Stati d’animo

Non amo parlare di me se non attraverso episodi che hanno stuzzicato la mia naturale attitudine alla discussione e alla riflessione; sono estroversa ma al contempo amante della mia privacy e rispettosa di quella degli altri. E non uso questo blog come un diario sentimentale.
Queste sono tuttavia giornate particolari: tempo atmosferico uggioso e triste, contatti personali non molto gratificanti.
Le mie reazioni sono insolite, per me. Combattiva, passionale e appassionata, caparbia, talora testarda e ribelle, raramente dimessa, non avrei mai immaginato di adeguarmi ai mutamenti comportamentali di conoscenti, che credevo essere qualcosa di più, con cui mi trovo a interagire.
Le persone cambiano, eccome!
Normalmente farei notare al mio interlocutore di turno la sua metamorfosi deludente e reagirei con le mie consuete e usuali punzecchiature verbali.
E invece …. strano …. ora “je laisse tomber”, lascio perdere.
Forse sto invecchiando.
Nel mio subconscio, tutto ciò è l’anticamera di un’imminente indifferenza, il “non-sentimento” per eccellenza. Mai pensato che l’avrei provato nei confronti di chi ha condiviso molto con me.
Ecco allora che anche il mio modo di interloquire diventa scarno, essenziale, come sempre schietto e diretto, gentile, ma privo di partecipazione emotiva.
La generosità nei sentimenti molto spesso non paga, l’investimento su un’amicizia pare ora in perdita: malinconiche e amare constatazioni.
Comunque sia, facciamocene una ragione.
Forse sto proprio invecchiando, oppure è solo una questione di buon senso. Già averne “parlato” su e con un foglio mi fa sentire meglio: potere terapeutico della scrittura!