Vero … Non vero … Vero … Non vero …

Che bella questa idea! 🙂

Grazie a Emiliano che mi ha passato il testimone tramite il suo blog Diario di un 35N

messa a fuoco

Ma … vi sfido molto volentieri! 🙂

Regolamento:

1. Utilizzare il logo.

2. Riportare le regole.

3. Scrivere dieci caratteristiche o accadimenti personali e sfidare chi legge a indovinare se e quando si mente…

4. Nominare 10 blogger che si desiderano mettere a fuoco, comunicando loro di essere stati coinvolti;

5. Pubblicare le risposte nei giorni successivi…

Mi piace, sapete perché?

Sembra avvalorare una tesi che sostengo da sempre e che forse ho già espresso in altre occasioni.

A mio avviso la scrittura non è mai “neutra”; amo definirla “animista”, rivelatrice dell’anima, anche quando e se l’“io” non appare nettamente sotto il faretto a piombo del palcoscenico, ma solo in controluce.

Questo blog non ha un taglio biografico o autobiografico nel senso classico del termine. Per me si esprimono le scelte, letterarie o musicali, i fatti che racconto, le foto che scatto e commento con qualche rapida riflessione e anche lo stile, specchio di un soggetto che si rivela in modo indiretto ma che non si nasconde e non vuole assolutamente farlo.

È un’impostazione non di superficie perché la forma è sostanza, le parole parlano da sole, hanno un’anima, appunto, e il lettore attento può intuire un mondo interiore persino dietro un aggettivo o dentro un avverbio.

Curiosa davvero di verificare l’attendibilità della mia idea.

Allora … procediamo … con il “fuoco” di fila delle dichiarazioni.

1. Mantengo raramente le promesse

2. Sono testarda

3. Sono introversa

4. Sono parsimoniosa

5. Mi sento una mamma mancata

6. Mi sono innamorata solo una volta nella mia vita

7. La politica non mi interessa affatto

8. Ho iniziato a parlare a dieci mesi

9. Fiuto rapidamente l’opportunismo

10. Non amo lo sport

Sono sempre in imbarazzo quando devo indicare altri blogger …

Per cui mi rivolgo a te … a te … e ancora a te … che entri in questa dimora:

ritieniti sotto il “fuoco amico” della padrona di casa e scrivi nel tuo commento quali mie affermazioni sono vere o false.

Non vinci nulla; un semplice petalo di questo fiore che, a ogni risposta esatta, cade nelle tue mani perché una parte di me appariva già chiaramente ai tuoi occhi, solo leggendomi.

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Sfogliate i petali delle primule e verificate le risposte venerdì.

Una saluto affettuoso a tutti. 🙂

A proposito di libri …

“In argot francese leggere si dice ligoter che vuole anche dire incatenare.
Nel linguaggio figurato un grosso libro è un mattone.
Sciogliete quelle catene e il mattone diventerà una nuvola.” ¹

Questa è per me un’autentica dichiarazione d’amore che Daniel Pennac dedica AL LIBRO, qualunque libro, nel suo Comme un roman / Come un romanzo.
Ed è con questa bellissima frase che ringrazio Isabella (Isabella Scotti) di avere ricordato la mia passione per la lettura attraverso il Lovely Book Award.

Lovely bokk award

Il testo di Pennac è davvero un must per chi trasforma la lettura in una “piacevole regola” di vita. Con stile vivace e tono spesso ironico, un narratore divertente e divertito affronta senza pedanteria una questione seria come la scelta di quando, come, cosa e se leggere.

“Il verbo leggere non sopporta l’imperativo, avversione che condivide con alcuni altri verbi: il verbo “amare” … il verbo “sognare” …
Naturalmente si può sempre provare. Dai, forza: “Amami!” “Sogna!” “Leggi!” “Leggi! Ma insomma, leggi, diamine, ti ordino di leggere!”
“Sali in camera tua e leggi!”
Risultato?
Niente.
Si è addormentato sul libro.” ¹

È come se io scegliessi un libro facendomi influenzare dalle recensioni, che non vuol dire che non le legga anche prima di acquistarlo, non fosse altro per il gusto di sentenziare che quei giudizi non erano affatto attendibili, almeno per me.

