Primavera, comunque.

I pensieri sono molti, forse troppi, al punto che la difficoltà di convogliarli in un percorso ordinato e strutturarli in riflessioni organiche si fa sentire, e non poco.

È così che perdersi nella natura primaverile, durante le rare passeggiate di questi giorni, diventa salutare per il fisico e la mente.

 

Accarezzare con lo sguardo le viole ormai numerose nei giardini

 

Salutare le gemme su rami all’apparenza poco vitali solo qualche tempo addietro

 

Osservare il  nascondino di ramificazioni fiorite che, quasi giocando, sbucano dietro tronchi imponenti, ancora restii a mostrare la ripresa della nuova vita

 

Scrutare dall’alto la rinascita di un parco, ornamento di un quartiere silenzioso

 

Ringraziare per il regalo di una serata color oro sul grande fiume,
dono prezioso di serenità.

 

 

Dissonanze d’aprile

ciliegi

foto di Primula – Ma Bohème

Sfumata di rosso,
una brezza di fragole
richiama
al candido profumo di ciliegi in fiore,
alla danza delle nubi,
morbida panna sgonfiata dai venti,
alla musica della pioggia
che innaffia la vita
tra le fresche note del giovane verde.
In un adagio d’aprile
i colori cantano l’armonia della natura.

Migranti: guado del fiume Konska lungo il confine tra Grecia e Macedonia. Fonte La Repubblica, 14 marzo 2016

Migranti: guado del fiume Konska lungo il confine tra Grecia e Macedonia. Fonte: La Repubblica, 14 marzo 2016

Striato di vermiglio,
un alito di sangue
urla
nel bianco di scheletri arborei,
nei passi cadenzati di corpi stanchi al vortice di un vento cupo,
nell’acqua infuriata e nelle pozzanghere
che infradiciano la vita
tra le note avvizzite di una terra marcia.
In un requiem d’aprile
il buio recita la disarmonia dell’uomo.
E rapisce primavera.

© Primula

 

Ascoltando Le piogge d’aprile di Francesco Guccini, dall’album Signora Bovary, 1987

Ma dove sono andate quelle piogge d’aprile
che in mezz’ora lavavano un’anima o una strada
e lucidavano in fretta un pensiero o un cortile
bucando la terra dura e nuova come una spada?
……………………………………
Ma dove sono andate quelle piogge d’aprile?
Io qui le aspetto come uno schiaffo improvviso
come un gesto, un urlo o un umore sottile
fino ad esserne intriso
io chiedo che cadano ancora sul mio orizzonte
angusto e avaro di queste voglie corsare
per darmi un’occasione ladra, un infinito, un ponte
per ricominciare.


Inebriarsi di vita

 

campi della pianura mantovana

campi della pianura mantovana

 

Respirare la brezza frizzante del mattino quando il verde giovane dei campi è bagnato di rugiada “come un vino di vigore” (Rimbaud, “Ma Bohème“),

Perdersi nell’azzurro inebriante del giorno solcato a tratti da nubi spumeggianti.

La Primavera è ebbrezza,

ebbrezza di vita.