Simmetrico stupore

foto di Mauro Tironi

 

Incantevole
incontro idilliaco.
– Incredulità.

Oops…

Strani stridori,
sgradevoli schiamazzi.
– Sbalordimento.

 

Spesso, oggi, words like violence break the silence

 

 

 

Sensazioni d’estate

Pomeriggio di metà luglio. Pedalo nel piccolo angolo di mondo che è la pianura cremonese. Ho bisogno di non pensare. Sembra ieri, l’altro ieri, ieri l’altro, ancora ieri, oggi, i fatti di cronaca mi hanno travolta mostrando colori impazziti in un quadro surreale. Ho bisogno di aria, luce, punti fermi. Apparentemente tranquilla, rilassata, percorro stradine strette e tortuose che ben conosco. Attraverso la campagna con loro e la mia bicicletta. Grandi campi di mais e rari filari di piante interrompono l’orizzonte monotono.

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campo di mais a Trigolo (Cremona) – fotografia di Primula, Ma Bohème

Percezioni sensoriali s’incrociano, inebriano e fanno dire a chi ha vissuto a lungo qui: questa è la nostra estate. Una certezza.

Scruto il cielo azzurro pallido, solcato a tratti da striature biancastre per l’umidità.

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La pianura nei pressi di Cremona – fotografia di Primula, Ma Bohème

Spio il silenzio interrotto solo dal frinire delle cicale, una cadenza regolare, un suono stridente e monocorde.

Ascolto il canto ripetitivo e osservo l’uniformità del paesaggio: nulla di più convergente e assonante tra ciò che sento e vedo, i sensi uniscono e armonizzano.

Dalle cascine mi richiamano le persiane semichiuse. Le guardo: emergono i racconti dei nonni, percepisco la frescura degli interni, l’abbraccio dell’ombra ristoratrice dal caldo afoso.

Sensazioni di calma piatta e di un tempo che sembra essersi fermato.

Cantano gli odori dalle finestre di cucine: profumo di peperonata, aromi della stagione estiva.

In lontananza, l’eco di cigolii in sequenza, dal ritmo costante. Forse il rumore di un’altalena arrugginita. Ancora, ascolto e vedo: riaffiora l’immagine della vecchia “tromba dell’acqua” nella casa di campagna della nonna.

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“tromba dell’acqua” in un casolare di Moscona (Cremona) – fotografia di Primula, Ma Bohème

Che fatica pompare spingendo la maniglia!
Ritrovo la forma del cocomero deposto nel lavandino in pietra come in una culla, accarezzato per ore dall’acqua corrente del pozzo, ne inspiro il profumo, ne gusto il sapore fresco e dolce. Era la merenda di noi bambini. Un bellissimo e piacevole ricordo, un quadro dalle tinte luminose.

Ho bisogno di aria pulita.