“Care bibliotecarie, custodi del tempio, è una fortuna che tutti i titoli del mondo abbiano trovato il loro alveolo nella perfetta organizzazione delle vostre memorie (come potrei raccapezzarmi, senza di voi, io che ho una memoria che non vale un soldo?), è prodigioso che voi siate al corrente di tutti i soggetti ordinati nelle scaffalature che vi circondano … ma come sarebbe bello, anche, sentirvi raccontare i vostri romanzi preferiti ai visitatori smarriti nella foresta delle letture possibili … come sarebbe bello che faceste loro omaggio dei vostri migliori ricordi di lettura! Narratrici, siate –maghe– e i libri voleranno direttamente dagli scaffali alle mani del lettore.” ¹

Ecco, quando entro in libreria mi piacerebbe molto che la mia interlocutrice o il mio interlocutore non fossero semplici commessi addestrati a fornirmi lo scontrino, ma mi parlassero del libro che sto acquistando, mi mettessero a parte della loro opinione. Sentirei l’atmosfera di un luogo vivo …
Sono incontri rari. Mi ricordo solo di un negozietto di libri a Parigi vicino alla Sorbona e, più recentemente, di una libreria a Milano nei pressi della Stazione Centrale il cui (credo) proprietario è un vero esperto, un abile consigliere. In alcuni casi ha persino evitato di consultare l’archivio sul pc!
In caso contrario, è come acquistare libri on line: ugualmente impersonale, ma più comodo.

“Io spizzico, noi spizzichiamo, lasciamoli spizzicare.
È la libertà che ci concediamo di prendere un volume a caso nella nostra biblioteca, di aprirlo dove capita e di immergercisi un istante, proprio perché solo di quell’istante disponiamo. Alcuni libri si prestano meglio di altri allo spizzicare, fatti come sono di testi brevi e separati: le opere complete di Alphonse Allais o di Woody Allen, i racconti di Kafka o di Saki, i Papiers Collés di Georges Perros, il buon vecchio La Rochefoucault, e la maggior parte dei poeti …
Detto questo, si può benissimo aprire a casaccio Proust, Shakespeare o la Corrispondenza di Raymond Chandler e spizzicare qua e là, senza correre alcun rischio di rimanere delusi.
Quando non si ha né il tempo né i mezzi per concedersi una settimana a Venezia, perché negarsi il diritto di passarvi cinque minuti?” ¹

Anche a me capita di “spizzicare” … bellissimo farlo con le raccolte di poesie! Apro e trovo sempre quei versi che sembrano essere stati scritti per me in quel preciso istante!
Il mio “spizzicare” si traduce anche, in concreto, nel leggere più libri contemporaneamente, nell’acquistarne molti in una volta sola (il mio comodino sta assumendo la struttura di una piramide!) facendo la classica “scorta”.
Libri più brevi accatastati su tomi più corposi: il numero delle pagine non costituisce per me un fattore determinante nella scelta di un libro. Ho letto romanzi di poche pagine ma pesantissimi e altri voluminosi ma leggeri come piume.

“Per lui siamo diventati narratori. Dal primo sbocciare in lui del linguaggio abbiamo incominciato a raccontargli delle storie. Era un talento che ignoravamo di avere. Ma il suo piacere ci ispirava, la sua felicità ci dava le ali. Per lui abbiamo moltiplicato i personaggi, concatenato gli episodi, raffinato gli accorgimenti. Come il vecchio Tolkien con i suoi nipotini, gli abbiamo inventato un mondo. Al confine tra il giorno e la notte, siamo diventati il suo romanziere.
Se invece non abbiamo avuto questo talento, se gli abbiamo raccontato le storie degli altri, e anche piuttosto male, cercando le parole, storpiando i nomi propri, confondendo gli episodi, unendo l’inizio di un racconto con la fine di un altro, poco importa …E se anche non abbiamo raccontato affatto, se ci siamo limitati a leggere a voce alta, eravamo il suo romanziere, il narratore unico grazie al quale ogni sera lui si infilava nel pigiama del sogno prima di scomparire sotto le lenzuola della notte. O meglio, eravamo il Libro.” ¹

Ho imparato a leggere da bambina esattamente così: ascoltando, come questo figlio con i suoi genitori. Per me sono stati i racconti della mia nonna mentre ero con lei nel lettone per il sonnellino pomeridiano o le fiabe la sera dopo Carosello e prima di spegnere la luce della cameretta. Ho assimilato in tutta naturalezza l’idea che leggere è interiorizzare, il “silenzio dopo la lettura”.

Troviamo il tempo per leggere!

