Requiem

3 ottobre 2013 – LAMPEDUSA

Salvador Dalì - Etude pour "Le Miel est plus doux que le sang, 1926, huile sur bois

Salvador Dalì – Etude pour “Le Miel est plus doux que le sang, 1926, huile sur bois

Clandestini

Approdano, talvolta.

Nel cuore i compagni perduti
gli affetti spezzati,
nella mente l’ignoto,
negli occhi una strascicata speranza.

Nude mani
come artigli sulla vita,
sottratta alla furia delle onde
alla barbarie
alla fame,
scavano fosse di libertà.

Clandestini sull’arida terra
occultati sotto pietre di silenzio
annegati negli abissi dell’indifferenza.

Spargono tracce di sangue lungo il cammino
inghiottite dalle acque, sorbite dalle zolle,
volatilizzate verso il rosso sole.

Fantasmi…
Impalpabili…. Clandestini….

Come la nostra solidarietà.
Alziamo solo barricate
contro l’uomo.

Il tempo ha sempre sbriciolato
muraglie e civiltà,
depennato confini,
stendendo spesse coltri di pietà
sopra ogni odio.

Pietro Barbera, Il Tempo Sospeso, ed. Thule, Palermo 2003

il Tempo Sospeso

Venerdì Santo

Per chi crede, ma anche per chi non crede …

Riflettere fa sempre bene al cuore, all’anima, alla mente.

Venerdi’ Santo 
Nulla, credi, è più dolce per i nostri
occhi di questo giorno senza sole,
con i monti velati di viole
perché la primavera non si mostri…
 
Venerdì Santo! E ieri sera tu
ti rimendavi quest’abito, tutto
grigio, un abito come a mezzo lutto
per la morte del povero Gesù…
 
Traevi dalla tua cassa di noce
qualche grigio merletto secolare:
così vestita, accoglierà l’altare
la buona amante con le mani in croce…
 
Prega per me, prega per te, pel nostro amore,
per nostra cristiana tenerezza,
per la casa malata di tristezza,
e per il grigio Venerdì che muore:
 
Venerdì Santo, entrato in agonia,
non ha la sua campana che lo pianga…
come un mendico, cui nulla rimanga,
rassegnato si muore sulla via…
 
Prega, e ricorda nella tua preghiera
tutte le cose che ci lasceranno:
anche il ramo d’olivo che l’altr’anno
ci donò, per la Pasqua, Primavera.
 
Quante volte l’olivo benedetto
vide noi moribondi nel piacere,
e vide le nostre due anime, in nere
vesti, per noi pregare a capo al letto!
 
E pregavamo, come se morisse
qualcuno: un poco, sempre, morivamo:
Ma sempre sull’aurora nuova, il ramo
d’olivo i lieti amanti benedisse!
 
Ora col nuovo tu lo cambierai:
anche devi pregare per gli specchi
velati, per i libri, per i vecchi
abiti che tu più non vestirai…
 
E’ sera: un riso labile si perde
sulle tue labbra, mentre t’inginocchi:
io guardo, dietro la veletta, gli occhi…
due perle nere in una rete verde.
 
Fausto Maria Martini (1886-1931)

 

Aggiungo una riflessione, tratta dal Diario di Sr. Faustina Kowalska (Santa Faustina), che un amico mi ha inviato questa mattina.
“Figlia mia, ogni volta che senti battere le tre pomeridiane, ricordati di immergerti tutta nella mia Misericordia”

S. Dalì, Cristo di San Giovanni della Croce, 1951