Fame e appetito, bisogno e desiderio

Mideast Syria

Questa foto, scattata il 31 gennaio 2014 e diffusa dall’ UNRWA (l’Agenzia dell’ONU che si occupa di rifugiati palestinesi) ha fatto il giro del mondo.
Migliaia di residenti del campo palestinese assediato di Yarmouk a Damasco, in Siria, in coda per ricevere cibo.
Ma … non andiamo molto lontano.

cassonetti

Cassonetti dell’immondizia in una piazzola dietro casa mia.
Ho visto personalmente persone frugare e prelevare avanzi di cibo.
Ora con gli appositi contenitori per la raccolta differenziata sono anche più facilitate; aprono il coperchio del grande secchio marrone con la scritta “umido” e trovano i sacchetti già pronti all’uso … Non è ironia questa, ovviamente, ma infinita tristezza.
Mai avuto il coraggio di immortalare la scena con il telefonino per rispetto della privacy e, soprattutto, della loro dignità.
Ne ha parlato La Provincia, quotidiano di Cremona, la mia città, nell’edizione on line.

Dall’immagine della fame nelle foto precedenti alla rappresentazione dell’appetito nelle successive

Dessert - Hotel Diamant  San Cassiano in Badia Alta Val Badia

Dessert – Hotel Diamant
San Cassiano in Badia
Alta Val Badia

Plateau di formaggi - Hotel Diamant San Cassiano in Badia Alta Val Badia

Plateau di formaggi – Hotel Diamant
San Cassiano in Badia
Alta Val Badia

Dalla sfera del bisogno a quella del desiderio.

Uno dei grandi equivoci della nostra vita, e del nostro tempo in particolare, è fare prevalere il secondo sul primo, trasformare in urgenza primaria ciò che, invece, è semplice desiderio e che sarebbe bene rimanesse tale.

Il bisogno è l’esigenza assoluta di procurarsi il necessario per vivere. I bambini africani, i profughi siriani, i poveri delle nostre città, il cui numero è purtroppo in crescita costante, vivono per e in questo unico pensiero: cure non solo efficaci ma rapide; cibo e acqua per tutti; un pasto caldo in una mensa possibilmente gratuita per chi, anche nell’opulente società occidentale, fatica a combinare il pranzo con la cena.

Il benestante (e non sto parlando di ricchezza) non ha fame, ha appetito; non si preoccupa se mangerà domani ma di come, cosa, quanto mangerà o berrà, carne o pesce, solo acqua per scelta, vino bianco o rosso, Malvasia o Champagne, Lambrusco o Barolo.

L’appetito si può gestire per evitare che si modifichi in fame forzata; il desiderio richiede un controllo maturo e consapevole per non evolvere (o involvere) in bisogno. In entrambi i casi necessitano di equilibrio per scongiurare il pericolo che diventiamo dei rapaci.

Che bello! … Mi piace! … Lo voglio!”: una sequenza che vale per oggetti e persone, per la pretesa di possedere, a tutti costi, un nuovo modello di smartphone o tablet, … o una donna, nelle situazioni limite.
Indiscutibile che la gravità non sia la stessa, ma il principio è uguale: la confusione, l’identificazione tra bisogno e desiderio, elemento quest’ultimo non biologico ma culturale.

Guarda quelle scarpe! Sai? Sono comodissime” ho spiegato a una mia amica questa mattina davanti a una vetrina del centro.
Ne ho già due paia simili … acquistate qualche anno fa. Però, … non ne ho di quel colore! Che belle!
Stavo per entrare. Un furto alla mia coscienza e personalità, e non alludo al prezzo delle calzature.

Ecco, confesso sinceramente che vorrei evitare di pensare, ancora una volta, che ho bisogno di un cappottino blu perché quel modello e quella tinta mancano nel mio guardaroba.

Perché?

Domanda ripetuta ogni volta che ci troviamo ad affrontare una tragedia, quindi retorica, forse inutile.
D’altro canto, è anche l’unica che, paradossalmente, pare avere un senso in questo mondo di nonsenso.
Oggi è Boston; undici anni fa le Torri Gemelle del World Trade Center di New York; ieri, oggi e domani il conflitto in Siria, per il quale il tempo sembra essersi fermato; guerre civili in Africa, da sempre, forse per sempre ……
Bombe ovunque, violenza che dilaga e dilania.
Vittime: persone innocenti che hanno esaudito il loro desiderio di partecipare o di assistere a un avvenimento sportivo, una maratona, con amici e/o familiari e condividere con loro un momento di spensieratezza e di gioia
dirigenti, impiegati, fattorini, personale delle pulizie … che alle Twin Towers lavoravano e non progettavano certo strategie contro il nemico di turno 
la terra di Siria, luogo di un dramma che sta assumendo proporzioni gigantesche 
 
bambini, che subiscono l’ingiustizia di essere nati nel posto sbagliato e in un momento storico sbagliato, alcuni anche alla mercé di adulti pazzi e assetati di potere che li “educano all’arte della guerra” 
Queste sono armi che lacerano la carne, spargono sangue visibile agli occhi, che tuttavia fa lacrimare solo quelli dei superstiti o di chi assiste impotente a queste carneficine.
Chi potrebbe agire non lo fa.
Esistono però anche bombe più silenziose, che non riducono i corpi a brandelli, che non provocano un immediato shock collettivo: i loro effetti sono sottili, non sono fragorosi, non smembrano il fisico …… eppure distruggono vite, riducono in miseria stati, gruppi sociali, famiglie, individui.
È la bomba del “dio danaro” che non si presenta con immagini cruente 
Eppure, dietro questi numeri apparentemente innocui e i picchi di questi grafici si nasconde la guerra delle speculazioni finanziarie, legata ai “giochi” in borsa, che non hanno nulla di ludico, al petrolio, al traffico di armi e di cocaina. Uccide tanto quanto le stragi, i conflitti a fuoco, di cui spesso è causa, riduce alla fame intere popolazioni, annienta le menti, i corpi e le anime.
I responsabili di massacri saranno consegnati prima o poi al giudizio della Storia, e non solo …
Ma anche noi “non violenti”, se un giorno saremo chiamati a rendere conto dei nostri ‘peccati’, dovremo sicuramente rispondere di omissione di fronte alla discrepanza tra l’opulenza e l’indigenza in cui è dannatamente diviso il nostro globo terracqueo.
May God bless us all.