libera”
(G. Ungaretti, da I ricordi, L’Allegria)

 

uva 1 “L’uva vuol dire il buono, il bello, il tanto.
E porta bene, …”
(G. Pascoli, La Vendemmia, Nuovi Poemetti)

funghi 1“È tacito, è grigio il mattino;
la terra ha un odore di funghi;
di gocciole è pieno il giardino.”
(G. Pascoli, da Il bacio del morto, Myricae)

L’augurio a tutti di un settembre ricco di freschezza, gusti, profumi. 🙂

A presto!

Dalla montagna con sentimento

Mi affaccio per un breve istante dalle “mie montagne” per augurarvi di cuore una serena settimana di Ferragosto, ovunque voi siate, mare, monti, lago, città d’arte, casa o lavoro.

Vi saluto da quassù, da San Cassiano in Alta Val Badia, dal Gruppo delle Conturines che lo domina, bellissimo all’alba e al tramonto quando, dopo una giornata di sole, le rocce si tingono di rosa.

Alba sulle Conturines - San Cassiano  (foto personale)

Alba sulle Conturines – San Cassiano – Val Badia
(foto personale)

 

Tramonto sulle Conturines - San Cassiano  (foto personale)

Tramonto sulle Conturines – San Cassiano – Val Badia
(foto personale)

Amo la roccia, e lo spettacolo che offrono Le Cinque Torri è davvero straordinario

Le Cinque Torri -  Dolomiti (foto personale)

Le Cinque Torri – Dolomiti
(foto personale)

Ma la montagna non è solo roccia. È anche passeggiare sui prati

Un alpeggio sotto la Varella - San Cassiano (foto personale)

Un alpeggio sotto la Varella – San Cassiano – Val Badia
(foto personale)

ascoltare la musica rilassante di un ruscello o di una piccola cascata

Ruscello sul sentiero che conduce al Santa Croce sopra San Cassiano - Val Badia (foto personale)

Ruscello sul sentiero che conduce al Santa Croce sopra San Cassiano – Val Badia
(foto personale)

 

Cascate del Pisciadù - Colfosco Val Badia (foto personale)

Cascate del Pisciadù – Colfosco –  Val Badia
(foto personale)

ammirare i fiori che crescono anche tra le rocce

Camminando sul sentiero che conduce al gruppo del Cir - Passo Gardena - Val Badia (foto personale)

Camminando sul sentiero che conduce al gruppo del Cir – Passo Gardena – Val Badia
(foto personale)

o sui prati

Ai poiedi del Sass de Stria - Passo Falzarego - Dolomiti (foto personale)

Ai piedi del Sass de Stria – Passo Falzarego – Dolomiti
(foto personale)

 

Credo che le parole di Reinhold Messner rendano alla perfezione lo stato d’animo di chi ama la montagna.

Camminare per me significa entrare nella natura.
Ed è per questo che cammino lentamente, non corro quasi mai.
La Natura per me non è una palestra.
Io vado per vedere, per sentire, con tutti i miei sensi.
Così il mio spirito entra negli alberi, nel prato, nei fiori.
Le alte montagne sono per me un sentimento

(Reinhold Messner, La Montagna a modo mio, 2009, Corbaccio editore)

Che questo sentimento arrivi a ognuno di voi.

Un abbraccio e a presto <3

Notte d’estate

Si parte per un po’ finalmente! 🙂

Saluto voi, amiche e amici, lasciandovi alcune immagini e qualche riflessione.

foto personale

foto personale

Notte di luna,
di stelle appese
alle porte dell’Infinito.

Il cuore ammira
la danza di chiaroscuri.

Bagliori si rincorrono
saltellando sull’acqua,
coriandoli dorati.

Il pensiero ascolta
la voce del silenzio.

Senso d’appagamento,
quiete, pace.
È notte d’estate.

Notte di luna ad Hammamet (Tunisia) (foto personale)

Notte di luna ad Hammamet (Tunisia)
(foto personale)

 

 

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