Imagine

Mi capita di leggere un articolo di Repubblica che risale a una settimana fa. Di solito non lascio arretrati, ma questa volta mi ero persa una notiziola. E nel frattempo succede che, da qualche giorno, sia montata sui social una polemica la cui protagonista è la neosindaca di Cascina, Susanna Ceccardi. Pare che Facebook e Twitter, di recente, vivano solo di diatribe.

Premessa importante:
1. non sapevo nemmeno chi fosse Susanna Ceccardi
2. ora apprendo che è la giovane e rampante sindaca leghista del comune pisano che Salvini si vanta di avere strappato alla rossa Toscana. E va benissimo così, gli elettori hanno scelto l’amministratore più adeguato alla loro comunità
2. che la sindaca Ceccardi sia leghista proprio non m’interessa.

Il punto infatti non è questo.

L’articolo di Repubblica rispolvera un vecchio post che la Ceccardi ha pubblicato sul suo profilo Facebook nel gennaio 2016.

1300 bambini hanno cantato Imagine di John Lennon sotto al comune di Cascina. Idea del sindaco. Cosa dice la canzone? Dice immagina…Immagina un mondo senza religione, senza paradiso, senza proprietà privata. Qualcuno lo ha immaginato davvero questo mondo, e lo ha realizzato. Si chiama Comunismo e ha fatto milioni di morti. La musica sarà anche carina, ma le parole sono aberranti. Un mondo senza fede, senza valori, senza proprietà privata guadagnata col frutto del proprio lavoro è un mondo non umano. Andrebbe spiegato ai bambini che sono stati usati per questa ennesima pagliacciata.

Premetto che trovo stucchevole l’operazione di Repubblica, non capisco il senso politico nel riprendere simili dichiarazioni rilasciate peraltro tempo fa e che si svalutano da sole. Ritengo tuttavia davvero inopportune (e sono gentile) le affermazioni della signorina in questione. Molti sono ancora ossessionati dalla parola Comunismo, ne vedono oggi manifestazioni ovunque e quando la sentono si comportano come i tori con il capote rosso o la muleta scarlatta: perdono il senno, partono a testa bassa e i neuroni se ne vanno a spasso.

Una canzone può non piacere, la libertà di pensiero è un bene prezioso. Ma le cazzate (pardon) restano tali e non hanno colore politico. Parlare di “parole aberranti” e “milioni di morti” a proposito di Imagine che è un inno alla pace è proprio l’apice del non conoscere. Mi chiedo se la sign.na Susanna abbia mai letto il testo con attenzione, se sappia che dice, tra altre stupende evocazioni,

Imagine…
Nothing to kill or die for
…………………..
Imagine all the people
Living life in peace
………………….
Imagine…
No need for greed or hunger
A brotherhood of man

e se è al corrente che, volendo proprio buttare la musica in politica anche quando questa non c’entra, Lennon aveva anche dichiarato:

“I’m not particularly a Communist and I do not belong to any movement.” ¹

e ancora:

Q: “Tell me about your philosophy of life. Many of your comments have been construed as extreme left wing or communist.”
JOHN: “They knock me for saying ‘Power To The People’ and say that no one section should have the power. Rubbish. The people aren’t a section. The people means everyone.”
“I think that everyone should own everything equally and that people should own part of the factories and they should have some say in who is the boss and who does what. Students should be able to select teachers.”
“It may be like communism but I don’t really know what real communism is. There is no real communism state in the world — you must realize that Russia isn’t. It’s a facist state. The socialism I talk about is ‘British socialism,’ not where some daft Russian might do it or the Chinese might do it. That might suit them. Us, we’d rather have a nice socialism here — a British socialism.” ²

Stendiamo un velo sull’inutile operazione di Repubblica, dimentichiamo il post e la cantonata interpretativa della novella sindaca (che allora era consigliere comunale), ma leggere in questi giorni anche una pseudo difesa della sua posizione in un articolo che dà un colpo al cerchio e uno alla botte, limita il giudizio su un brano musicale alla sola “melodia celestiale” come se il testo fosse un accessorio, rileva troppi no, un senso generale di without con una conseguente assenza di prospettiva, è stato davvero il massimo.

Imagine Lennon

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Un’analisi non isolata, tuttavia. Pare che di recente sia di moda etichettare Imagine come l’espressione della mentalità radical-chic che si culla in pacifismo buonista e si nutre di ovvietà, interpretarla come un manifesto ateo poiché invita a immaginare no heaven… no religion suscitando stupore se è cantata persino in ambienti cattolici, ormai degradati dalla dicotomia tra fede e coerenza secondo un’opinione diffusa da cui mi dissocio, o identificarla con l’abulia di uno stupido sognatore.

A mio avviso, significa avere frainteso il senso del testo che non è un programma politico o l’enunciazione di questa o quella morale, non è didascalico, è una poesia. E come tale vede altrove, proietta in un mondo virtuale, in una sorta di Eden antecedente il peccato originale, dove la distinzione tra Bene e Male non esisteva, no heaven… no hell below us, dove Adamo ed Eva potevano camminare nudi senza percepire la loro corporeità e provare senso di peccato, un Paradiso perduto cui aspiriamo ritornare per vivere senza passato né futuro, living for today. Facilmente intuibile che sky è un non-luogo, possessions e hunger sono metafore del non-bisogno, l’intero brano è uno slancio metafisico.

John Lennon, a dire il vero, non ha inventato nulla. Poeti come Blake, Nerval, Baudelaire, Rimbaud, alcuni versi purtroppo troppo poco noti di Victor Hugo nelle Contemplazioni hanno espresso il concetto della permanenza del ricordo, quasi idea platonica, di un déjà vu e déjà vécu, di un altrove spaziale e temporale già noto e quindi presente nel nostro io più profondo. Il loro Imagine è un ritorno a casa.

 

 

¹ Blaney, John Lennon and McCartney: Together Alone (1st ed.). Jawbone Press, 2007
² Intervista rilasciata ad Alan Smith per il New Musical Express e pubblicata su NME in Gran Bretagna, poi ristampata per gli USA su Hit Parader magazine’s , Febbraio 1972