Trekking con rima baciata

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Passeggio al ritmo dei Pink Floyd che in giornate come questa mi avvolge di energia positiva quando…

Toh, un pertugio.
Entro senza indugio.

Senso di frescura.
Ah! La penombra perdura…

Filtra una luce,
un raggio mi seduce.

A rilento, cammino.
Attenta, mi chino.

Basso è il soffitto,
difficile il tragitto.

L’apertura è stretta,
non bisogna avere fretta!

Una curva a gomito,
svolto con un fremito.

Improvviso chiarore,
quasi acceca il bagliore.

Appare un quadro ovale
con cornice naturale.

Alla roccia mi affaccio.
Senza fiato, mi taccio.

Meraviglia!
E ora, chi si ripiglia?

Le emozioni ricomponendo,
l’immensità riprendo.

E in una delicata carezza,
afferro e catturo bellezza.

 

Tre cime di Lavaredo viste da una trincea austrica

Tre cime di Lavaredo viste da una trincea austriaca

 

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Un affettuoso saluto ad amiche e amici che passeranno di qui.

A voi, ovunque siate, mari, monti o città, l’augurio di un mese d’agosto tutto da godere. 🙂

 

Toccata e fuga…

Eh sì, proprio un rapido passaggio per depositare un saluto e un segno che esisto ancora. 😀

Capita di dover leggere manoscritti di altri, capita di farne l’editing, capita tra le mani un lavoro editoriale, capita che questo diventi un progetto, capita che questo progetto si riveli più lungo e importante di quanto si pensasse – ma avrò modo di scriverne – e capita, nelle pause, di occuparsi finalmente di una pagina blog su Facebook, trascuratissima da tempo.

Capitano insomma attività impegnative, tuttavia molto molto piacevoli e gratificanti.

Si sovrappongono i mesi estivi, alcuni viaggetti, e così i giorni passano, con loro i mesi e questa “casa” è rimasta un po’ vuota.

Passo un attimo ad aprire le finestre e togliere le erbacce dal giardino. Tranquillizzo l’amico Ivano: non solo le ho estirpate tutte ma ho pure piantato bulbi di bucaneve. Spero di tornare a “vivere” qui prima che spuntino da una coltre bianca.

Ho latitato anche come vostra lettrice, lo so bene, e mi dispiace davvero tanto perché è l’aspetto che più amo del blog universo: conoscere, partecipare, condividere leggendo.

Vi abbraccio e lascio per il momento come cadeau un pensiero con alcune note:

i miei amici stanno al bar
e mi tengono il posto
io voglio far presto
vi voglio tutti con me
avremo tanti pensieri,
domande e risposte.

 

 

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P. S. Non vogliatemene se chiudo i commenti, ma non riuscirei a rispondervi come vorrei; inoltre non mi piace lasciare i vostri graditi pensieri soli soletti, senza risposta o, peggio ancora, in moderazione e in attesa come in una sala d’aspetto…

A presto!

Primula

Incontri

salone torino

Il Salone Internazionale del Libro di Torino che si tiene ogni anno nel mese di maggio non è più una novità.
Giunto alla sua 27ª edizione, non sembra affatto sentire il peso degli anni, anzi! Attira sempre, ovviamente, l’interesse di espositori e case editrici che intravedono prospettive commerciali (i dati sono incoraggianti) e conserva il suo indiscutibile fascino per chi, come me, ama leggere.

Non è certamente una tranquilla libreria in cui sfogliare testi con calma!
Cercherò di rendere al meglio l’atmosfera per coloro che non si fossero mai recati a questa “fiera della cultura”.

Immaginate code lunghissime ai cancelli e all’ingresso delle varie sale in cui si succedono conferenze e incontri con gli autori a ritmo a dir poco frenetico.

foto Ansa

foto Ansa

I padiglioni sono affollatissimi; i corridoi che separano gli stand sono percorsi da un fiume di persone, una popolazione eterogenea che invade pacificamente il Lingotto: studenti di ogni età, spesso con pizze e panini in mano; bambine e bambini chiamati a raccolta da maestre urlanti che fanno perennemente la conta o l’appello; adulti single o in gruppo; mamme che spingono distrattamente passeggini e carrozzine ospitanti piccole creature ignare e indifferenti, spesso profondamente addormentate. Ogni volta mi chiedo la ragione che spinge alcuni genitori a catapultare bimbi di tre anni o poco più in un simile contesto. Mah! E ogni volta prego che non somatizzino inconsciamente l’avventura e che un domani, per reazione, non detestino i libri!

I rumori si sovrappongono: le conversazioni dei visitatori alle voci degli standisti, i discorsi pronunciati ai microfoni dagli intrattenitori di turno alle melodie cantate e suonate in alcuni corner da gruppi musicali.
L’impressione è di essere inghiottiti da un torrente straripante in un vortice di suoni e contatti fisici.
Netto il contrasto con il silenzio e l’attenzione che regnano nelle sale riservate alle personalità più note.

Non vorrei avere descritto una sorta di girone dantesco … in realtà l’atmosfera del Lingotto in questi giorni è davvero coinvolgente e allegra, fatta di immagini positive, come i numerosi giovani in coda per le conferenze e altri seduti per terra a sfogliare libri, e di incontri piacevoli: da cantanti e cantautori come Piero Pelù e Simone Cristicchi (tutti, o quasi, ormai scrivono libri), a politici come D’Alema e Brunetta, passando per il matematico Piergiorgio Odifreddi e il Cardinale Ravasi, giusto per sottolineare ancora una volta il carattere eterogeneo del Salone, non solo dei suoi fruitori ma anche dei protagonisti.

E capita di vedere materializzarsi figure rimaste a lungo virtuali nell’universo del web.

La conoscenza di Cristian e Francis è il degno coronamento di giornate gradevolissime. Un rendez-vous non casuale, programmato da tempo, ma pur sempre un’incognita!
Ebbene, già al primo saluto, d’istinto mi sembra di frequentarli da sempre; il piacere della conversazione, durata per ore, rende quella sensazione ancora più solida. Le parole, prima solo lette e scritte, ora dette, hanno la stessa autenticità.

Smentisco chi sostiene che il virtuale è per definizione un mondo di finzione. Può ingannare, è vero, ma solo se chi ne fa parte è ipocrita per natura, se è capace di crearsi una falsa personalità.
Dietro lo schermo di un pc o di un tablet ci sono persone; le parole scritte hanno un’anima, quella di individui che, se le sanno usare con il dovuto rispetto come strumento per comunicare se stessi e non per manipolare identità, non tradiranno le aspettative dell’altro.
Le parole, inoltre, contengono pensieri da gustare che, scritti o pronunciati, possono mutare nella forma, ma non nella sostanza se sono il frutto di una mente onesta.

La nostra chiacchierata riprende in tutta naturalezza dall’ultimo “a presto” scambiato sui reciproci blog, senza soluzione di continuità, senza nemmeno percepire la differenza di età che comunque esiste. Gli interessi culturali fanno molto di più che avvicinare; annullano il tempo, azzerano gli anni e la distanza tra chi è anagraficamente più giovane e chi è più adulto.
Blog-amici o, più semplicemente e verosimilmente, amici uniti nell’atemporalità della lettura di un romanzo o di una raccolta di poesie, nell’apprezzamento o nella critica di questa o quell’opera letteraria, nella condivisione o nella divergenza di punti di vista. Con l’aggiunta di qualche cazzeggio a rendere il tutto gioiosamente cameratesco.

Come definirei quest’anno la mia esperienza al Salone del Libro? Molto semplice: la magia degli incontri …