“Sì, ma a quale dei miei impegni rubare quest’ora di lettura quotidiana? Agli amici? Alla tivù? Agli spostamenti? Alle serate in famiglia? Ai compiti?
Dove trovare il tempo per leggere?
Grave problema.
Che non esiste.
Nel momento in cui mi pongo il problema del tempo per leggere, vuol dire che quel che manca è la voglia. Poiché, a ben vedere, nessuno ha mai tempo per leggere. Né i piccoli, né gli adolescenti, né i grandi. La vita è un perenne ostacolo alla lettura.
“Leggere? Vorrei tanto, ma il lavoro, i bambini, la casa, non ho più tempo …”
“Come la invidio, lei che ha tempo per leggere!”
E perché questa donna, che lavora, fa la spesa, si occupa dei bambini, guida la macchina, ama tre uomini, frequenta il dentista, trasloca la settimana prossima, trova tempo per leggere e quel casto scapolo che vive di rendita, no?”
Il tempo per leggere è sempre tempo rubato. (Come il tempo per scrivere, d’altronde, o il tempo per amare)
Rubato a cosa?
Diciamo, al dovere di vivere.
È forse questa la ragione per cui la metropolitana – assennato simbolo del suddetto dovere – finisce per essere la più grande biblioteca del mondo.
Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere.
Se dovessimo considerare l’amore tenendo conto dei nostri impegni, chi ci si arrischierebbe? Chi ha tempo di essere innamorato? Eppure, si è mai visto un innamorato non avere tempo per amare?
Non ho mai avuto tempo di leggere, eppure nulla, mai, ha potuto impedirmi di finire un romanzo che mi piaceva.
La lettura non ha niente a che fare con l’organizzazione del tempo sociale. La lettura è, come l’amore, un modo di essere.
La questione non è di sapere se ho o non ho tempo per leggere (tempo che nessuno, d’altronde, mi darà), ma se mi concedo o no la gioia di essere lettore.” ¹

Pennac

Anche questa volta ho “rivoluzionato” le regole del gioco/nomination.
Ne seguo diligentemente una sola e passo il testimone a

Fabiana Schianchi
L’angolino di Ale
La Bloggastorie
Ombreflessuose
Trame di pensieri

sicura che, se – e solo se – vorranno, sapranno trovare un modo originale e non scontato di condividere il loro personale rapporto con IL LIBRO.

¹ Come un romanzo di Daniel Pennac (Feltrinelli, Milano, 1993)
  Titolo originale Comme un roman (Gallimard, Paris, 1992)

Shine on award

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Ringrazio di cuore 65Luna per avermi onorata con questo premio.

È una sorta di gioco, è vero, ma qualunque gesto o accadimento della vita, per ludico che sia, ha sempre un lato serio e importante.
Essere nominati per un award implica il coinvolgimento in una spirale di segnalazioni che passano di blog in blog. Si forma una catena che ad alcuni può non piacere e che è, invece, per me un segnale positivo.

Il blog è una casa virtuale arredata secondo gusti, interessi e inclinazioni personali. È luogo di condivisione, di confronto di opinioni anche diverse e quindi, proprio per questo, occasione di crescita.

Ecco, il premio è per me indice che chi si accomoda sulle mie poltrone virtuali fatte di parole si sente accolto e a proprio agio, libero di approvare o dissentire, considerarsi soddisfatto o stimolato a completare dei contenuti. Sempre con serenità, sempre con la più totale apertura.

Ora smetto di divagare … e mi attengo rigorosamente alle regole previste da questo award.

Logo inserito, 65Luna ringraziata, lo ripeto senza formalità, devo ora indicare 7 cose su di me.

1. Perché hai iniziato questo blog?
Per condividere il mio amore per l’arte in senso ampio (letteratura, musica, pittura) e le mie opinioni su ciò che leggo e ascolto. Compare ogni tanto qualche “incursione” nel mondo dell’attualità socio-politica che mi appassiona, ma solo quando è particolarmente interessante e coinvolgente. È da tempo che non ne scrivo e credo che anche ora occorra attendere un po’!! Vorrei evitare il gossip politico …

2. Qual è la cosa più importante nella tua vita?
Ce ne sono molte. Penso che l’espressione “onestà intellettuale” le possa riassumere tutte.

3. Il cibo di cui non puoi fare a meno.
La pasta e affini.

4. Il tuo posto del cuore.
Istintivamente risponderei “dove mi sento a mio agio”, quindi ovunque si trovino i miei affetti. Se proprio devo indicare un luogo dico Francia, da Nord a Sud: sono sempre stata bene lì.

