Cielo e terra

Oggi giornata di sentimenti contrastanti.

In tarda mattinata e primo pomeriggio, un evento straordinario per importanza e intensità emotiva: presso l’Aero Club di Cremona Migliaro una cerimonia ufficiale in cui, alla presenza delle autorità locali e regionali, i piloti del WeFly!Team hanno consegnato all’astronauta Samantha Cristoforetti la loro bandiera che porterà con sé nello spazio.
Non una formalità qualunque perché eccezionali sono i protagonisti.

Samantha Cristoforetti, astronauta italiana dell’ESA ¹ , il prossimo novembre raggiungerà la Stazione Spaziale Internazionale per la missione Futura dell’ASI ². Prima donna italiana ad andare nello spazio, rimarrà sull’ ISS sei mesi per lavorare a un progetto che prevede sperimentazioni scientifiche su alcune patologie del corpo umano. Accelerate da condizioni di assenza di gravità, possono essere studiate meglio.

E ancora qualcuno sostiene che andare nello spazio non serva a nulla, che non sia un investimento per il futuro della Terra e dell’umanità, ma solo uno spreco di denaro!

Accanto a lei, oggi fisicamente e da novembre idealmente, Alessandro Paleri e Marco Cherubini del WeFly!Team, pattuglia acrobatica formata da piloti paraplegici che volano su aerei ultraleggeri con comandi modificati.
Alessandro, laureato in ingegneria aerospaziale, racconta di avere progettato lui stesso un comando speciale che consente di pilotare e controllare il timone senza usare le gambe.
Per Marco l’obiettivo del loro team è dimostrare che, nonostante l’handicap motorio, si può volare anche ad altissimi livelli; e presenta il volo come una metafora della vita: “mai abbattersi – dice – di fronte a una grande difficoltà, ma reagire e trovare in se stessi le motivazioni per lottare e raggiungere la meta”.
Parlano con voce calma e tono pacato, comunicano gioia e serenità; gli incidenti che li hanno resi disabili non hanno minimamente intaccato il loro equilibrio e il desiderio di vivere ancora di sfida e passione.

La bandiera che consegnano a Samantha, e che andrà con lei nello spazio, è un messaggio di speranza per i disabili di tutto il mondo, è un invito a riflettere che, malgrado gli ostacoli, non ci sono limiti per chi ha volontà di guardare al futuro e realizzare i propri desideri.
È anche un modello per tutti noi: è vitale non smettere mai di fare progetti anche quando, d’acchito, ci sembrano impossibili.

Aero Club di Cremona Migliaro - 14 giugno 2014   (foto personale)

Aero Club di Cremona Migliaro – 14 giugno 2014
(foto personale)

Dall’interno dell’hangar ci spostiamo sulla pista.

ero Club di Cremona Migliaro - 14 giugno 2014  esibizione WeFly!Team (foto personale)

Aero Club di Cremona Migliaro – 14 giugno 2014
esibizione WeFly!Team
(foto personale)

Momenti di emozione intensa quando i due piloti devono salire sui rispettivi aerei. Commozione stemperata dalla scritta che compare sui velivoli “Baroni rotti”: sono loro che riconducono alla normalità e allentano la tensione!

Un grande insegnamento di estrema dignità: il loro handicap non esiste, dimostrano la loro peculiarità non la loro diversità.
E questa è davvero la base della convivenza tra individui: nessuno è diverso, ognuno è ciò che è, e tutti insieme formiamo un “noi”.

Si avvicinano all’aereo e, da soli, senza alcun aiuto, in vari step – carrozzella, ala dell’aereo, posto di comando – si siedono alla guida e si preparano a pilotare.
Tutti noi percepiamo lo sforzo fisico, ma non sentiamo la loro fatica poiché tanta è la voglia di volare.

Ad Alessandro e Marco si aggiunge il loro istruttore Erich Kustatscher, l’unico non disabile del gruppo.
Ora può iniziare l’esibizione della pattuglia, che è veramente strepitosa!

ero Club di Cremona Migliaro - 14 giugno 2014  esibizione WeFly!Team (foto personale)

Aero Club di Cremona Migliaro – 14 giugno 2014
esibizione WeFly!Team
(foto personale)

Le figure sono belle, di difficile esecuzione come spiega lo speaker ufficiale

ero Club di Cremona Migliaro - 14 giugno 2014  esibizione WeFly!Team (foto personale)

Aero Club di Cremona Migliaro – 14 giugno 2014
esibizione WeFly!Team
(foto personale)

ero Club di Cremona Migliaro - 14 giugno 2014  esibizione WeFly!Team (foto personale)

Aero Club di Cremona Migliaro – 14 giugno 2014
esibizione WeFly!Team
(foto personale)

ero Club di Cremona Migliaro - 14 giugno 2014  esibizione WeFly!Team (foto personale)

Aero Club di Cremona Migliaro – 14 giugno 2014
esibizione WeFly!Team
(foto personale)

Qualche intervento di Samantha sottolinea la complessità tecnica di alcune manovre e la bravura dei piloti che ringrazia anche, per esempio, in occasione di questa figura

ero Club di Cremona Migliaro - 14 giugno 2014  esibizione WeFly!Team (foto personale)

Aero Club di Cremona Migliaro – 14 giugno 2014
esibizione WeFly!Team
(foto personale)

il cuore è dedicato a lei.

Gli applausi al termine della performance sono scroscianti e tutti ce ne andiamo un po’ più ricchi dentro.

Scendo tuttavia ben presto con i piedi a terra. La tappa al supermarket prima di rientrare a casa mi riconduce alla misera realtà.

Oggi è giornata di colletta alimentare straordinaria; all’ingresso del centro commerciale giovani volontari distribuiscono sacchetti vuoti e ritirano quelli con i prodotti.
Anch’io lascio il mio contributo.
Mentre consegno la busta, sento alle mie spalle una voce maschile: “Mah, tanto va tutto agli immigrati!”, come se la fame avesse una nazionalità, come se un italiano bisognoso fosse in competizione con uno straniero altrettanto indigente.

Non reagisco, non ne vale la pena. Ma penso quanto sia rapido passare dalle stelle alle stalle, e lo affermo con profondo rispetto per gli animali ospitati e per chi vi lavora sudando.

¹ (European Space Agency)

² (Agenzia Spaziale Italiana)

Qui o altrove?

 

Passo delle Erbe - tra Val d'Isarco e Val Badia segnaletica ai piedi del Sasso Putía (foto personale)

Passo delle Erbe – tra Val d’Isarco e Val Badia segnaletica ai piedi del Sasso Putía
(foto personale)

 

Non sono affatto sicura che il “qui e ora” sia sempre sinonimo di sicurezza e certezza, e che l’ “altrove” evochi rischio e ignoto.

Anzi! Vivere è partire e arrivare, per poi ripartire.

Vivere è l’emozione di sentirmi in un certo senso guerriera dell’esistenza,
è percorrere strade nuove forse tortuose (ma che importa?),
è seguire la rotta verso luoghi di me ancora inesplorati,
è avanzare a passi lenti ma saldi nel cammino della mia storia.

Vivere è sussultare di emozione e desiderio per traguardi e conquiste di cui non perdere la traccia,
è essere accompagnata dal profumo della sfida,
è avere coraggio di cambiare direzione per mettermi in discussione.

Vivere è l’emozione del percorso che diventa discorso, un itinerario che si trasforma in parola.