5. Come ti vedi nei prossimi 10 anni?
Ohibò, qui l’età avanza davvero!! Comunque sia, mi auguro di essere serena e di provare ancora quell’entusiasmo “da ragazzina” che non mi abbandona mai nonostante le prove della vita.

6. Tre cose senza le quali non esci di casa.
La borsa (il che equivale a dire praticamente la casa, tipo borsa di Eta Beta), gli occhiali, il cellulare.

7. Una citazione che ti caratterizza.
“Bisogna vivere come si pensa, altrimenti si finirà per pensare a come si è vissuto” (Paul Bourget)

Infine, il compito più ingrato: segnalare 15 bloggers. Scelta sempre difficile, e non è una frase fatta.
Non allego alcuna motivazione perché in questo caso dovrei indicare tutti i blog che seguo … e trasgredirei le regole dell’award … non sia mai!!

Beatrice M. Blackbird
La Venere Rossa
Marqo
Cosa vuoi fare da grande?
ognigiornotuttigiorni
PazzoidiUmanoidi
Parole di Sole
Angolo del pensiero sparso
Il Grimorio della Strega
Pensieri di Alessia
La Bloggastorie
Ombreflessuose
Isabella Scotti
Diario di Siria
Frida Ipse Blog Siria e Diritti Civili violati

Un abbraccio virtuale a tutti!! 🙂

Una splendida sorpresa

versatileblogger award

Una nomination! E chi se lo sarebbe mai aspettato!
La piattaforma di WordPress mi ospita da poco tempo; ho “traslocato” per la precisione alla fine del mese di aprile di quest’anno e da allora il gruppo delle mie conoscenze tra i blogger si è allargato in modo consistente.

Confesso che sono sorpresa di ricevere questo regalo tanto inatteso quanto gradito che l’amica Isabella ha voluto farmi rallegrando un’uggiosa giornata di ottobre.
Ringrazio quindi di cuore lei; il suo blog Isabella Scotti ha arricchito il mio archivio personale di letture, poesia e racconti di vita, di una nuova presenza.

Ora è il mio turno: nominare a mia volta 15 blog. Non è affatto facile; lo scriviamo tutti ma corrisponde al vero.
Cosa cerco in un blog? Non è fondamentale per me l’affinità di pensiero, di opinioni o idee. Cerco lo stimolo, l’invito a riflettere, a mettermi in discussione, a confrontarmi con vari punti di vista e, anche, forme di espressione diverse.

1. …E a volte, quando cadi, voli
2. Una donna in viaggio
3. Pioggia di pensieri
4. andwalkingalone
5. Fare fuori la Medusa
6. Tateina
7. Michelechefailprof
8. valeriudgbarbu
9. Iridediluce
10.Diario di Siria
11.AttraVerso · Cristiano Camaur
12.carissima me,..
13.Michele (Caliban)
14.ourexcelsior
15.Ombreflessuose

Ora la “regola” prevede che io scriva “7 cose” su di me.
Solo sette? Proviamoci!
Premetto che non sono in ordine di importanza, ma che è una presentazione modalità “random on”.

  • 1. Non mollo mai. Mi arrendo solo se e quando prendo capocciate contro il muro; ma, in questo caso, è il muro che mi respinge perché io continuerei imperterrita.
  • 2. Piango raramente. Se scendono lacrime, sono dovute a rabbia o a delusione.
  • 3. Adoro la musica e ascolto di tutto: classica, testi dei cantautori italiani. brani di musica rock. Basta che sia buona musica.
  • 4. Mi entusiasmo di fronte alle novità, che si tratti di sperimentazioni linguistico-letterarie o di strumenti hi-tech di avanguardia.
  • 5. Porto sempre con me, in borsa, un Moleskine di piccole dimensioni e un microscopico astuccio con penna, matita, gomma e temperino. Annoto tutto ciò che mi colpisce e mi interessa e di Moleskine ne sto collezionando un bel po’. Una domenica mattina, durante la Messa, ho “preso appunti” mentre il sacerdote, particolarmente colto e bravo, stava predicando!!
  • 6. Amo lo sport: praticarlo (una volta), parlarne e guardarlo (oggi). Ex nuotatrice, ex giocatrice di volley, ora tifosa di calcio, super appassionata di motori e amante della velocità. Il rombo di una moto sulla pista di un circuito è poesia.
  • 7. Mi piace moltissimo parlare, discutere di letteratura e di politica;  il contraddittorio e il confronto mi coinvolgono ma nel rispetto dell’altro che è assolutamente sacrosanto.

Sarà mia premura avvisare gli amici nominati che abbraccio con affetto. 🙂